L’Aquila, Mascioletti torna in pista

Dal sito del Comitato regionale Abruzzese della FIR

È stato presentato presso la sala riunioni del Comitato Regionale Fir a Centi Colella, il progetto per la costituzione del Centro di Formazione Continua rivolto alle società abruzzesi. “Si tratta di un progetto ambizioso e importante per la crescita e lo sviluppo della nostra disciplina nella nostra regione. – ha commentato soddisfatto il Presidente Angelo Trombetta – E ciò che più mi rende orgoglioso e sicuro allo stesso tempo è il coinvolgimento in prima persona di Massimo Mascioletti che, grazie a questo centro, tornerà a dare il suo prezioso contributo al rugby  italiano” – ha aggiunto il presidente del CRA.

Approvato e sostenuto dalla Federazione Italiana Rugby il progetto si rivolge alla formazione e all’aggiornamento professionale dei giocatori, dei tecnici, dei dirigenti e degli operatori del rugby abruzzese. Fortemente voluto dalla Fir, Massimo Mascioletti ne sarà il responsabile, coadiuvato da Franco Ascione, presidente della commissione tecnica federale, da Corrado Beccarini esperto di formazione, da Antonio Colella tecnico regionale, mentre Natalino Benedetti, vicepresidente del Comitato Regionale Abruzzese ne sarà il  coordinatore.

Tre le mete principali del progetto: creare un polo di eccellenza nella formazione di giocatori, tecnici e dirigenti; creare un modello organizzativo che curi la formazione e la crescita a livello locale mirando, contemporaneamente, a tutto il movimento nazionale; creare uno spirito positivo nel pubblico stimolandolo alla collaborazione con i progetti societari per creare una cultura di partecipazione.

“Il punto di partenza  è la condivisione, la messa in comune, di un progetto tecnico con tutte le società abruzzesi. – ha affermato deciso Massimo Mascioletti – Non possiamo essere delle isole; uniti, mettendoci in discussione e, soprattutto, attuando uno scambio continuo di dare e ricevere possiamo fare molto non solo per il nostro rugby ma oltre, per il movimento nazionale e internazionale. Vogliamo dare vita ad un modello di collaborazione tra le varie realtà rugbistiche abruzzesi in cui le esperienze e le forze di ciascuno possano contribuire allo sviluppo e alla crescita dello sport del rugby. ” – ha dichiarato convinto e convincente Massimo Mascioletti.

Primo appuntamento di questo ambizioso percorso il 3 e il 10 settembre quando si terranno le prime due giornate di formazione ospitate nella struttura dell’Avezzano rugby; due giorni di full immersion nell’aspetto tecnico – tattico e dei suoi prerequisiti cognitivi.

Nei prossimi giorni ulteriori notizie e modalità di iscrizione al primo corso sul sito del CRA all’indirizzo www.federugbyabruzzo.it

La fusione di Parma: il sì condizionato di Colorno

Dall’ufficio stampa del Rugby Colorno

Il Rugby Colorno si dichiara aperta e pronta a partecipare alla creazione della nuova realtà rugbystica denominata Progetto Parma. Questo a testimoniare l’interesse della società per lo sviluppo del rugby nel nostro territorio, anche attraverso la creazione di una squadra intermedia tra la franchigia degli Aironi e la base.
Il Rugby Colorno continua in ogni caso a svolgere la propria attività sia livello giovanile che a livello seniores, con la propria squadra partecipante al campionato di serie B, oltre ad essere parte attiva nella franchigia Aironi.

Vasto, una favola che si fa storia

Una società nata grazie al tam tam sui social network e che ora cerca di mettere radici. E che siano le più solide possibili. Come fare per aiutarli? C’e scritto tutto nella locandina qui sotto. E al Vasto – per quello che conta – va tutto il mio sostegno

Spazio Mafalda: metti una cena con Rita e Francesco (Mazzariol)

di Mafalda La Contestatrice

Rita è da 9 anni la compagna di Francesco, divide con lui gioie e dolori, tensioni e vittorie. Rita lo scorso anno si è ritrovata di colpo con 31 “figli adottivi”, perché Francesco li ha portati a casa per iniziare tutti insieme un’avventura. Un’avventura conclusasi da poco, ma che resterà per sempre nel loro cuore e dei 31 “figli adottivi”.
Per tutti il primo anno insieme senza conoscersi da così vicino, qualche ragazzo dalla Rugby Parma e un numero più consistente dalla Rugby Academy (Noceto). All’inizio la rivalità che regna da sempre tra le due compagini si respirava nell’aria, ancor di più dopo questa strana fusione, ma la giovane età dei ragazzi è riuscita a valicare i pregiudizi che sono solo degli adulti e dopo un ritiro sull’appennino emiliano al rientro lo spogliatoio era già costruito.
Con Rita, fondamentale presenza nella vita di Francesco “Cocco” Mazzariol, prende il via la corsa verso qualcosa che non si pensava di raggiungere, la supremazia su tutti i team presenti in campionato, il TRICOLORE.
Prima di raccontarci i suoi “figli” Cocco ricorda con noi gli ultimi 4 minuti da incubo della finale: all’80° sul 16 pari si va ai calci, chiama Jacopo, MarcoAntonio e Davide – “Dado” per tutti -. Quest’ultimo memore di non aver realizzato l’anno precedente un calcio in mezzo ai pali, alla richiesta di Cocco rifiuta quello che per lui era un invito, ma così non era perché si trattava di un ordine e tra un tira e molla e l’altro e un calcio e non calcio arriva Jacopo che prende il pallone lo mette sul piazzino e dice a Dado di chiudere gli occhi e di tirare, dove andrà andrà, mica sarebbero potuti restare lì più di tanto. Sappiamo tutti come è andata a finire, tra lacrime e tuffi in mare per la gioia.

I Magnifici 31: GRASSOTTI “la sorpresa”, BALDI “mandingo” leale e fondamentale in alcuni incontri, BARONIO “lo studioso”, MENICHELLI “il leader oscuro”, RIGHI “il buono”, SCIACCA “il talento della determinazione”, MANGHI “il bullo di qualità”, PEPOLI “l’uomo della provvidenza”, DEVODIER “il fabbro” puliva sempre il lavoro sporco, VAN VUREN “il sudafricano”, URIATI “il bravo ragazzo”, MAGNANI “il polemico”, FERRETTI “il permaloso”, GIOVANNELLI “l’educazione fatta a persona”, GIANNOTTI “il rispettoso”, ROLLO “short-memory”, MORI “il bello”, RUFFOLO “il principino” e CARITIELLO “il maturo” = I BOSCAIOLI RAP, MAGRI “il saggio”, GENNARI “l’istinto acerbo”, BERETTA “il furbetto”, ZUCCONI “il capitano…in campo”, GEROSA “l’infortunato”, CASALINI “l’acqua cheta”, TIMI ENODEH “il papa nero”, FAROLINI “il ragioniere”, PANETTI “l’ariete”, BONDONNO “dal 7 al 15, il predicatore”, ALBERTINI “l’onesto”, HAMID ENAOUR “molto Marrakesh”.
Questi sono i ragazzi di Rita e Francesco, i ragazzi con lo scudetto sulla maglia, quelli che ci hanno creduto. Il futuro di Mazzariol sarà sempre con i Crociati Rugby, ma quest’anno lo aspetta la prima squadra, Campionato Eccellenza, vorrà un gruppo decisamente italiano. L’obiettivo? Magari un’avventura come quella dello scorso campionato.

Se anche il minirugby muove guerra alla presidenza della Rugby Roma

Da Affari Italiani

Ecco il testo della lettera che sta circolando tra i genitori dei piccoli rugbisti e che di fatto richiama il Comune, il Coni e la Federazione alle loro responsabilità.
“Il dado è tratto, ora non c’è più tempo. Fino a ieri siamo restati con l’orecchio teso a captare notizie sull’evolversi della situazione che si dimostra la cronaca di una “morte” annunciata. Oggi abbiamo deciso: si deve fare qualcosa. Non resteremo in silenzio ad assistere alla spartizione della torta delle “Tre Fontane” fra le solite eminenze grigie. La Rugby Roma esiste dal 1930. Da oltre 40 anni le Tre Fontane sono la patria del Rugby di Roma Sud, molto prima che palazzinari e politici di piccolo cabotaggio iniziassero ad impossessarsi di Roma e dell’Eur. (…)
Sulle magliette per il festeggiamento degli 80 anni della società c’è scritto “Per la gloria del nome”, loro hanno giocato per quel nome; gli è stato insegnato a dare il massimo, gli è stato chiesto sacrificio e loro hanno sempre dato di più. Lo leggiamo sui loro visi esausti, felici dopo una vittoria o tristi e rabbiosi dopo una sconfitta, però, sempre a testa alta, proprio per quella gloria del nome a cui oggi viene affiancato solo un controvalore in denaro frusciante… (…)
Fino a ieri abbiamo aspettato che qualcuno intervenisse dall’alto per far rispettare le regole, o qualcuno che ci salvasse dal fallimento del club. Oggi sentiamo il dovere di dimostrare di saper lottare al loro fianco e impedire questo scempio. Vogliamo dare un volto e un nome a quell’ avversario invisibile che gli sta togliendo la gioia di restare uniti, dividendoli ed umiliandoli meschinamente, nascosti dietro ad un apparato amministrativo che si piega passivamente alle richieste dei potenti.

NOI PRETENDIAMO che i responsabili del Comune di Roma (proprietario dell’impianto), nelle persone del Sindaco Gianni Alemanno, l’Assessore allo sport Alessandro Cochi, del CONI (attuale gestore del’impianto) con il presidente Giovanni Petrucci, della FIR (federazione del CONI) con il Presidente Giancarlo Dondi, e della Rugby Roma Olimpic nella persona del Dott. Abbondanza vengano, guardando tutti negli occhi, a spiegare cosa sta accadendo e cosa intendono fare dell’ impianto e del Rugby. (…)

NOI NON CE NE ANDREMO. Il nostro programma nel brevissimo futuro si articolerà in:

– creazione di un comitato permanente dei genitori del settore giovanile della Rugby Roma in difesa dello spazio delle Tre Fontane – informazione attraverso tutti gli organi di stampa per evitare la chiusura dell’impianto;

– organizzazione di una manifestazione a sostegno di questa iniziativa con tutte le squadre laziali e nazionali che vorranno appoggiarci (abbiamo già ricevuto molte adesioni)

– la creazione di una associazione sportiva per una nuova gestione dal basso (noi genitori) dell’impianto per permettere la prosecuzione dell’attività rugbystica, senza nuovi investitori che perseguono solo i loro interessi

– ricerca di eventuali sponsor sportivi sensibili alle sorti della Rugby Roma”.

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