Crusaders, il rientro di McCaw slitta a fine aprile?

Per un Dan Carter ormai vicinissimo al rientro c’è un McCaw che si allontana.
Il coach dei Crusaders Todd Blackadder ha infatti detto di non aver ancora nessuna certezze sulla data del rientro del capitano degli All Blacks, inizialmente prevista per le prime settimane di aprile. Il terza linea potrebbe veder slittare il suo ritorno in campo di 15 giorni circa.
Da parte della franchigia neozelandese c’è l’intenzione di non forzare in nessun modo il rientro di McCaw, fermo dalla vittoriosa finalissima del Mondiale di fine ottobre.
 

Dan Carter “rivede” il campo: sabato giocherà contro Cheetahs?

A “bagnare” il debutto casalingo vero dei Crusaders nel New Christchurch Stadium potrebbe esserci anche il lungodegente Dan Carter, fermo ai box dalla fine di settembre per un guaio che lo ha costretto a saltare anche mezzo Mondiale.
L’apertura All Blacks, fanno sapere dalla Nuova Zelanda, è ormai al 100% ma difficilmente il coach rossonero Todd Blackadder lo schiererà nel XV iniziale per la sfida di sabato contro i Cheetahs.

Abidal e Lomu, due storie simili. Purtroppo.

Il difensore del Barcellona calcio Eric Abidal sarà sottoposto al trapianto di fegato. A dare la notizia il club catalano con una nota: “Era un’opzione già indicata un anno fa all’inizio del suo trattamento”. Il giocatore, infatti, era già stato operato per un tumore al fegato un anno fa. Il 17 marzo 2011 si era sottoposto all’intervento. Si era ripreso in poche settimane, fino al punto di riuscire a disputare da titolare la finale della Champions League contro il Manchester United.

Una storia dannatamente simile a quella di Jonah Lomu, il gigante neozelandese, in attesa di un secondo trapianto di un rene dopo che quello ricevuto alcuni anni fa ha letteralmente smesso di funzionare.

Kia ora Eric, Kia ora Jonah!

Tempo di rinnovi in Nuova Zelanda: Cory Jane altri due anni con Hurricanes

Ancora due anni con la NZRU e con la maglia degli Hurricanes: Cory Jane ha annunciato – ovviamente via Twitter- il rinnovo del suo accordo con la federazione neozelandese in primis e quindi con la sua attuale franchigia per altri due anni: “Wellington è casa mia e voglio ancora essere un All Blacks”, questa la sua prima dichiarazione.

Arrivano i nostri, pardon, i soldi: Otago è salva!

Quando ormai sembrava spacciata, quando la messa in liquidazione era già stata annunciata, sono “arrivati i nostri” e l’Otago Rugby Football Union è stata salvata.
Un accordo è stato infatti raggiunto tra la NZRU (la federazione neozelandese), l’amministrazione cittadine di Dunedin, l’Associazione dei giocatori della terra dei maori e la Bank of New Zealand. Un accordo che salva 131 anni di storia ovale e che rilancia – ovviamente sul medio/lungo termine – le ambizioni di una fetta importantissima del rugby neozelandese.
Vediamo un po’ cosa è stato deciso: verrà steso un nuovo piano finanziario per i prossimi tre anni entro i quali le casse dovranno essere risistemate con generali minori uscite, con la diminuzione del monte-ingaggi dei giocatori (di almeno 290mila dollari neozelandesi), nuovi sponsor e una politica più “aggressiva” di gestione dei test-match.
La NZRU intanto rifornirà le esauste casse di Otago con una liquidità di 500mila dollari neozelandesi. Non solo: la federazione ha garantito che verranno giocati a Dunedin una serie di test-match per garantire incassi maggiori (quest’anno è già in programma una partita con il Sudafrica) e a giugno verrà giocata una partita tra una rappresentanza dell’isola del Nord e una del Sud.
Debiti per circa 480mila dollari verranno cancellati, mentre la partecipazione all’ITM Cup (il principale campionato neozelandese) è garantita per tre anni.
L’attuale management di Otago deve dimettersi e verrà sostituito da uno completamente nuovo, che inizierà una vasta opera di ammodernamento e riorganizzazione della struttura.