Rugby Club si veste di nuovo

Da La Tribuna di Treviso

Battesimo domani alle 18.30, alla Libreria Lovat di Villorba, della rivista Rugby Club nella veste grafica rinnovata. La presentazione, promossa da Dasler edizioni, sarà seguita dal talk-show «L’Italia in mischia, in mischia con l’Italia». Aprono l’incontro Claudio Da Ponte, responsabile marketing Rugby Club e Nicola Giuliato della Dasler, con la presentazione di tutte le novità che da questo numero caratterizzano Rugby Club. Interverranno l’assessore alla cultura del Comune di Treviso Vittorio Zanini e le mamme del settore giovanile Benetton Rugby, autrici del libro «Ricette in meta», venduto per sostenere il reparto pediatrico del Ca’ Foncello di Treviso. Rugby Club si presenta con un nuovo formato, un taglio editoriale d’impatto e articoli firmati dalle penne storiche del giornalismo sportivo italiano. Al talk show partecipano Stefano Bettarello, editorialista di Rugby Club, Umberto Casellato, allenatore del Mogliano Rugby, John Kirwan, tecnico della Nazionale giapponese, Amerino Zatta, presidente di Benetton Rugby. Modera Elvis Lucchese, giornalista.

La vittoria arriva, almeno in tv

Dall’ufficio stampa di Sky Sport

Ascolti record per la gara d’esordio degli azzurri al Sei Nazioni 2011 di rugby: 200.200 spettatori medi hanno seguito il match fra Italia e Irlanda, trasmesso in diretta esclusiva dalle 15.20 circa su Sky Sport 2 (in Standard Definition e in High Definition).

Si tratta del miglior risultato di sempre per una gara del Sei Nazioni su Sky, con una crescita del 18% rispetto al precedente record (Italia-Scozia del 27 febbraio 2010 con 169.882 spettatori medi) e un incremento del 46% rispetto al debutto dell’Italia nella passata edizione del torneo (Irlanda-Italia del 6 febbraio 2010 con 136.737 spettatori).

 

 

 

Un occhio (e una richiesta) sul Sei Nazioni in tv

Di Vincenzo Cito per La Gazzetta dello Sport

Oggi possiamo scegliere se vedere la partita su La7 o su Sky Sport, una volta non avevamo niente, il rugby in tv era quello degli altri, il torneo si chiamava Cinque Nazioni e noi facevamo da spettatori. E si deve al grande, indimenticabile Paolo Rosi il primo serio tentativo di divulgazione dello sport. Passava il tempo più che altro a elencare le regole, sconosciute ai più e vista la rarità degli appuntamenti, la volta dopo aveva la benevolenza di rispiegarci la differenza tra calcio piazzato e drop, che noi profani avevamo già dimenticato. Eravamo un po’ tutti pionieri, giocatori, giornalisti, spettatori, tutto era cristallizzato in una immutabilità senza tempo. Si tifava per le altre Nazionali: conoscevamo più quelle straniere che la nostra. li salto Siamo progrediti. Come movimento, come spettatori e, di conseguenza nella copertura televisiva. Se c’è (tanto) rugby in tv è perché il rugby se l’è meritato. Una crescita non priva di distorsioni: non tutti quelli che ne parlano sanno di cosa parlano, da qualche anno però c’è l’accortezza di affidarsi a esperti del settore, soprattutto ex giocatori che è bello poter apprezzare in altri ruoli. Sono ragazzi che molto ci hanno dato con la maglia azzurra e continuano a darci oggi come commentatori. Attese Che cosa ci aspettiamo dalle tv? La7 ci mette entusiasmo, anche troppo e la passione per la maglia azzurra spesso sconfina nel tifo. Va tenuto conto che, negli anni, con la diffusione dello sport a tutti i livelli è aumentata anche la cultura rugbistica dei telespettatori. Stufi delle onorevoli sconfitte, sanno valutare da soli quanto sia ridicolo entusiasmarsi per un avanzamento di venti metri, mentre la squadra perde di quaranta. Da Sky Sport ci aspettiamo il massimo perché al massimo ci ha abituato. Quest’anno, oltre a tutte le dirette in alta definizione, la novità dell’interattività per vedere gli highlights in tempo reale. Alle tante spalle tecniche di valore, aggiunge la misura e la competenza di un telecronista come Francesco Pierantozzi, uno che sa snocciolarti cifre su cifre senza guardare un foglio. E alla bravura (come spesso succede) unisce l’umiltà. Annuncia sempre la presenza del suo ospite con la frase «Per vostra fortuna, ma anche la mia». Una eleganza di altri tempi

All Rugby e lo Speciale Sei Nazioni

Sul sito di All Rugby (cliccate qui) potete sfogliare alcune pagine dello speciale numero uscito in occasione dell’inizio del Sei Nazioni.
Prima guardate e poi andate in edicola…

Dahlia guadagna due settimane di vita

Lancio ANSA delle 17 e 50

Sara’ l’assemblea dei soci di Dahlia Tv, in programma domani, a decidere di continuare fino al 15 febbraio prossimo a trasmettere le partite delle otto squadre di serie A e dell’intero campionato di serie B, di cui l’emittente in liquidazione aveva acquistato i diritti sul digitale terrestre. L’assemblea delle venti societa’ di serie A, riunita oggi in via Rosellini a Milano, ha infatti deciso di comunicare al liquidatore di Dahlia, professor Paoloni, la ‘postergazione’ del credito nei confronti della televisione, a fronte di una lettera dello stesso liquidatore, che proponeva come condizione per la prosecuzione temporanea dell’attivita’ di trasmissione delle gare la rinuncia al corrispettivo economico. Ora quindi la palla torna nella meta’ campo dei soci di Dahlia.
Per quanto riguarda adesso le prospettive di una soluzione della crisi il presidente della Lega di A Maurizio Beretta ha detto ”la prospettiva non e’ nelle nostre mani, noi facciamo il nostro mestiere di produttore di contenuti. Ovviamente abbiamo a cuore i diritti delle societa’ e quelli dei tifosi che hanno sottoscritto gli abbonamenti, ma non diventiamo operatori televisivi e non abbiamo la filosofia giuridica per diventare soci”. In ogni caso, per ora, la Lega non rivendica la restituzione dei diritti, almeno in presenza di una continuita’. Certo e’ che se la crisi non dovesse risolversi e le partite dovessero quindi essere oscurate, le societa’ sarebbero costrette a riprendersi i diritti e a cercarsi ”con procedure necessariamente brevi” un altro competitor.
Ancora un’assemblea interlocutoria per quanto riguarda il tema dei bacini d’utenza. Oggi e’ stato consegnato alle societa’ una ”ipotesi di lavoro” per la rilevazione demoscopica del numero dei tifosi. Le societa’ dovranno approfondire la bozza, della quale si tornera’ a discutere nella prossima assemblea, gia’ convocata per il 18 febbraio prossimo.