RFU e England 2015: Thomas lascia tutti gli incarichi

Nuovo scossone nella federazione inglese. Il direttore esecutivo Martyn Thomas ha lasciato tutti i suoi incarichi: oltre al suo ruolo principale Thomas lascia la poltrona di presidente di England 2015, di direttore della European Rugby Cup Ltd, di membro del comitato che gestisce il Sei Nazioni e di membro del consiglio dell’IRB.
Thomas doveva rimanere in carica fino al 16 dicembre.

Martin Johnson, o lo staff o la panca!

Quattro anni di risultati scarsi e di gioco spesso al limite dell’inguardabile (vi ricordate l’Inghilterra vista al Flaminio nel  2010?). Un Sei Nazioni vinto bene – ma non benissimo – e un Mondiale da dimenticare. Eppure Martin Johnson potrebbe rimanere ct della nazionale inglese. Perché blindato da un contratto di ferro? No, scade a fine anno. Ma è la federazione che lo vuole ancora responsabile della panchina di Sua Maestà. Certo, tutto ha un prezzo, e per Martin questo costo è fatto di nomi e cognomi:  Dave Alred, Mike Ford, John Wells, Graham Rowntree e Brian Smith. Ovvero il suo staff. La RFU vuole completamente rivoluzionare il gruppo di assistenti di cui Johnson si è circondato. Un gruppo troppo Leicester-centrico, cosa che avrebbe creato spaccature anche all’interno della squadra.

Il coprifuoco mancato di Lewis Moody

Il libro si chiama Mad Dog: An Englishman, pagine firmate dall’ormai ex capitano della nazionale inglese Lewis Moody. E da lì il giocatore – che ha annunciato il suo addio alla maglia bianca con la foglia rossa – racconta la sua versione del disastroso Mondiale della squadra guidata da Martin Johnson, soprattutto per quanto avvenuto fuori dal campo: “Eravamo dall’altra parte del mondo, molti di noi erano giovani e si credevano invincibili. Ho capito quasi subito che c’era qualcosa che non andava e avrei dovuto fare qualcosa, intervenire in qualche maniera. Ma mi rendo conto che se avessimo voluto ottenere risultati avremmo dovuto vietare del tutto le uscite serali”.

E Mallett si candida alla panchina inglese

“Non ho parlato con nessuno circa la possibilità di tornare su una panchina di una nazionale, ma considererò ogni opportunità”. Così Nick Mallett, in questi giorni di stanza alle Seychelles ha risposto a una domanda di un reporter del The Independent. Insomma, Mallett a Londra ci andrebbe di corsa, ma ci sono dei “ma”. Due sostanzialmente.
Il primo: Martin Johnson che fa? Solo qualche ora fa la federazione britannica, per bocca di Martyn Thomas, aveva detto di aspettarsi una qualche decisione dell’attuale coach con contratto in scadenza a fine anno. Come se – nonostante tutto – l’attuale ct fosse ancora in pole position per la panchina inglese dei prossimi anni. O forse si trattava di cortesia inglese (un bel modo per dire che Johnson deve sbrigarsi a liberarsi…).
Il secondo “ma” riguarda invece Mallett: lui prima di giugno 2012 non vuole tornare ad allenare, cosa che ha ribadito anche al quotidiano britannico: “I have been contacted regarding a few coaching jobs in the Top 14, but I don’t think I’ll take anything beforeJune 2012”. Chiarissimo, anche se ci si chiede il perché di un periodo sabbatico così lungo visto che il lavoro di ct azzurro non è che prendesse poi così tanto tempo.
Ad ogni modo sembra che in Inghilterra tengano Mallett in altissima considerazione. Lo convinceranno? L’11 febbraio lo rivedremo all’Olimpico su una panchina avversaria?

E se Martin Johnson rimanesse alla guida dell’Inghilterra?

Martin Johnson non ha deciso cosa fare dl suo futuro e non ha nemmeno fatto sapere quando deciderà qualcosa in merito. A dirlo è stato l’attuale gran capo di una Rugby Football Union un po’ nel marasma, Martyn Thomas. Negli scorsi giorni in Unghilterra si era detto che Johnson avrebbe fatto annunciato le sue decisioni nel giro di 7-14 giorni a partire dalla fine del Mondiale. Thomas ha smentito: “Non c’è nessuna dead-line, ho solo chiesto al ct di farci sapere qualcosa quando deciderà, ma in maniera assolutamente informale. Il senso è stato: Martin, il tuo contratto termina il 31 dicembre. Che vuoi fare? Vuoi ancora stare con noi o no?”. Stai a vedere che alla fine Johnson rimane…