Bollettino azzurro: preoccupano Parisse e Gori

Sergio Parisse, capitano e numero otto della Nazionale Italiana Rugby e dello Stade Francais, è stato sottoposto ieri sera presso l’ambulatorio dello Stadio Flaminio ad un intervento di parziale sutura della ferita al quinto dito della mano sinistra riportata la scorsa settimana con il proprio Club di appartenenza.
L’atleta rimane a disposizione dello staff tecnico ed il suo utilizzo per la partita contro l’Inghilterra verrà valutato nei prossimi giorni, in base all’evoluzione del quadro clinico.

Il mediano di mischia della Nazionale Italiana Rugby e della Benetton Treviso Edoardo Gori ha riportato la lussazione gleno-omerale della spalla sinistra in occasione dell’incontro con l’Irlanda disputato ieri allo Stadio Flaminio di Roma e valido per la prima giornata dell’RBS 6 Nazioni 2011. La lussazione é stata ridotta e l’atleta è stato sottoposto ieri ad esami strumentali presso l’Ospedale San Camillo di Roma. Nelle prossime quarantotto ore il giocatore verrà sottoposto ad ulteriori accertamenti e verrà valutato se intervenire chirurgicamente.
Trattandosi della stessa spalla già operata in aprile vogliamo valutare attentamente l’entità della lesione insieme con il Club di Edoardo, decidere se intervenire chirurgicamente e, nel caso, quale tipo di intervento eseguire. Per quanto concerne i tempi di recupero, attendiamo l’evolversi del quadro clinico” ha dichiarato il responsabile medico della Squadra Nazionale dott. Roberto Pozzoni.

 

 

Voci dal Flaminio: Castro, BergaMirco e Burton

Voci che ho raccolto e articolo che ho scritto per il sito di Radio R101

Allo stadio Flaminio nell’immediato post-partita di Italia-Irlanda ad aleggiare tra giocatori, tifosi e giornalisti è soprattutto la rabbia. Quella rabbia amara che ti lascia una sconfitta arrivata solo sul filo di lana dopo aver già assaporato il gusto di una grande vittoria.
Cose che capitano nello sport, ma che forse alla nazionale di rugby succedono un po’ più spesso che ad altri. Ieri l’Italia ha dato l’ennesima dimostrazione di poter giocare alla pari – e anche meglio – di avversari più titolati e dalla tradizione importante. Ieri però l’Italia ha anche dato ancora una volta dimostrazione di immaturità, che potrebbe essere superata solo con una grande vittoria. Quel drop subito a due minuti dal termine, e soprattutto la gestione della palla nei 120 minuti successivi ne sono una dimostrazione. Il tentativo di calcio di Orquera da posizione quasi impossibile anziché giocare il pallone è sintomo di una squadra che in quel momento aveva subito un colpo troppo forte per le sue forze. Stanca? Certo, anche quello, ma non solo.
Sentiamo le voci di alcuni protagonisti raccolte a caldo.

PER SENTIRE CASTROGIOVANNI, MIRCO BERGAMASCO E KRIS BURTON CLICCATE QUI

 

Ultimora: Parisse operato nella notte, salta l’Inghilterra

La notizia è stata data poco fa in anteprima dalla pagina Facebook di La7.
Operato nella notte Sergio Parisse: il capitano azzurro è stato operato dopo che si è riaperto il taglio alla mano sinistra durante uno scontro di gioco. Lo staff medico consiglia 10 giorni di stop, altrimenti l’infortunio potrebbe diventare serio. A Twickenham, sabato prossimo, in terza linea dovrebbe rientrare Barbieri, mentre Zanni avrà la maglia numero 8.

Sono saltati a metà match i 14 punti di sutura alla base del mignolo. Nessuno se n’è accorto. Neanche il Prof. Rota in panchina, che a fine gara ha operato Parisse in una saletta negli spogliatoi del Flaminio. 40 minuti per sostituire i punti saltati e metterne di nuovi, questa volta sia interni che esterni, circa venti, e con un filo dal calibro maggiore a garantire una tenuta più salda. Tuttavia la prognosi non è incoraggiante, dieci giorni per un recupero completo. Affrettare i tempi significa scendere ancora in campo con un tutore e una mano ferita, con il rischio che un infortunio banale si trasformi in una cosa seria. Il Dott. Pozzoni e lo staff medico valuteranno nelle prossime ore le condizioni della lesione. Per il momento Parisse non può allenarsi con i compagni e dovrà almeno per qualche giorno tenere la ferita asciutta per favorirne la cicatrizzazione, quindi a riposo assoluto. Con il capitano azzurro a rischio per il prossimo incontro, si complica ulteriormente la situazione in terza linea. Mick Mallett può contare su Barbieri appena rientrato e Valerio Bernabò, seconda linea adattato a flanker. Da chiarire il problema di Josh Sole alla caviglia. In ogni caso Mallett dovrà di nuovo attingere alla Nazionale A di Guidi per far fronte a queste assenze.

 

Ahi Italia, l’ennesima sconfitta che fa male

Pasquale Giordano per Giornalettismo.com

Sè vero che le sconfitte bruciano, allora è altrettanto vero che le sconfitte onorevoli, di cui l’Italia del rugby ha un lunghissimo album di foto ricordo, ti colpiscono dritto allo stomaco. Perdere di due punti (11-13) ‘per colpa’ di un calcio di trasformazione che non decide di entrare in mezzo all’acca delimitata dai due altissimi pali. Proprio come il colpo di reni di un pugile che con un solo montante manda fuori combattimento l’avversario.

QUANTI SE – Il brutto di queste sconfitte onorevoli è che ti riducono a riscrivere la partita costellandola di “se” e di “ma”. Se invece di scegliere orgogliosamente la mischia si fosse deciso di tentate la via dei pali… Se Castrogiovanni fosse riuscito a cingere la vita di O’Driscoll invece di farlo sgusciare via… Se quel calcio di Mirco Bergamasco del primo tempo in mezzo al campo fosse entrato in mezzo ai pali… Se la trasformazione dello stesso Bergamasco non avesse fatto la barba al palo… Un lento scorrere dei fotogrammi sezionando azione dopo azione, componendo e ricomponendo a piacimento, alla disperata ricerca del puntiglio al quale appigliarsi per recriminare con il destino.

La verità è che l’Italia non è mai stata così vicina a vincere una partita contro i verdi d’Irlanda. La verità è che questa grintosissima Italia è bella da vedere. La verità è che ne vorremmo di più di gente come Castrogiovanni, come Bergamirco, come capitan Parisse che ha giocato con una mano fasciata a coprire i numerosi punti di sutura che la decorano. La verità amara, purtroppo, è che l’Italia sta studiando da grande squadra, ma ancora non lo è diventata. Non sa ancora gestire la pressione e capitalizzare ogni occasione e il tabellone è lì a ricordarlo agli azzurri. La stoffa delle mille battaglie che ti rende un gigante ce l’ha l’Irlanda. Si prenda ad esempio Ronan O’Gara, professione cecchino, che ha bivaccato in panchina per buona parte della partita, ma che ha toccato un solo pallone e ha creato un drop (calcio di rimbalzo) che è valso la vittoria per l’Irlanda. Il brutto di queste sconfitte onorevoli, a pensarci bene, è che ti fanno desiderare di perdere senz’appello con uno scarto di almeno sette punti o su di lì e non di due misere lunghezze. Un boccone troppo amaro da buttare giù, anche per chi è abituato a vedersi tributare l’onore nella sconfitta.

 

Mallett e Parisse alla carica degli irlandesi

Undici anni esatti dopo il vittorioso esordio nel Torneo contro la Scozia, la Nazionale Italiana Rugby scende in campo domani al Flaminio di Roma per affrontare l’Irlanda (ore 15.30, diretta Sky Sport 2 dalle 14.30 e differita La7 dalle 16.30) nella prima giornata dell’RBS 6 Nazioni 2011.

Dopo l’ultima rifinitura del venerdì mattina sul prato del Flaminio, il CT Nick Mallett ed il capitano degli Azzurri Sergio Parisse hanno incontrato i media nella tradizionale conferenza stampa della vigilia.

L’Irlanda è un’ottima squadra – ha detto Mallett – non ha particolari punti deboli. La loro mischia l’anno passato ha sofferto contro di noi, li abbiamo dominati ma nonostante questo ci sono stati fischiati contro alcune penalità: domani l’interpretazione arbitrale della mischia sarà molto importante. Non credo però che la mischia irlandese sia debole, l’Irlanda è una squadra molto forte nel complesso”.

Sulla scelta di schierare dal primo minuto l’inedita mediana formata da Kristopher Burton all’apertura e Edoardo Gori alla mischia Mallett ha spiegato: “Sono molto contento della coppia che schieriamo domani contro l’Irlanda. Burton e Gori hanno giocato insieme a Prato, priam che in Magners League, dove Gori spesso non ha trovato spazio per problemi fisici mentre Burton dopo una buona partenza si è ritrovato un po’ chiuso da De Wall. Continuo a dire che in Magners devono giocare atleti potenzialmente utilizzabili in Nazionale, è un discorso allargabile ai vari Sepe, Bocchino, Andrea Pratichetti, Benettin. Dobbiamo lavorare maggiormente con le due squadre di Magners”.

Gori – ha aggiunto Mallett – non ha avuto molto spazio a Treviso prima di novembre e dopo i test match per qualche noia fisica, ma contro Australia e Fiji ha fatto bene, lo conoscevamo e seguivamo con attenzione già da quando era capitano dell’Italia U20, è un ragazzo di grande personalità ed anche difensivamente è molto efficace, come dimostrano i dodici placcaggi messi a segno contro l’Australia nel suo esordio internazionale”.

Problemi in difesa per Burton? Kris è molto forte con la palla in mano – ha spiegato Mallett, al quarto 6 Nazioni sulla panchina italiana – e nel gioco al piede, forse ha sbagliato qualche placcaggio in Magners con la Benetton Treviso ma ha lavorato molto in questi giorni con il nostro tecnico della difesa Omar Mouneimne e penso facendo parte di un’organizzazione difensiva dove ha un ruolo preciso possa dare molto alla squadra. Di certo domani Burton avrà una grossa responsabilità, l’Irlanda attacca spesso nel canale dove lui si troverà a difendere, soprattutto dopo le mischie e le touche a cinque”.

L’Italia non è mai stata così preparata in difesa, Omar sta facendo un grande lavoro – ha aggiunto Mallett – e affrontiamo questo Sei Nazioni per essere la migliore squadra possibile. Vogliamo dare il 100% in ogni partita, ma soprattutto vogliamo vincere. Domani dovremo essere forti in ogni parte del campo, in ogni situazione di gioco, contro una squadra come l’Irlanda che produce un ottimo rugby”.

La partita di domani non ha legami con la partita di Dunedin del prossimo 2 ottobre ai Mondiali, il 2007 con la vittoria di Edinburgo e la sconfitta di San Etienne contro la Scozia ci insegna che ogni partita ha la propria storia” ha dichiarato il capitano Sergio Parisse.

Ma la partita di domani – ha aggiunto il numero otto azzurro – è senza dubbio una partita importante per il nostro Sei Nazioni. Noi affrontiamo questo torneo per portare a casa dei risultati, stiamo lavorando molto e bene e, anche se dobbiamo ancora migliorare, non ci sono dubbi sul fatto che andremo in campo per lasciarvi ogni nostra energia, come facciamo sempre”.

Dovremo giocare con intelligenza – ha concluso Parisse – e rimanere fedeli al piano di gioco particolare che abbiamo preparato per affrontare l’Irlanda. Non ho dubbi sulla grinta con cui andremo in campo, ma mai come domani dovremo giocare con la testa oltre che con il nostro cuore”.

Queste le formazioni domani in campo al Flaminio per la prima giornata dell’RBS 6 Nazioni: