L’Aquila perde un altro pezzo, società nel caos

Uno stralcio di un articolo di Marianna Galeota per Il Capoluogo.it

L’Aquila Rugby non ha più un Cda. Dopo Marco Molina e Antonio Cialente, oggi è la volta di Vincenzo De Masi che ha consegnato in mattinata le sue dimissioni al presidente Marinelli. Essendo venuto meno il numero legale, con un consiglio d’amministrazione ormai ridotto a soli due membri, Romano Marinelli e il sindaco Massimo Cialente, i soci hanno sette giorni per nominarne uno nuovo. Le trattative per la vendita continuano a complicarsi e si fanno sempre incerte senza l’eventuale delega di un cda che per ora manca all’appello perché ridotto all’osso.

(…) Non dimentichiamoci, inoltre, che la società, il cui cda, per ora inesistente, ha il compito di presentare le bozze di bilancio, ha ancora due bilanci con una notevole esposizione finanziaria da chiudere (anni 2008-2209 / 2009-2010). Fonti molto vicine all’Aquila Rugby riferiscono di un bilancio, quello 2008/2009 che, nonostante sia stato presentato per l’approvazione alla dirigenza, sarebbe rimasto fino ad oggi senza risposta, e di quello del 2009/2010, addirittura mai visionato dal cda, nonostante ripetute richieste all’ordine del giorno di tante riunioni andate deserte dai soci. Come si può portare avanti una trattativa di vendita senza neppure aver chiuso i bilanci degli anni passati?

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Rugby Roma, come chiudere al peggio una brutta annata

Da Il Mattino di Padova

Due risse in due ore sabato notte al locale «Bimbo» di via Bezzecca in zona Montà. Protagonisti i giocatori di rugby del Futura Park Roma che nel pomeriggio avevano pareggiato 10-10 con il Petrarca al Plebiscito. Il più classico dei terzi tempi è finito con un ventiduenne in ospedale, un altro giovane malconcio e i carabinieri a sedare gli animi. M.G., 22 anni operaio che vive con i genitori in zona Arcella, è stato trasportato in ospedale con una profonda ferita all’occhio destro e un dente scheggiato. I sanitari lo hanno ricucito e dimesso domenica mattina con una prognosi di 5 giorni. Oggi la vittima querelerà per l’aggressione A.P., 31 anni compiuti oggi, seconda linea della formazione capitolina.

Secondo quanto ricostruito le due squadre dopo la partita si sono date appuntamento al locale di via Bezzecca per festeggiare l’ultima partita di campionato. Testimoni assicurano che i giocatori padovani sono estranei a quanto accaduto, ma che anzi alcuni petrarchini abbiano invano cercato di contenere il comportamento degli avversari. Ad alzare troppo il gomito sarebbero stati i rugbisti romani. Intorno all’una di notte il primo episodio: in mezzo alla pista scoppia la prima rissa: alcuni giocatori del Futura Park apostrofano pesantemente una ragazza, scatta la reazione degli amici. Dagli insulti si passa alle spinte e in un attimo si scatena il tafferuglio che gli addetti alla sicurezza faticano a placare. Tre romani vengono allontanati dal locale e uno degli amici della giovane se la cava con qualche ematoma.

Pare finita lì, ma due ore dopo, complice il tasso alcolico sempre più alle stelle, i rugbisti capitolini sono di nuovo protagonisti. Uno di loro, visibilmente ubriaco, rovina addosso al ventiduenne dell’Arcella che era in piedi attorno ad uno dei tavoli a bordo pista. La reazione del padovano è quella di allontanarlo bruscamente, volano parole pesanti e gli sguardi sono di sfida. Mentre i due si guardano in attesa della mossa dell’altro, un compagno di squadra non ci pensa due volte a sferrare un pugno in faccia a M.G. L’aggressore pare sia alto 195 cm e pesi 110 kg. Un furgoncino di muscoli ubriaco fradicio. L’operaio finisce al tappeto, gli amici si scagliano sui due romani, altri rugbisti arrivano in aiuto. In un batter d’occhio è di nuovo rissa. La seconda nell’arco di due ore. Gli addetti alla sicurezza ancora una volta riescono con molta difficoltà a ristabilire l’ordine. È la stessa vittima a chiamare i carabinieri che in pochi minuti sono sul posto. Dell’aggressore nessuna traccia, dopo essere stato buttato fuori dal locale, è scappato. I militari lo hanno cercato anche domenica mattina all’hotel Piroga dove la squadra romana alloggiava, ma di lui nessuna traccia.

Mafalda vs Marketing FIR: tra cali di tesserati, orari tv e patatine

Mafalda “la contestatrice” torna e mette nel mirino l’ufficio marketing della FIR…
Eccovela qui!

4,2% tesserati in meno in FIR. Lo dicono i dati Istat.
Bene adesso spiegatemi come uno sport come il nostro, il rugby, sport di nicchia, riscontri un calo così importante nei tesseramenti. Ve lo dico io.
Oggi sabato 30 aprile ore 16, i quotidiani del mattino riportavano la notizia della diretta televisiva dell’incontro BANCA MONTE PARMA CROCIATI vs FEMI-CZ RUGBY ROVIGO DELTA di Parma su Rai Sport 2, lo stesso da una settimana lo si poteva leggere sul sito della FIR.
Invece alle ore 16 su Rai Sport 2 play-off di volley Cuneo vs Macerata (senza nulla togliere alla pallavolo), nessuna notizia circa la partita di rugby, indipendentemente da quale fosse l’incontro, nessuna sovrimpressione comunicava a noi soliti quattro pirla che la partita non sarebbe andata in onda se non alle 22.30, orario al quale siamo arrivati noi “smanettando” il telecomando. In realtà inizierà alle 22,47.
Ci sarà un numero impressionante di telespettatori davanti alla tv a quell’ora! Soprattutto bambini, quelli che dovrebbero essere i nuovi tesserati.
Allora cosa si dovrebbe fare per evitare questi cali costanti di tesserati? Innanzitutto si dovrebbe smettere di pensare di essere “Dio in terra”, si dovrebbe iniziare a volare basso, molto basso, via le ali e si inizi ad usare la testa tenendo i piedi ben saldi a terra. Il nostro Presidente, invece di fare e disfare franchigie e fusioni, che forse portano soldi a pochi, ma non sicuramente a tutti i volontari che tengono in piedi la baracca, si fermasse un attimo e si chiedesse cosa diavolo fa il suo ufficio marketing, cosa esce da quelle stanze che non sono altro in grado di fare se non di organizzare l’hospitality del 6 Nazioni. Quanto ci costa
questo ufficio marketing, ma soprattutto cosa produce di interessante per avvicinare un nuovo flusso di ragazzini. Cosa fanno per creare una nuova era. Cosa? Dunque, non parlatemi del solito progetto per lo sviluppo di base, no perché non serve a un cavolo, serve solo a portare qualche briciola di denaro in più a quelle povere società che tutti gli anni vi aderiscono. Ma di concreto? NIENTE. COMPLETAMENTE NIENTE.
Facciamo un esempio lo scorso anno o due anni fa il campionato delle scuole era sponsorizzato da delle patatine, posso capire che portino soldi e che quindi non si guarda in faccia nessuno, ma questo ufficio marketing non sapeva che era stato avviato dal Ministero dell’Istruzione una campagna contro l’obesità e che alcune scuole medie prese a campione sul territorio nazionale facevano da pilota sostituendo i soliti distributori automatici di snack e merendine con quelli con frutta a pezzi e yogurt? Com’è che un ufficio marketing non fa una ricerca accurata prima di sposare certe iniziative. E’ lì per questo? Il marketing è ricerca approfondita del mercato e per “acchiappare” nuovi “clienti/tesserati” devi sondare il mercato, ma se il prodotto che devi vendere, in questo caso il nostro sport, a differenza di quasi tutti gli altri non ha un richiamo mediatico, come fai a venderlo? Non siamo il calcio che passa dappertutto a qualsiasi ora del giorno e della notte. Quindi i nostri bambini, dei quali in realtà non interessa nulla a nessuno ma questo è un altro argomento ancora e sorvolo per ora, come possono lanciare una palla all’indietro se nessuno glielo fa vedere! Com’è che nessuno abbia mai pensato di far mettere anche dei pali da rugby nei parco giochi come vengono messe delle porte da calcio?
Come l’ultima trovata della collaborazione con gli oratori. Diranno che siamo razzisti, perché non una moschea allora? Perché il nostro ufficio marketing lavora così superficialmente?
E a proposito del 5,6% d’incremento delle società nello stesso periodo del calo tesserati? Lo sappiamo tutti a cosa servono le società satellite collegate alle varie società madri, è vecchia come il cucco (che non socos’è). Buon Rugby a Tutti!

Cinque promozioni in sei anni: il piccolo grande record del Noceto

Cristiano Sesenna è un lettore di questo blog. tra le altre cose è pure un super tifoso del Noceto (nonché accompagnatore della Under 16). Ieri la sua squadra ha battuto Jesi e si è conquistato il diritto di giocare il prossimo anno in Serie B: è la quinta promozione in sei anni, un piccolo grande record. Ce ne parla lui stesso

Con i cinque punti conquistati oggi in un gremito “Nando Capra” (37-14 su Rugby Jesi) la Rugby Noceto ottiene la promozione diretta in Serie B. Quella ottenuta oggi e’ la quinta promozione in sei stagioni. La prima arrivò nella stagione 2005-06 quando, dopo il divorzio dall’Amatori Parma e quindi dell’esperienza GRAN RUGBY, sulle ceneri dell’Under 21 vicecampione d’Italia, venne formata la formazione seniores, che partì dalla serie C e in due stagioni salì prima in Serie B, poi in Serie A2.
La prima stagione di A2 venne considerata “di consolidamento” di quanto ottenuto fino a quel punto, e alla fine si rimase in categoria. Da qui in avanti due campionati coi fiocchi portano la squadra prima in A1, poi nel 2009-10 la promozione in Super 10.
La stagione in corso si apre con la (maldigerita ancora oggi) fusione con la Rugby Parma e la nascita dei Crociati. Cosi per non perdere sia i giocatori che non avrebbero retto il salto di categoria, sia quelli che uscivano dall’Under 20, si decide di iscriversi al Campionato di Serie C. Ma se la prima promozione dalla C alla B fu “costruita”, questa è da considerarsi una lieta sorpresa.
Vero è che la squadra ha avuto anche l’apporto “part-time” dello staff tecnico dei Crociati, cioe’ Filippo Frati e Leone Larini (due giocatori con circa una decina di stagioni di super 10 alle spalle), però non sono stati così determinanti sull’esito del campionato. Grande soddisfazione quindi sulle tribune piene come “ai bei tempi” con il pubblico che è tornato a scandire col ritmico battimani SU LE MANI SIAM NOCETANI.

Nuvole e sole all’orizzonte de L’Aquila Rugby….

Stefano Castellani per AbruzzoWeb

“L’unica trattativa per l’acquisizione dell’Aquila Rugby 1936 è quella della famiglia Navarra. Il negoziato è a buon punto decideremo nei prossimi giorni”. L’apertura è del presidente del club neroverde di massima divisione, Romano Marinelli, che è intervenuto alla conferenza stampa di Walter e Carlo Navarra (padre e figlio) intenzionati a rilevare l’intero pacchetto azionario della Srl neroverde.
La famiglia Navarra, originaria dell’Aquila, ma residente a Milano, dove i due hanno un’impresa edile specializzata nei restauri, è pronta ad accollarsi il 75 per cento dell’attuale debito, lasciando ai soci neroverdi, oggi proprietari del club, il restante 25 per cento e il pagamento dei lodi arbitrali.
Di questi, per ora otto sono già esecutivi, per una somma totale di 90 mila euro da versare agli ex giocatori che reclamano gli emolumenti pregressi, ai quali andranno aggiunti le spese della giustizia della Federugby. Ma non è finita.
A breve saranno discussi, sempre dalla giustizia sportiva altri otto lodi. Insomma la somma dei 16 lodi si aggirerebbe sui 200 mila euro.

Insomma i fondi ci sono, ora tocca ai soci neroverdi, che in queste ore incontreranno il socio di minoranza, la Carispaq, per decidersi il da farsi.
Una decisione la devono prendere subito, visto che la procura federale della Federugby ha ricevuto tutti gli incartamente e la prossima settimana convocherà il presidente Marinelli, per invitarlo a versare la somma, altrimenti saranno presi provvedimenti pesanti sulla società.

(…) Come possibili penalizzazioni, si parte dalla retrocessione in serie A1, la seconda divisione, visto che per ogni lodo vengono dati almeno 12 punti di penalizzazione, per finire a non far iscrivere a nessun campionato il club.
“Noi prenderemo la società solo in Eccellenza – hanno detto i Navarra, a scanso di equivoci – Abbiamo pronti sponsor internazionali che vogliono sostenere il progetto, ma solo se L’Aquila gioca nel massimo campionato italiano”.

(…)”Oltre alla squadra – ha aggiunto – punteremo a costruire un centro sportivo del rugby, visto che L’Aquila Rugby 1936 non ha nessuna struttura per svolgere l’attività. Deve usufruire degli impianti della Polisportiva L’Aquila”. “Il Comune poi deve decidere subito – hanno aggiunto i Navarra – quale impianto dare al calcio e quello da dedicare al rugby. Così ogni società puo avviare il suo rispettivo merchandising”. La famiglia Navarra è pronta a rinforzare la squadra con l’ingaggio di almeno cinque giocatori: due prime linee, una seconda linea, un centro e un’apertura, tutti di un certo spessore.
Confermati lo staff tecnico attuale e il ritorno da direttore sportivo di Massimo Mascioletti.

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