Parisse in campo con l’Irlanda? Al 70%

Nicola melillo per La gazzetta dello Sport

Meno tre giorni al debutto azzurro nel Sei Nazioni. È un’Italia che fa i conti con gli infortuni
e i dubbi sono tanti per il et. Mallett. Ieri ancora a riposo Santiago Dellapè e Robert Barbieri, mentre hanno lavorato col gruppo capitan Parisse e il centro Garda.
Per gli azzurri il pieno recupero di Parisse per sabato alle 15.30 al Flaminio con l’Irlanda è fondamentale. Al riguardo il medico della Nazionale, Roberto Pozzoni, ha svelato il grosso rischio corso dal capitano: «Il mignolo, rimasto incastrato nel terreno, si è dislocato,
fuoriuscendo dalla sede naturale. Si è reso necessario ricucirlo con 14 punti. In termine
poco medico direi che Sergio ha avuto un gran c… Nessun interessamento di tendini e terminazioni nervose. Ne avrebbe avuto per un bel po’. Ora ha un tutore per evitare che il dito si dislochi di nuovo: al 70% ci sarà. Con Parisse in campo, è prevedibile che Mallett confermi Perugini, Ghiraldini e Castrogiovanni in prima linea, Geldenhuys e Del Fava in seconda, con una mediana Orquera-Gori, alle ali Mirco Bergamasco e Masi, Canale e Sgarbi centri e McLean estremo. Scelte, stando alla situazione attuale, dettata anche da infortuni e acciacchi vari. Il clima alla Borghesiana resta sereno e determinato: ieri i trequarti si sono
scatenati in una partita di calcio (che bravo Masi!) fra un allenamento e l’altro. Valerio Bernabò, che il 5 febbraio 2000 era raccattapalle a Italia-Scozia, match d’esordio vinto dall’Italia nel Torneo, in questo 5 febbraio vuole l’impresa: «Il Flaminio ci spingerà. Sarà importante conquistare più palloni possibili». A proposito di Flaminio: la Soprintendenza ha dato l’ok ai lavori. Un passo importante in vista del nuovo stadio.
L’IRLANDA Declan Kidney ha di fatto rivoluzionato la squadra a causa degli infortuni di Bowe, Trimble, Kearney, Murphy, Heaslip e Ferris. Debutta l’ala Fergus McFadden (Leinster), confermato al 10 Sexton. Il XV: Fitzgerald; McFadden, B. O’Driscoll, D’Arcy, Earls; Sexton, O’Leary; O’Brien, D. Wallace, Leamy; O’Connell, O’Callaghan; Ross, Best, Healy. Panchina: Cronin, Court, Cullen, Jennings, Reddan, O’Gara, P, Wallace

Gli azzurri del giorno: tocca a Burton e Bernabò

Da Solorugby

Uno vuole rendere felice la mamma Angela e i nonni di Luco dei Marsi (Aq). Renderli orgogliosi, entusiasti nell’urlare al mondo “Guardate Kris con la maglia azzurra”. L’altro invece ha già provato l’emozione Sei Nazioni: anno 2007, stadio Twickenham. Ma il vero “debutto” di Valerio nel Championship è arrivato il 5 febbraio 2000: raccattapalle sotto la curva Sud del Flaminio, a pochi passi dalla meta di Giampiero De Carli, romano come lui.
Uno è l’apertura Kristopher Burton, quattro caps azzurri tra il 2007 e il 2009; l’altro è il seconda/terza linea Valerio Bernabò, quindici presenze alle spalle. Due modi diversi eppure vicini di vivere il Sei Nazioni, torneo da sempre giocato più con il cuore che con i muscoli. Le radici australiane di Burton, però, non lasciano troppo spazio ai sentimenti: “E’ vero, questo torneo ha un fascino straordinario ma devo affrontare quest’avventura come se fosse una competizione come tante. Non posso farmi travolgere”.
Contro l’Irlanda Burton dovrebbe partire dalla panchina. In campo, con tutta probabilità, Orquera in coppia con il numero 9 Gori, provenienza Benetton come lo stesso Kris. Quell’Edoardo “Ugo” Gori buono per Mallett, non per il timoniere trevigiano Smith. “Conosco bene Ugo dai tempi di Prato. Non gioca in Celtic? Beh, è una scelta dello staff. Probabilmente lo si vuole far crescere. Ogni club ha un suo progetto che deve seguire…”.
FLAMINIO Tourbillon di emozioni invece per Valerio Bernabò. Per lui Flaminio è sinonimo di casa. “Non c’è soltanto quella meta leggendaria del 2000. Ricordo la finale Under 19 con la mia Lazio opposta alla Capitolina e poi il debutto casalingo al Sei Nazioni 2007. Giocavamo contro il Galles. Non solo: Vittorio Nervi, nipote del progettista dello stadio Pier Luigi, è stato uno dei miei allenatori”.
I bei giorni sono lontani, sabato arriva l’incubo Irlanda. “In seconda linea dovrebbero schierare O’Callaghan e O’Connel. A prescindere da chi scenderà in campo, in fase di conquista saranno comunque pericolosissimi”.

Verso l’Irlanda: ottimismo per Parisse, giovedì l’annuncio dei XV

Quattro giorni separano l’Italrugby di Nick Mallett dalla prima giornata dell’RBS 6 Nazioni: sabato 5 febbraio alle 15.30 gli Azzurri scenderanno in campo al Flaminio di Roma per affrontare l’Irlanda – esattamente undici anni dopo l’esordio vincente nel 6 Nazioni contro la Scozia – nella prima giornata dell’edizione 2011 del torneo.

Anche oggi la Nazionale ha svolto due allenamenti sul campo del Park Hotel “La Borghesiana”, dove gli Azzurri sono al lavoro da venerdì: in mattinata seduta per reparti, con gli avanti a provare mischie e rimesse laterali e trequarti impegnati nel gioco al piede; nel pomeriggio ancora organizzazione collettiva per testare il piano di gioco da utilizzare contro il XV irlandese.

Capitan Parisse ha ripreso a lavorare con il gruppo insieme a Gonzalo Garcia, mentre Robert Barbieri è rimasto a riposo precauzionale e Santiago Dellapè ha svolto un allenamento differenziato.

Domani gli atleti osserveranno una giornata di riposo mentre giovedì, dopo l’allenamento della mattina, verrà annunciata la formazione che scenderà in campo sabato al Flaminio contro l’Irlanda.



Verso Italia-Irlanda: problemi azzurri in terza linea

di Roberto Parretta per La Gazzetta dello Sport

Nick Mallett fa la conta e a quarantotto ore dall’annuncio del XV per l’esordio nel Sei Nazioni 2011 contro l’Irlanda (sabato alle 15.30 al Flaminio), è alle prese con i problemi fisici di almeno quattro tra possibili giocatori titolari e panchinari. Anche ieri, infatti, la terza linea Robert Barbieri (definitivamente out almeno per questa partita) e la seconda Santiago Dellapé hanno seguito solo da bordo campo le due sessioni di allenamento alla Borghesiana, mentre il centro Gonzalo Garcia ha svolto del lavoro differenziato. Così come il numero 8 e capitano Sergio Parisse, che però ha già ripreso in mano il pallone e svolto diversi esercizi, nonostante la vistosa ferita al mignolo della mano sinistra. Giovedì il ct azzurro annuncerà la formazione di partenza, ma per avere certezze si dovrà aspettare il captain’s run di venerdì mattina al Flaminio, in teoria, per la terza linea, abili e arruolati ci sono al momento solo Josh Sole e Alessandro Zanni, con Parisse sulla via del recupero e Valerio Bernabò spendibile in panchina anche in seconda, inevitabile che a qualcuno verrà chiesto di stringere i denti. Tra i trequarti, invece, le alternative (per fortuna) non mancano. Per amore intanto Martin Castrogiovanni nega (scherzosamente) di avere rinnovato per altre tre stagioni con i Leicester Tigers solo per poter finalmente guadagnare più dell’amico Parisse. «Avrei guadagnato molto di più di lui allo Stade Francais, ma la mia è stata una scelta di cuore», ha detto il pilone azzurro. «A Leicester c’è gente che ha fatto tantissimo per me, cose che non si vedono tutti i giorni e che ti porti fino alla tomba. La città e il club mi hanno regalato tanto amore. Non si tratta di un bene materiale, ma spirituale». Pare che Castro, negli ultimi tempi, sia persino diventato amico degli irlandesi Ronan O’Gara e Brian O’Driscoll, non esattamente due simpaticoni. «Ma in campo le cose appaiono solo in un certo modo, anche io lì credo di stare antipatico a molti. Invece, nella vita di tutti i giorni, le persone sono diverse». Il merito di questa «conversione», confessa l’azzurro, «è di GeordanMurphy», suo compagno di club. Adesso ci racconterà che s’è anche messo a dieta.

“Farò di tutto per essere in campo con l’Irlanda”. Parola di Parisse

Da Rugby Union Times

“Non ci voleva questo infortunio alla vigilia del 6Nazioni. – ha dichiarato a RugbyUnionTimes.com il capitano dell’Italia Sergio Parisse, arrivato ieri sera al centro sportivo La Borghesiana per il raduno azzurro – Con lo Stade Français giovedì contro Castres mi sono fatto male al mignolo della mano sinistra. Subito dopo il match sono stato sottoposto ad un intervento chirurgico per verifcare che non ci fossero legamenti rotti: per fortuna la lesione è solo a livello cutaneo; mi hanno messo 14 punti. Bisogna solo essere pazienti e aspettare che si cicatrizzi. Da parte mia ce la metterò tutta per giocare contro l’Irlanda. Siamo stretti con i tempi (la ferita necessiterebbe 10 giorni di tempo per guarire completamente, ndr) ma sono fiducioso. Farò tutto il possibile per andare in campo.

Il capitano probabilmente rientrerà iniziare ad allenarsi con il gruppo solo a partire da Giovedì.