Mallett e le scuse per una lettera che non c’è

Lancio APCOM delle 15 e 52

Il ct della nazionale italiana di rugby Nick Mallett si è ufficialmente scusato per avere lasciato erroneamente intendere ai giornalisti, nella conferenza stampa tenuta lo scorso 4 febbraio alla vigilia di Italia-Irlanda, prima giornata del 6 Nazioni, che l’arbitro francese Romain Poite aveva scritto una lettera alla federazione per scusarsi della sua direzione di gara in occasione del match fra le due stesse nazionali giocato nel 2010 a Dublino.
Consapevole che non esiste alcuna lettera, e conseguentemente alle polemiche scaturite dopo la sua frase, Mallett ha voluto chiarire, chiedendo scusa anche alla sua stessa federazione. “Ho già chiesto scusa a Romain, ma sono felice di avere l’occasione per mettere i puntini sulle i. Con le mie parole non avevo assolutamente intenzione di mettere sotto pressione l’arbitro prima del nostro match, ma devo anche accettare il fatto che purtroppo questa è stata la conseguenza”.

Verso Italia-Galles: convocati Derbyshire e Vosawai

Salgono a ventisei i convocati della Nazionale Italiana Rugby che domenica sera si radunerà presso il Park Hotel “La Borghesiana” di Roma per preparare la sfida di sabato 26 febbraio contro il Galles allo Stadio Flaminio, terza giornata dell’RBS 6 Nazioni.

Il Commissario Tecnico Nick Mallett ha infatti convocato i flanker della Benetton Treviso Paul Derbyshire e Manoa Vosawai, entrambi recuperati dagli infortuni che ne avevano pregiudicato l’utilizzo nei primi due turni del Torneo.

Si amplia così il reparto delle terze linee, che in occasione della sfida al XV in maglia rossa, reduce dalla vittoria in Scozia, potrebbe festeggiare un doppio traguardo speciale per Alessandro Zanni e Carlo Festuccia: il flanker friulano della Benetton ed il tallonatore abruzzese del Racing-Metro Paris infatti, in caso di utilizzo, abbatterebbero il muro dei cinquanta caps internazionali.

La rosa della Squadra Nazionale in preparazione al test-match contro il Galles è pertanto aggiornata come segue:


 

Piloni

Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 73 caps)

Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 4 caps)

Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 83 caps)

Salvatore PERUGINI (MPS Aironi, 77 caps)


 

Tallonatori

Carlo FESTUCCIA (Racing-Metro Paris, 49 caps)

Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 34 caps)


 

Seconde linee

Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 17 caps)

Santiago DELLAPE’ (Racing-Metro Paris, 62 caps)

Carlo Antonio DEL FAVA (MPS Aironi, 50 caps)

Quintin GELDENHUYS (MPS Aironi, 18 caps)


 

Flanker/n.8

Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 11 caps)

Paul DERBYSHIRE (Benetton Treviso, 8 caps)

Sergio PARISSE (Stade Francais, 74 caps) – capitano

Manoa VOSAWAI (Benetton Treviso, 7 caps)

Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 49 caps)


 

Mediani di mischia

Pablo CANAVOSIO (MPS Aironi, 34 caps)

Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso, 1 cap)


 

Mediani d’apertura/Estremi

Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 6 caps)

Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 26 caps)

Luciano ORQUERA (Brive, 19 caps)


 

Centri/ali

Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 3 caps)*

Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 78 caps)

Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 63 caps)

Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 20 caps)

Andrea MASI (Racing-Metro Paris, 57 caps)

Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 10 caps)


 

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

Minuti giocati: gli azzurri tra i più riposati

Ivan Malfattatto su Il Gazzettino

Gli atleti di Benetton Treviso e Aironi giocano troppo, arrivano spompati in Nazionale e sono una delle cause del pessimo rendimento nel Sei Nazioni? Al contrario, sono fra i rugbisti più riposati d’Europa. Gli azzurri più spremuti sono in realtà quelli dei club stranieri. Sui quali, a differenza delle franchigie, la Fir purtroppo non ha controllo.
Lo dimostrano i minutaggi stagionali (campionati, Heineken Cup, nazionale) dei principali protagonisti dell’Rbs Sei Nazioni giunto al secondo turno. Numeri ricavati incrociando i dati del sito specializzato It’s Rugby, dei siti ufficiali delle singole manifestazioni e di quelli federali. Viene meno così la preoccupazione espressa fin dalla vigilia del torneo da vertici
azzurri e stampa autorevole, fatta propria dallo stesso presidente Fir Giancarlo Dondi.
Benetton e Aironi non danno all’Italia atleti con troppi minuti sulle gambe rispetto agli avversari. La collaborazione tra franchigie e Nazionale in questo funziona.
I motivi della sconfitta di misura contro l’Irlanda (13-11) e della disfatta contro l’Inghilterra (59-13, peggior sconfitta dell’era Mallett) vanno cercati altrove.
I tre azzurri con più minuti giocati da inizio stagione sono Mirco Bergamasco (Racing), Sergio Parisse (Stade Francais) e Martin Castrogiovanni (Leicester). Bergamasco fra i trequarti e i mediani ha collezionato 1537′ complessivi. Terzo più utilizzato d’Europa dietro a Rougerie (Francia, 1681′) e Southwell (Scozia, 1532′). Per trovare gli azzurri del Benetton
bisogna scendere al 12° posto con Kris Burton (1350′), 28° con Alberto Sgarbi (1125′) e intorno al 40° con Luke McLean (951′). Nella Top 10 Foden (1509′), Hape (1488′), Young (1437′) e poco dietro Wilkinson (1361′), Cueto (1258′), Ashton (1193′) e Tindall (1183′). Sei degli inglesi che ci hanno ridicolizzati a Twickenham..
Parisse è addirittura il seconda-terza linea più utilizzato d’Europa (1719′), davanti all’intero reparto titolare della Francia Bonnaire (1597′), Harinordoquy (1594′) e Dusatoir (1550′). Quintin Geldenhuys (1333′) e Alessandro Zanni (1329′) sono al 13° e 15° posto. Barbieri
(893′), Del Fava (843′), Derbyshire (788′) e Sole (785′) sono intorno al 30°. Tra i
piloni-tallonatori lo stakanovista con 1582′ è Mas del Perpignan, squadra allenata da Jacques Brunel. Castrogiovanni (1116′) è 9°, Perugini (1005′) 11°, Ongaro (983′) 12°, Ghiraldini (887′) 19°. Sommiamo infine i minutaggi dei 60 titolari di Italia-Irlanda e Inghilterra-Italia. Irlandesi (16.272′ complessivi, media giocatore 1084′) e inglesi (18.405′ e 1227′) hanno giocato più degli italiani, ma hanno vinto la partita.

Infermeria azzurra: Castrogiovanni ok

A Twickenham il numero 3 azzurro ha subìto una mini frattura al setto nasale, che i medici della nazionale gli hanno subito ricomposto. Castro però ha recuperato e ha fugato ogni dubbio: domenica al raduno della Nazionale alla Borghesiana ci sarà, pronto a preparare la delicata e importantissima partita con il Galles di sabato 26.
In stand-by Ongaro, alle prese con un problema al ginocchio e comunque non convocato per la sfida del Flaminio.

Dopo Twickenham: la freddezza necessaria

Guido Alessandri su Tuttosport di oggi. Concordo praticamente su tutto.

Serve molto ghiaccio, e non soltanto per raffreddare le molte botte prese dagli azzurri
sabato a Twickenham. Serve ghiaccio soprattutto per conservare una freddezza
sufficiente per dare un senso, una dimensione, un’interpretazione a un 59-13 che fa
impressione e riporta – a prima vista – tutta la banda indietro di dieci anni. In realtà non è cosi, se riusciamo ad andare oltre la pura statistica. Sabato, là dentro il “tempio” del rugby,
è successo che un’Inghilterra in piena esplosione abbia travolto ungruppo con vecchi limiti fisici e tecnici che sta cercando lentamente di alzare la testa. E’ un’Italia che ha appena imboccato la strada della Celtic League, dove una buona percentuale dei nostri migliori ragazzi sta facendo esperienza, ma che ancora non ha capito che le due squadre mandate lassù devono lavorare in sintonia con la Nazionale. E’ un’Italia che se cade nella trappola
di invocare la testa del ct Mallet fin da subito sarà costretta a ricominciare daccapo per la quinta volta in dodici anni. Viene da chiedersi in cosa l’annunciato Brunel, aspirante sostituto di Mallett, potrebbe fare meglio di Nick. Ma viene anche da chiedersi se sia il caso di voltare pagina a sei mesi dal Mondiale di Nuova Zelanda. E soprattutto: non è l’Inghilterra, soprattutto questa (e nemmeno la Francia) l’obbiettivo da assaltare bensì Irlanda – quasi battuta una settimana fa al Flaminio – e Galles e Scozia. Tre squadre alla portata di ragazzi che stanno cercando di raggiungere chi è già a un gradino più in alto. Detto tra noi, è meglio ricordare che nel rugbyi miracoli non succedono.