Treni del Rugby: da lunedì i biglietti da Venezia

Articolo che ho scritto per il sito di Radio R101

Solo pochi giorni fa raccontavamo del successo dei treni del rugby, l’iniziativa lanciata in occasione di Italia-Australia del 13 novembre scorso e subito baciata dal successo di critica e pubblico. Un esperimento che diventa la norma per il Sei Nazioni, con il convoglio Milano-Roma (+ biglietto per la partita) subito raddoppiato per l’alto numero di richieste. Bene, da lunedì saranno in vendita i biglietti per i vagoni che partono dal Veneto: partenza Venezia con destinazione, ovviamente, Roma. E poi tutti al Flaminio.
Tutte le info su http://www.trenidelrugby.it

Brunel: perché siamo innamorati dei francesi

Massimo Calandri per Repubblica

FEDERICA Pellegrini ha scelto Philippe Lucas e le vasche parigine. L’Italrugby scommette su Jacques Brunel. Alla disperata ricerca di un po’ di grandeur, lo sport italiano si affida all’entraineur, l’allenatore francese. Dicono sia questione di idee, di cultura, di freschezza. Di voglia di vincere, di empatia. Ma se l’olimpionica del nuoto ha già ufficializzato il suo rapporto, il movimento ovale – che allo straordinario successo di pubblico non ha ancorarisposto conirisultati sul campo – prova a prendere tempo. Dietro l’angolo c’è il Sei Nazioni: meglio non fare arrabbiare Nick Mallett, l’attuale commissario tecnico, che alle critiche del novembre scorso aveva risposto con un poco rugbistico«non capite un c…». E però i giochi sarebbero fatti, come ha confermato sulle colonne dell’Equipe lo stesso Brunel, 57 anni. Un ‘duro’ che nelle ultime stagioni ha guidato i catalani del Perpignan a due finali consecutive (una vittoria) nel campionato transalpino, e prima ancora ha forgiato per sei anni la mischia della Francia di Bernard Laporte, quella dell’epica vittoria sugli Ali Blacks ai Mondiali del 2007: «La Federazione italiana mi ha contattato per sapere se fossi interes -satoalposto.Hodettosì.Èun’occasione unica». Sulla carta l’appuntamento è per il prossimo ottobre, alla fine dei mondiali neozelandesi e del contratto con il ct di origine sudafricana che non ha mai del tutto convinto. Ma se al prossimo Sei Nazioni ci rifilassero l’ennesimo cucchiaio di legno, i tempi potrebbero maledettamente accorciarsi. Giancarlo Dondi, presidente Fir, non si scompone: «Non è questione di risultati, è questione di gioco». E di gioco con Mallett se ne è visto poco. Una striscia negativa di tredici sconfitte, e solo due mesi fa un placcaggio di Masi sul pilone figiano Ma’afu ci salvò da un altro imbarazzante ko. Gli azzurri fanno piccoli passi in avanti, mentre gli altri corrono. Nel mirino sono finiti i suoi assistenti, Orlandi e Troncon: la mischia ha perso il proverbiale impatto, i trequarti sono prevedibili. Forse i nostri non sono ancora pronti per un manager come Mallett. Forse ci vuole un allenatore, e basta. Uno come l’australiano Eddie Jones, che dopo il primo tempo con le Isole Figi sembrava vicinissimo. Uno come Brunel, oggi. «Ha dato la sua disponibilità, è vero. E conosce alla perfezione tutti i ragazzi. Ma non c’è ancora nulla di scritto», giura Dondi, l’uomo delle ‘rivoluzioni ovali’, del Sei Nazioni e della Celtic League. «Se non rinnoviamo con Mallett ad ottobre, è in pole position. Del resto, non so ancora cosa vuole fare Nick. E io devo garantire continuità al movimento». Quello che il presidente non dice è che era sulle tracce di Brunel da quasi dieci anni. Il transalpino piace per la rudezza, per la capacità di essere sempre aggiornato e di responsabilizzare i giocatori, per la maniera ossessiva con cui prepara le partite. Sabato scorso è venuto a Treviso con il suo club e ha rifilato una lezione di tattica e di furore agonistico ai veneti, soprattutto con gli avanti. Potrebbe trasformare la mischia azzurra in una autentica macchina da guerra. E poi la verità è che Dondi, come tutti gli italiani che amano il rugby, è perdutamente innamorato dei francesi. Un’empatia che ha radici lontane e profonde. Fu proprio il presidente a portare Georges Coste, l’uomo che cambiò la storia azzurra. Ci riprovò con Pierre Berbizier, ma quella volta non andò altrettanto bene: a tre minuti dal termine il nostro estremo fallì per qualche centimetro il calcio che ciavrebbeportatorraleprimeotto del mondo. Si chiamava David Bortolussi. Un oriundo francese

Panchina azzurra: una fotografia della situazione

Stefano Semeraro per La Stampa

Il francese sostituirà Mallett dopo il Mondiale. Ma con i tempi dell’ingaggio si rischia l’ennesimo flop dell’Italia

Un Mondiale di rugby con in panchina un ct azzurro già sicuro di fare le valigie l’abbiamo vissuto, nel 2007 con Pierre Berbizier, e il ricordo è pessimo. Allenatore nervoso e distante, squadra spaccata, eliminazione bruciante con la Scozia. Del resto anche il calcio insegna: che Lippi se ne sarebbe andato dopo la Coppa del Mondo 2010 era cosa risaputa – appunto – ben prima del dramma sudafricano. Errare è umano, preservare è diabolico, eppure pare proprio che andrà così.

Nell’ambiente lo si mormorava da tempo, ma ora è praticamente fatta: Jacques Brunel, 57enne allenatore francese del Perpignan (campione di Francia nel 2009 e finalista 2010) con la fama di sergente di ferro, ex vice di Laporte con la Francia, già corteggiato anni fa dall’Italia, dopo i Mondiali di settembre in Nuova Zelanda sostituirà Nick Mallett sulla panca azzurra, con un contratto quadriennale. «Alla mia età allenare una Nazionale per una Coppa del Mondo o un Sei Nazioni è un’occasione da non farsi sfuggire – ha confessato Brunel a L’Équipe -. La Fir mi ha contattato da tempo, io ci ho riflettuto a lungo, poi ho dato la mia disponibilità, anche se la decisione finale spetta a loro». Il presidente federale Dondi, che non ha mai amato il “catenacciaro” Mallett, giura che Brunel è la prima scelta ma ha anche altri nomi sul carnet, che deciderà dopo il Sei Nazioni (che per noi inizia il 5 febbraio) e dopo essersi consultato con Mallett. In ogni caso, la decisione sembra ormai presa.

Ora si può essere più o meno d’accordo sulla necessità del cambio – con Mallett l’idillio è durato poco e probabilmente è più lui a volersene andare che l’Italia a volerlo silurare, come il ct ha fatto capire a novembre – ma tempi e modalità della vicenda sono sbagliati. Nell’anno dei Mondiali, Mallett e la squadra si troveranno a dover affrontare due impegni fondamentali (e difficilissimi) sapendo di esser già destinati al divorzio. Il rischio di devastanti bradisismi tecnici e psicologici è alto. Ancora peggio se Brunel, impegnato con il Perpignan fino a fine stagione, fosse chiamato in fretta e furia a preparare un Mondiale in tre mesi, magari dopo un Sei Nazioni disastroso. Se Mallett aveva così voglia di evadere, o l’Italia di cambiare timoniere, bisognava troncare prima. Così si rischia l’ennesimo flop tecnico di un’Italia che per crescere ha bisogno molto di più che di una mano di vernice in panchina.

 

Brunel/Mallett: il comunicato FIR definitivo. E il mio pensiero

La Federazione Italiana Rugby, a seguito di quanto riportato nelle ultime quarantotto ore dalla stampa italiana e straniera, desidera precisare a titolo definitivo che una decisione in merito alla conduzione tecnica della Squadra Nazionale verrà assunta solamente nei prossimi mesi e che, ad oggi, non sono stati raggiunti accordi al di fuori di quelli in essere con il Commissario Tecnico, Sig. Nick Mallett, la cui scadenza del rapporto professionale con FIR è fissata al termine della Rugby World Cup “Nuova Zelanda 2011”.

La FIR desidera altresì specificare che, sino al termine dell’RBS 6 Nazioni 2011, non verranno rilasciate ulteriori dichiarazioni circa la conduzione tecnica della Squadra Nazionale.

Questo il comunicato FIR. Aggiungo un articolo che qualche ora fa ho pubblicato sul sito internet di Radio R101. Ovviamente l’argomento è lo stesso.

La sitiuazione più o meno è questa: il contratto di Nick Mallett scade dopo il Mondiale in Nuova Zelanda.L’allenatore già da tempo ha fatto sapere che si è guardato un po’ in giro in vista di quella scadenza, parole però che non ha usato come minaccia o avvertimento: il coach sudafricano infatti non ha mai posto veti all’opportunità di proseguire la sua avventura azzurra.
Veniamo alla Federazione. Il presidente Dondi ha sempre detto che si siederà con Nick attorno a un tavolo dopo il Sei Nazioni. Si è guardato attorno? Certo. La Fir non può farsi trovare impreparata ad una eventuale decisione di Mallett di fare altro dopo il torneo iridato. Ha incontrato alcuni candidati e ormai pare certo – o quasi – che il prescelto in caso di cambio sarà Jacques Brunel, ex ct francese e attuale allenatore del Perpignan. Lo stesso Brunel, notizia di oggi, avrebbe annunciato la sua decisione di allenare l’Italia ai suoi giocatori, mentre la dirigenza del club pirenaico sarebbe stata informata già la scorsa settimana.

Tutto fatto e deciso? No. La FIR infatti – giustamente – rimane ferma sulle sue posizioni. Con Mallett si parlerà dopo il Sei Nazioni. D’altronde se l’Italia vincesse tre partite nel torneo come fai a cambiare allenatore? La decisione è di quelle sensate. Discuterne a bocce ferme, con i risultati del campo che possono far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Come è naturale che sia. Poi subentreranno anche le aspirazioni e le volontà delle varie parti. Ma parlarne ora, a due settimane dal kick-off del Sei nazioni, sarebbe vera follia. Molto più che cambiare (eventualmente) un ct in primavera.

 

 

Sei Nazioni Under 20: i convocati

Andrea Cavinato, responsabile tecnico della Nazionale Italiana Under 20, ha convocato ventisei giocatori per il raduno in programma a Roma dal 24 al 28 gennaio, ultimo momento di preparazione all’RBS 6 Nazioni 2011 in cui gli Azzurrini esordiranno venerdì 4 febbraio al “XXV Aprile” di Parma (ore 19.00, diretta Rai Sport 2/www.raisport.rai.it) affrontando i pari età dell’Irlanda.

Mercoledì 26 gennaio gli Azzurrini sosterranno un allenamento congiunto con la prima squadra delle Fiamme Oro presso gli impianti del club della Polizia di Stato.

Il raduno di Roma della prossima settimana – ha detto Andrea Cavinato – rappresenta l’ultima occasione per verificare alcuni giocatori che abbiamo visto poco dall’inizio della stagione, soprattutto quelli esterni all’Accademia. Posso già anticipare però che, dei ventisei convocati per questo raduno, almeno venti faranno parte del gruppo che affronterà l’Irlanda nella prima giornata del Torneo. Oggi abbiamo svolto un bell’allenamento congiunto con Estra I Cavalieri Prato, la settimana prossima effettueremo le ultime scelte e già venerdì 28 ufficializzeremo la lista dei convocati per il match di Parma”.

Questi i convocati dell’Under 20 azzurra:

Giovanni ALBERGHINI (Petrarca Padova)*

Maurizio ALUIGI (Cammi Calvisano)*

Andrea BALSEMIN (HBS GranDucato Parma)*

Cesare BERTON (Petrarca Padova)*

Jacopo BOCCHI (Benetton Treviso)*

Riccardo CAGNA (MPS Viadana)*

Vittorio CALLORI DI VIGNALE (Estra I Cavalieri Prato)*

Mattia CARRETTA (HBS GranDucato Parma)

Tommaso CASTELLO (Banco di San Giorgio Cus Genova)

Augusto COSULICH (Benetton Treviso)*

Timi ENODEH (Banca Monte Parma Crociati)*

Marco FUSER (Benetton Treviso)*

Marco Antonio GENNARI (BancaMonteParma Crociati)

Edoardo GHIRALDINI (Petrarca Padova)*

Amar KUDIN (Benetton Treviso)

Piermaria LESO (Petrarca Padova)* – capitano

Giovanni MAISTRI (Cammi Calvisano)*

Alfio MAMMANA (Amatori Catania)*

Francesco MENON (Consiel Firenze 1931)*

Luca MORISI (Rugby Grande Milano)*

Alex MORSELLINO (Petrarca Padova)*

Guglielmo PALAZZANI (Cammi Calvisano)

Nicola QUAGLIO (Femi-CZ Rovigo)

Edoardo RUFFOLO (BancaMonteParma Crociati)

Alessandro TARTAGLIA (Mantovani Lazio)*

Michele VISENTIN (Benetton Treviso)*

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”