Libri: il premier e il rugbista

Il Gazzettino di Padova, di Alberto Zuccato

Il titolo, “Vita di Berlusconi”, è senza dubbio attraente. Ed anche il libro, opera prima di Lorenzo Innocenti, ventitreenne rugbista del Petrarca, promette di esserlo. La presentazione dell’opera è in programma oggi alle 17,30 nella sala Paladin del Comune, presente l’assessore alla Cultura, Andrea Colasio. «L’idea mi è venuta – racconta Innocenti – subito dopo che a Berlusconi hanno tirato in faccia la statuetta del duomo di Milano nel dicembre del 2009. Non era un vero attentato di natura politica, ma un’espressione di odio personale. Ho elaborato il tutto, creato dei personaggi immaginari e trasferito la vicenda in Cile». Dove Berlusconi diventa Alaj andrò Lopez de Cuellar, uomo che dal nulla, e anche un po’ misteriosamente, fa i soldi a palate e che poi diventa un leader politico. «Per quelli della mia generazione – continua Innocenti – Berlusconi c’è sempre stato. Quindi, per non essere troppo coinvolto e non lasciarmi andare a giudizi personali, ho scelto di ambientare la storia in Cile, un paese che, pur essendo lontano, con l’Italia ha delle analogie. Anche i personaggi che circondano de Cuellar, amici o nemici, si identificano con le persone che hanno a che fare con Berlusconi. Ci sono politici, giornalisti, magistrati e cerco di riportare le sensazioni della gente comune. De Cuellar è un personaggio controverso e contraddittorio, che si ama o che si detesta. Il libro è diviso in due parti; la prima narra la vita di de Cuellar fino ai 38 anni, e come in quella del nostro premier, ci sono dei buchi; la seconda parla della sua ascesa al potere, delle sue sconfitte da cui sempre pare riesca a rialzarsi, delle sue virtù e dei suoi difetti». Ciò che stupisce maggiormente è la grande maturità di Lorenzo Innocenti, laureando in Scienze Politiche, che ha cercato di dare equilibrio a un argomento così difficile da trattare. Il romanzo (edito da Albatros) è un mix tra finzione e realtà, con situazioni tragicomiche e con un finale thriller a sorpresa. «Mi piacerebbe non fosse un’avventura isolata – conclude Lorenzo Innocenti – ma sono conscio che per fare lo scrittore professionista, oltre al talento – ammesso che io ne abbia – è necessario avere tanta fortuna».

“Il Campione”, secondo Solorugby

Di Christian Marchetti

Che sia uno dei più bei romanzi sul rugby di sempre è poco ma sicuro. Ma probabilmente il critico del “Guardian” ha un tantino esagerato etichettandolo, in pieno stile Vincenzo Mollica, come “il libro sportivo più bello mai scritto”. Al di là delle fantasmagoriche recensioni, possiamo comunque affermare che “Il Campione” di David Storey (titolo originale “This Sporting Life”) rappresenta i 17 Euro meglio spesi oggi come oggi in libreria per una storia di Rugby.
Tutto vero: le vicende di Arthur Machin, rugbista a XIII partorito dalla meravigliosa penna dell’ex atleta David Storey, dopo mezzo secolo dalla prima uscita nelle librerie britanniche, 48 anni dalla prima pubblicazione italiana per Feltrinelli, ritorna da noi. Merito della giovanissima casa editrice romana 66thand2nd (nome per noi italiani cervellotico che sta per l’incrocio tra la Sessantaseiesima e la Seconda a New York).
E’ la storia, ambientata nell’Inghilterra del Nord, di un operaio che lavora nell’industria meccanica del signor Weaver, primo foraggiatore della squadra di rugby league della cittadina di Primstone. Attenzione, non il rugby league laccato e ricco che vediamo oggi soprattutto nell’Emisfero Australe. Il XIII è visto infatti come opportunità di rivalsa, l’ideale per un ragazzone come Machin che vive in affitto dalla bella vedova Hammond “dando anche qualche aiuto in casa”. Machin riesce a superare il terribile provino e guadagnare dunque la paga di un professionista in uno sport in cui può spingere all’eccesso le sue doti fisiche, la sua caparbietà e la sua irruenza.
Il rugby diventa ben presto un pretesto attorno al quale ruota la tempesta di emozioni dei personaggi coinvolti. Straordinaria, ad ogni modo, e non poteva essere altrimenti, la descrizione di alcune fasi di gioco che Storey riporta in tutti gli aspetti più crudi. Uno stile di scrittura secco e a tratti brutale per un’opera partorita nel lontano 1960.
Un piccolo capolavoro che merita di essere letto non foss’altro perché sullo sfondo ha quello sport che tanto amiamo. Il libro sportivo più bello mai scritto? E’ un gran libro, non vi basta?

“Andare avanti guardando indietro”: i Bergamasco tornano in libreria

Un mio articolo per le paigine rugby del sito di Radio R101

Qualche anno fa Alessandro Troncon, parlando di quando iniziò a giocare a rugby disse che “per un bambino capire che la palla la puoi passare solo indietro non è la cosa più naturale del mondo. Ma quando lo capisci…”
Quella regola così “innaturale” è il fondamento del gioco del rugby. Una regola che è quasi un trattato di filosofia. Una cosa così profonda che differenzia il rugby da praticamente tutti gli altri sport.

Andare avanti guardando indietro” è il titolo del libro che i fratelli Bergamasco hanno dato alle stampe (e che troverete in libreria entro fine gennaio: edizioni Ponte alle Grazie) e a cui collaborato anche Matteo Rampin, consulente personale di atleti, allenatori, manager e artisti di livello internazionale nonché medico, psichiatra e psicoterapeuta.
Un volume che vuole spiegare la differenza di cui dicevamo prima: menarsi come fabbri (ma nel rispetto delle regole. Quasi sempre nel rispetto delle regole) sul campo e poi trovarsi davanti a un boccale di birra con gli avversari subito dopo la doccia. Il cosiddetto terzo tempo è infati un qualcosa di assolutamente naturale per chi gioca a rugby, a qualsiasi livello: dalle giovanili nei campetti di provincia alle grandi sfide internazionali.

Il RUGBY LOVE (con foto) di Marco Turchetto

Un ex rugbista che si inventa fotografo e scrive un libro sui Mondiali 2007, fatto di parole e immagini. Anzi, un bel libro. Dal sito di Radio R101

Maisuradze segna per la Georgia contro la Francia

, un mio pezzo (ma non le foto…)

Marco Turchetto è stato una seconda linea per Benetton Treviso, Tarvisium, Mogliano, Fiamme Oro, CUS Perugia, CUS Roma, ASR Milano e Rugby Rho. Siccome i rugbisti non smettono mai di giocare, ma al massimo passano la palla, il richiamo del campo e del mondo che gira attorno alla palla ovale è rimasto per lui fortissimo. Si è inventato, più o meno, un mestiere-hobby di fotografo e come tale si è recato in Francia nel settembre 2007, per i Mondiali. Come ci racconta lui stesso, ha portato la moglie a Parigi per un romantico weekend. Poi, per caso, si è ritrovato in tasca due biglietti per Francia-Argentina, gara inaugurale del torneo. E sempre per caso (li avrà trovati su una panchina) gli sono capitati in mano altri due tagliandi per Sudafrica-Samoa. Poi ha girato la Francia in lungo e in largo, raccogliendo foto di partite, di persone e di luoghi. Li ha quindi raccolti in “RUGBY LOVE”, edito da A.Car Edizioni, un libro tra i migliori usciti negli ultimi anni e che per tema – o filo conduttore – hanno il rugby.
Proponiamo qui una carrellata di immagini presenti nel libro.

PER VEDERE LE IMMAGINI CLICCATE QUI

Ah, le mamme di Treviso!

L’ufficio stampa della Benetton Treviso ci informa della pubblicazione di un libro interessante

Sarà presentato venerdì 17 dicembre alle ore 13 presso la Sala Arazzi del Comune di Treviso il libro scritto dalle mamme del rugby trevigiano dal titolo “Nel terzo tempo tutti vincono… ricette in meta”.
L’iniziativa nata dalle tifose speciali delle giovanili biancoverdi sarà poi replicata sabato 18 dicembre prima della partita del Benetton Treviso di Heineken Cup contro gli Scarlets. L’appuntamento è per le 13:45 presso i locali ristorante dello Stadio Monigo, mentre nei pressi del negozio del club sarà presente un gazebo dove sarà possibile acquistare copie del libro.
Lo stesso sarà poi disponibile all’acquisto alla cena del settore giovanile del 21 dicembre e all’incontro con gli Aironi del 24 dicembre.
Tutti i proventi delle vendite saranno destinati, poi, al reparto pediatrico dell’Ospedale di Treviso, a testimonianza del forte legame sociale presente nella palla ovale. La promozione di questo sport, come riportato anche nella presentazione del testo, non può prescindere dai valori di solidarietà, partecipazione, amicizia, lealtà, impegno e condivisione. A collaborare, oltre al Benetton Rugby, il Comune e la Provincia di Treviso e naturalmente la Direzione Sanitaria dell’Ospedale di Treviso, ed anche la Cooperativa Sociale Solidarietà di Treviso, dove sono state stampate tutte le 600 copie della prima edizione.
E come scrivono le mamme nella presentazione del libro:
“Le mamme del rugby cucinano per i loro ragazzi, per giocare con loro il terzo tempo, perchè è un modo per dire loro ti voglio bene, credo in quello che fai e mi piacciono i tuoi amici, la squadra è come una famiglia che condivide le fatiche ma anche le gioie”.