Fir e Franchigie: qualche domanda

Lo stralcio di un bell’articolo che potete leggere per intero sul blog di Alessandro Fusco. Tema la rottura improvvisa del rapporto tra Guidi e Aironi

Guidi non sarà il miglior allenatore del mondo, ma certamente è uno dei migliori – se non il migliore – tra i coach italiani cresciuti in FIR in questi anni.

Buono il rendimento della sua Nazionale A, buoni i segnali di crescita dei giocatori passati dalla sua gestione.

Certo, nessuno è perfetto, girano voci di rapporti con i giocatori gestiti in maniera approssimativa, ma non è questo il punto.

La questione vera è : come possiamo avere fiducia nella crescita del nostro rugby se la FIR manca in maniera così evidente nella gestione di quello che viene chiamato “Alto Livello” , per gestire il quale è stata creata ad hoc la carica di Responsabile dell’Alto Livello attualmente ricoperta da CarloChecchinato, beneficiato di un contratto quadriennale generosamente remunerato?

Cosa ha fatto, di cosa si è occupato Checchimato in questi mesi di Magners Celtic League?

La rottura tra Guidi e Aironi: il comunicato della FIR

La Federazione Italiana Rugby comunica di aver cessato il rapporto di collaborazione tra il tecnico dell’Italia “A” Gianluca Guidi e la franchigia MPS Aironi Rugby che partecipa alla Magners League.

La decisione é maturata alla luce dell’impossibilitá da parte di Guidi a svolgere compiutamente l’incarico di assistente allenatore per i trequarti nel rispetto degli accordi previsti.

 

Dondi precisa e tra le righe…

Giorgio Sbrocco intervista il presidente Dondi su La Padania. Interessante il passaggio sulla conduzione tecnica delle due franchigie celtiche

Telefonata di chiarimento da parte del presidente Dondi, ieri mattina, dopo che sulla stampa veneta e su la Padania erano apparse alcune soprendent i dichiarazioni del numero uno del rugby italiano relative ai risultati della Nazionale di Nick Mallett messi a confronto con quelli delle due franchigie di Celtic. Il tutto all’indomani dell’impres a storica della Benetton che, a Monigo, aveva sconfitto la corazzata Munster, dominatrice del torneo. “La mia osservazione circa la diversità di risultati della Nazionale e quelli delle franchigie in un weekend contrassegnato dalla pesante sconfitta nel Sei Nazioni – ha precisato Dondi – non voleva in alcun modo sminuire la portata della prestazione del XV veneto. Figuriamoci se io non esulto e non vado fiero di una squadra italiana capace di mettere sotto la capolista! Oltretutto si tratta di risultati che politicamente generano rispetto e producono credito internazionale. Merce rara e preziosissima, che io per primo ho bisogno di esibire e di spendere nei vari consessi ovali”. Presidente, a non piacere è stato il passaggio nel quale lei è sembrato preferire Nazionale e franchigie perdenti piuttosto che l’attuale situazione sbilanciata a favore dì Treviso e, in parte, degli Aironi. «Le parole hanno una loro forma e loro profonda sostanza. Se ci si limita a riferire e a mettere in pagina la forma si rischiano pesanti fraintendimenti». Charisca pure «Ho detto e ho sempre pensato che l’approdo del rugby italiano in Celtic league, per avere un senso compiuto, deve risultare di costante e diretto sostegno alla Nazionale. In termini di uomini e di qualità complessiva del gioco espresso. Una o due franchigie che vincono e ben figurano in Celtic, accanto a una Nazionale che perde e gioca male è una sorta di paradosso logico inaccettabile. Qualcosa che è quantomeno il caso di cercare di comprendere. Anche perché la Celtic alla Fir costa! E parecchio». Ma la federazione non ha mai pensato a un controllo diretto sulla conduzione tecnica delle franchigie. Sta per caso cambiando idea? «Altre Unions lo fanno. Noi, per il momento abbiamo preferito limitarci a proficui scambi di informazioni fra i nostri tecnici e lo staff delle due realtà. Il solo tecnico federale che attualmente lavora in una franchigia e Guidi con gli Aironi». L’anno prossimo le cose cambieranno? «Non sono in grado di dirlo». Anche la storia degli atleti che arriverebbero stanchi o spremuti in Nazionale non ha suscitato applausi… «Altro fraintendomento colossale. Il mio era semplicemente un augurio. Mi auguravo e mi auguro cioè, che l’attività internazionale di club non sovraccarichi eccessivamente quei giocatori che sono indispensabili alla Nazionale. Che possano cioè giocare il giusto e riposare quando ne hanno bisogno. Al di là della regola dei minutaggi che, sinceramente e da ex giocatore, faccio fatica a condividere e a comprendere» . Concludendo? «Mai più un’altra Twickenham o un’altra Bath (Inghilterra under20-Italia74-3, ndr), nessun processo sommario e niente caccia alle streghe alla ricerca del colpevole o dell’untore di turno. Occorre lavorare tutti insieme per il bene del nostro sport. E il primo indispensabile passo è dotarsi degli strumenti adeguati per comprendere le ragioni di certi insuccessi e di certi mancati progressi». E un augurio di buon proseguimento della stagione a Benetton e Aironi? «Dal più profondo del cuore. Da tifoso, prima ancora che da presidente»

Lo sfogo di Dondi: un attacco a Treviso e Aironi?

Stanno facendo rumore nel mondo ovale italico le parole raccolte dal collega Ivan Malfatto de “Il Gazzettino di Treviso” dopo la vittoria del Benetton sul Munster.
Le riportiamo così come sono state pubblicate:

“Faccio ovviamente i complimenti al Benetton. Mi fa piacere che le franchigie ottengano risultati positivi. Ma quando loro vincono e la nazionale perde vuol dire che non hanno assolto il compito per cui sono state create”. (…) “Perchè i giocatori arrivano stanchi in nazionale. Abbiamo costruito un modello di sviluppo con due squadre professionistiche per migliorare le prestazioni dell’Italia. Quindi o vincono entrambe, nazionale e franchigie, o perdono entrambe. Se non avviene vuol dire che qualcosa non va”.

Parole che di primo acchito lasciano un po’ a bocca a perta per quel ragionamento un po’ contorto sulle sconfitte azzurre e le vittorie delle franchigie. Ma forse proprio qui sta il nocciolo della questione: non è infatti una novità che in federazione si viva sempre più con insofferenza l’autarchia di Treviso e in parte anche degli Aironi. Che il Benetton vada avanti per binari che decidono solo alla Ghirada è cosa che sanno anche i muri e che viene da lontano. Forse ci si aspettava qualcosa di meglio da Viadana, dove Guidi è stato accolto – si mormora – con molta freddezza.
Questo probabilmente il motivo dello sfogo di Dondi, sicuramente poco tattico e diplomatico. Certo che se anche le due franchigie facessero qualche passo in più…

Un caso chiamato Permit Players

Andrea Nalio su Il Resto del Carlino – Rovigo

NON HANNO LASCIATO indifferenti le ultime mosse di mercato compiute dagli Aironi nei giorni scorsi. La franchigia impegnata in Celtic League, infatti, ha ‘prelevato’ dai Petrarca il mediano di mischia Pietro Travagii e il pari ruolo Giorgio Bronzini dai Gran Ducato, oltre al tallonatore Tommaso D’Apice dalla Roma, per far fronte alle assenze dei nazionali impegnati con la maglia azzurra. Tutto legittimo, a termini di regolamento (si chiama permit players, secondo il regolamento delia Celtic League avvallato dalla Federazione), dove è previsto che le due franchigie partecipanti ai torneo celtico, possano utilizzare giocatori dei campionato di Eccellenza per tutto l’arco dei torneo del Sei Nazioni. Il procedimento è semplice. Alia chiamata di Aironi o Treviso, il giocatore è tenuto a rispondere trasferendosi nella realtà celtica. Questo passaggio può avvenire soltanto durante gii impegni delia Nazionale, in quanto è notevole il numero di giocatori di Aironi e Treviso convocati in maglia azzurra. I club di Eccellenza, allertati del possibile ‘prelievo’ già all’inizio della stagione, non possono far altro che attendere inermi gii sviluppi degli eventi, senza opporsi ad eventuali convocazioni. Anche i giocatori della Rugby Rovigo, pertanto, potrebbero essere destinatari di una chiamata celtica, qualora le due società impegnate oltremanica trovassero nel gruppo rossoblu obiettivi concreti per rafforzare le rispettive rose. Ad oggi, nessuno comunque delia società rodigina è stato contattato dalie due franchigie, anche se non può i certo dirsi scongiurata l’eventualità di uno ‘scippo’ in corsa. Fermo restando il piacere nei vedere un bersagliere impegnato ad alti livelli (che confermerebbe una volta ancora la bontà dei gruppo), i problemi nascerebbero in caso di infortunio delio stesso atleta capitato durante la Celtic. La Federazione, infatti, prevede che il club di Eccellenza, qualora privato per lungo tempo di un giocatore infortunato, venga indennizzato, ma non è chiara la modalità di risarcimento e neppure l’ammontare. Nell’ipotesi che un rossoblu vada in Celtic League e s’infortuni, chi pagherebbe io stipendio e le spese fino ai termine dei campionato? E chi sosterrebbe l’esborso economico per l’ingaggio di un potenziale sostituto? Interrogativi che le società dei campionato italiano continuano a porsi con insistenza e preoccupazione, senza tuttavia ottenere risposte concrete.