Parma, la Cittadella del Rugby è più vicina

Da Parma Qui di oggi

La nuova cittadella del rugby inizia a prendere forma. Ieri sono state aperte le buste
contenenti le offerte economiche, a cui è seguita l’aggiudicazione provvisoria dei lavori,
dal costo complessivo di circa 3,5 milioni di euro,che prevedono l’ampliamento dello stadio
XXV aprile a Moletolo con nuovi posti a sedere, la realizzazione di una palazzina per gli
uffici della Fir (Federazione italiana rugby) e gli spogliatoi e di una nuova piazza antistante
l’edificio. Si tratta del secondo stralcio di lavori, dopo il rifacimento dell’illuminazione e la
realizzazione degli spogliatoi per i campi di allenamento (attualmente in corso).
L’Ati vincitrice è composta dal soggetto realizzatore, costituito dall’impresa parmigiana
Allodi srl, e dal soggetto finanziatore, costituito da Agrileasing spa, e prevede un ribasso
del 12,06 per cento. L’altra offerta era invece quella presentata da Unieco (realizzatore)
con Monte Paschi Siena (finanziatore). I lavori prevedono il rifacimento di tutto il lato nord dello stadio XXVAprile, con la realizzazione un nuovo edificio di 1500 metri quadrati divisi su due piani, che ospiterà gli spogliatoi per i giocatori e gli arbitri, sale stampa e la sede della
Fir, la Federazione Italiana Rugby. Attaccata al fabbricato verrà realizzata una nuova tribuna coperta che sarà dotata di circa 700 posti a sedere.Verrà ampliata anche la tribuna ovest, dove verranno realizzate tre nuove gradinate per un totale di 303 posti a sedere (di cui 4 per i diversamente abili), e una volta ultimato anche questo intervento lo stadio passerà dagli attuali 2500 a 3.700 posti.
Una volta approvato il progetto esecutivo verrà dato inizio ai lavori di realizzazione
dell’opera, che dovrebbe avvenire nel giro di un anno.
«Prosegue l’impegno dell’amministrazione comunale nella realizzazione della Cittadella
del Rugby – afferma l’assessore allo Sport, Roberto Ghiretti – La gara per realizzare
la tribuna Sud sarà indetta entro la fine del 2011. In questo modo arriveremo alla capienza
di 5mila spettatori, che renderà lo stadio adatto per ospitare ogni tipo di gara internazionale, e andremo a completare il centro, destinato a diventare la Coverciano del
rugby italiano, oltre che il luogo di pratica del rugby per tutti i nostri ragazzi, con benefici
effetti anche di tipo economico e di visibilità sul territorio».
«Con l’assegnazione dell’appalto del secondo stralcio – dichiara Giorgio Aiello, assessore
ai Lavori Pubblici – abbiamo posto un tassello fondamentale per la conclusione dell’impianto
sportivo più importante per la nostra città. La Cittadella del Rugby unitamente al nuovo palazzetto dello sport, renderanno concreta e possibile anche la creazione della cosiddetta cittadella dello Sport».

Giorni decisivi per il futuro de L’Aquila

di Stefano Castellani, per Il Messaggero – Abruzzo

Ore frenetiche per salvare L’Aquila Rugby da un possibile fallimento. Nonostante la squadra si sia salvata sul campo, c’è la possibilità che il club non si possa iscrivere al
prossimo campionato, se non saranno pagati gli stipendi agli ex neroverdi. Sono 8 i lodi
arbitrali accolti dalla Fir e a breve si discuterà di altrettanti ricorsi. «Per questi motivi – ha rassicurato il presidente Marinelli – il club non fallirà». Poi Marinelli ha confermato che oltre all’offerta di acquisto del club da parte di Walter e Carlo Navarra (originari dell’Aquila, ma che hanno aperto un’impresa specializzata sul restauro dei monumenti a Milano), è arrivata un’altra da una cordata aquilana.
Si vocifera che il gruppo aquilano sarebbe pronto solo a dare un sostegno, ma forse non
basterebbe per rimpiguare le casse neroverdi. «Stiamo valutando – ha affermato Marinelli
– le due offerte. Io rimarrò all’Aquila Rugby solo se avrò un forte sostegno altrimenti cederò
il club». Fonti all’interno della società dichiarono che non ci siano buoni rapporti tra gli attuali soci del Cda neroverde: pare che in questa stagione solo Marinelli abbia onorato le
spese di gestione. Intanto ieri Walter Navarra ha confermato il suo interesse. Il figlio Carlo è stata una seconda linea nelle giovanili dell’Aquila. «Ho letto con piacere la notizia che il
Vostro giornale ha riportato sulla mia volontà di acquisire le quote dell’Aquila Rugby 1936 Srl, unitamente a mio figlio Carlo. La manifestazione di interesse per l’acquisto del 100%
delle quote è stata spedita sin dallo sorso 3 marzo. È seguita poi una offerta di acquisto il 31
marzo, in modo da giungere alla stipula contrattuale entro il 30 maggio».

Flaminio e Sei Nazioni, qualche dettaglio in più sul neo-matrimonio

“Il Sei Nazioni resta a Roma”. Parole e musica di Giancarlo Dondi, presidente della federazione italiana rugby. Parole e musica pronunciate dal numero uno FIR dopo l’incontro con il sindaco Gianni di Roma Alemanno e la Fondazione Nervi, rappresentata da Marco Nervi. I termini dell’accordo si conosceranno solo dopo la comunicazione ufficiale che la federazione si appresta a fare al board internazionale. Al tavolo c’era anche l’architetto Eloi Suarez, l’uomo che ha disegnato il “nuovo” catino da 40mila posti. I primi lavori dovrebbero riguardare l’area hospitality della struttura capitolina, mentre l’ampliamento vero e proprio con la rimozione delle attuali strutture mobili dovrebbe iniziare solo dopo le due gare interne del torneo 2012, per essere finito entro il 2013.
Dondi poi non esclude che in caso di necessità qualche partita possa venire ospitata dallo Stadio Olimpico,  ma come tiene a precisare “l’ipotesi per il momento non è in programma, ma non lo escludiamo”.

Caso Flaminio, caso chiuso: il Sei Nazioni rimane a Roma. O almeno pare

Contenti quelli della Fir, contenti quelli del Comune di Roma, contenta la famiglia Nervi e contenti – credo – la maggior parte dei tifosi italiani. Il lungo incontro di oggi tra le varie parti si è concluso con una fumata bianca e con la conclusione più scontata: il Sei Nazioni non si muove da Roma. Quali siano i dettagli dell’accordo per ora non è dato saperlo, anche perché ci saranno altri incontri hanno già fatto sapere i vari protagonisti in campo, ma evidentemente vanno a soddisfare le richieste del board internazionale. O almeno si spera.

Treviso (e Aironi?)-Fir: i tre punti che danno ragione alla federazione

Li ha ben elencati Christian Marchetti di Solorugby. Il Grillotalpa li sottoscrive in pieno, senza se e senza ma. Eccoli

Uno: le licenze delle dodici partecipanti al torneo sono rilasciate dal board della Celtic a ciascuna federazione, non alla singola squadra. Pertanto, “le regole sono queste, prendere o lasciare”. Due: ci piace celebrare le vittorie di Treviso in Celtic, vedere i biancoverdi dare del “Tu” ai grandi d’Europa, ma ci piace ancor di più festeggiare i successi della Nazionale. Che restano pochi, ma da costruire (questa era l’idea iniziale) proprio partendo dall’esperienza celtica. Tre: è opportuno prevedere restrizioni sull’impiego degli stranieri. Il nostro movimento non ha ricambi per l’alto livello, soprattutto (e scopriamo l’acqua calda) tra seconda linea e mediana. Mentre oramai i piloni destri si contano sulla punta delle dita e anche la terza linea inizia a dare segnali preoccupanti. Ben vengano pertanto i diktat, se finalizzati al bene comune.

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