Al Museo del Rugby arriva la prima maglia de L’Aquila post-terremoto

Dal sito del Museo del Rugby

Maurizio Zaffiri, capitano de L’Aquila Rugby, ha donato la Museo del Rugby uno dei simboli della rinascita aquilana, la maglia dello storico club nero-verde, indossata in occasione della prima partita ufficiale dopo il sisma del 6 aprile. Riportiamo le parole di Maurizio, “Zappo”, Zaffiri scritte di proprio pugno in una lettera consegnata ieri insieme alla maglia da Carlo Caione, presidente di Forza L’Aquila, nelle mani di Corrado Mattoccia.

“L’Aquila, 11/02/2011

Caro Corrado,
scusami per la qualità della carta ma non ho trovato di meglio. Finalmente riesco a tenere fede alla promessa di partecipare al tuo museo. La maglia in questione è un po’ particolare ed ha un grande valore affettivo per me. E’ infatti la prima maglia indossata in una partita ufficiale dagli atleti dell’Aquila Rugby dopo il sisma del 6 aprile.

Al centro c’è il rosone della Basilica di Collemaggio, un simbolo dell’Aquila che era, e che tutti noi speriamo continui ad essere. I colori non sono i nero-verdi classici ma allo stesso modo rappresentano lo spirito di appartenenza.

Un grosso abbraccio!
Maurizio Zaffiri”

Sei Nazioni: tutte le statistiche del secondo turno

Tutti i dati sul match tra Inghilterra e Italia di Twickenham a questo link.

Qui invece numeri e cifre della sfida vinta dal Galles a Murrayfield

Queste infine le statistiche della vittoria della Francia in Irlanda

 

Inghilterra-Italia: il pagellone di Rugby Union Times

Di Marco Ermocida

10 A Toby Flood. Genio e diligenza, il ragazzo del Surrey con estro e senso tattico regala all’Inghilterra un gioco sfrontato, aperto, mai monotono e sempre supersonico.

9 Le touche perse dagli azzurri: chiamate sbagliate, lanci storti, palle rubate. Impossibile giocare in attacco senza una piattaforma come la rimessa laterale.

8 Le mete subite dall’Italia in quella che è la sconfitta più pesante dell’era Mallett. Nel 2001, con Johnstone in panchina, furono ben 10 (risultato finale 80-23) : insomma, abbiamo fatto anche di peggio.

7 Mila i tifosi italiani presenti a Twicknham. Colorati, festosi e soprattutto felici. Fino al’inizio dell’England show almeno.

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Se la palla ovale batte anche i campanili dei due rami del Lago di Como

Da La Provincia di Como. Lo so, è un piccolo fatto locale, ma io a Lecco ci sono nato… e un po’ questa cosa mi fa strano.

Domenica a Camerlata c’è Como-Lecco di Rugby.  C’è uno sport in cui la rivalità tra Como e Lecco è “circoscritta” al terreno di gioco, come accadrà domani con la sfida di serie C tra la prima della classe (Lecco) e la seconda (Como)… E questo sport è il rugby. Da sette anni le società rugbistiche di Como e di Lecco hanno un bel rapporto di collaborazione, all’inizio più stretto e ora un po’ più sfumato, ma solo perché il Rugby Como non è più costretto a giocare i propri incontri casalinghi al Bione di Lecco… Al neonato club comasco, il sodalizio lecchese ha fatto da “tutor”, fornendo l’abbigliamento tecnico – in soldoni le maglie -, il pulmino per le trasferte e il necessario supporto organizzativo e logistico. E il 54enne Carlo Redaelli, attuale presidente del Rugby Lecco Valsassina Junior – che come si evince facilmente dal nome rappresenta la “vocazione” giovanile del Rugby Lecco -, è stato, ed è tuttora, l’efficace trait d’union tra le due realtà rugbistiche lariane. «Rugby Lecco e Rugby Lecco Valsassina Junior – esordisce – sono due società distinte, anche se nella sostanza sono gestite dalle stesse persone». Tant’è che anche il sito è comune… Sulle maglie blucelesti, «e verdi – precisa Redaelli -, come il verde della Valsassina», campeggia la locuzione latina “Hic sunt leones”.
Molto più giovane, come il suo presidente (classe 1971), la storia del Rugby Como. Esiste dal 2004, anche se allora si chiamava Asfap, e nelle parole del suo numero uno Davide Vigliotti – in carica da cinque mesi -, c’è la sobrietà di chi è alle prime armi. «Non vogliamo essere presuntuosi…». E non a caso sul sito comasco (www.rugbycomo.it), c’è la scritta “Vivi, gioca e ama il rugby con noi!”.

Numeri e statistiche: come rimbalza l’ovale quando si gioca in casa

Dal blog di Simone Sirtori

Sulla celebre rivista Sports Illustrated è uscito un articolo riguardante l’incidenza del fattore campo sul risultato di match di vari sport. Secondo uno studio di 10 anni la percentuale maggiore di vittorie in casa è attribuita al campionato di calcio statunitense MLS e al campionato di college statunitensi di basket NCAA, entrambi con una media del 69,1 %.

Calcio – MLS (USA) – 69,1 %
Basket – NCAA (USA) – 69,1 %
Calcio – Serie A (Italia) – 67 %
Basket – Serie A (Italia) – 65,3 %
Calcio – Liga (Spagna) – 65 %
Football – NCAA (USA) – 64,1 %
Calcio – Premier League (Inghilterra)- 63,1 %
Basket – NBA (USA) – 62,7 %
Basket femminile – WNBA (USA) – 61,7 %
Cricket – 60,1 %
Hockey – NHL (USA) – 59 %
Volley – Serie A (Italia) – 58,4 %
Rugby – 58 %
Football – NFL (USA) – 57,6 %
Baseball – MLB (USA) – 54,1 %

Il rugby, per il quale si ha un dato approssimativo comprendente più campionati, si afferma con il 58 % di vittorie in casa. Uno dei dati più eclatanti riguardanti il rugby è il dato di vittorie interne del Leicester Tigers. I campioni d’Inghilterra in carica infatti, in 23 stagioni di campionato inglese vantano una percentuale di vittorie casalinghe pari al 84 %, avendo vinto 189 partite, pareggiate 7 e perse 24 delle 220 giocate al Welford Road. Un dato impressionante, che ci dà lo spunto per indagare sulle percentuali di vittorie casalinghe dei club di Celtic League per la stagione in corso.

Abbiamo calcolato la percentuale di risultati utili casalinghi, ovvero vittorie e pareggi, di ogni squadra di Celtic League per la stagione in corso, e confrontato i dati con le percentuali delle dieci totali stagioni di campionato (inserite tra parentesi).

Munster – 100 % (82 %)
Leinster – 100 % (88 %)
Ospreys – 83,3 % (80 %)
Scarlets –  83,3 % (74 %)
Ulster –  66,6 % (71 %)
Cardiff Blues – 75 % (74 %)
Glasgow Warriors – 57,1 % (67 %)
Newport Dragons – 80 % (71 %)
Edinburgh –  71,4 % (62 %)
Connacht –  40 % (51 %)
Treviso – 71 % (71 %)
Aironi – 0 % (0 %)

Le percentuali ci mostrano che la media di risultati utili casalinghi per questa stagione è del 68,9 %, mentre quella totale 65,9 %. Questi dati, superiori alla media del 57 % che Sports Illustrated riferisce al rugby, dimostra come nel campionato celtico, più che in altri campionati, il fattore campo incida molto sul risultato dei match.