Da La provincia- Della questione avevo dato notizia qualche giorno fa
«Il campo cancellato? Una grande amarezza», dice Angelo Bresciani, presidente del Comitato regiona le lombardo della Federazione Rugby, più volte a Como, negli ultimi anni, per dare una mano alla società, ancora senza un terreno di gioco, il cui progetto è stato definitivamente stralciato dal bilancio comunale benché compreso nel programma elettorale. «Sono sei anni che vengo a Como per cercare di risolvere la situazione – osserva Bresciani – Ed è ovvio che la decisione del Comune mi rattristi moltissimo, anche alla luce dello sforzo profuso dalla società Rugby Como nella promozione di questo sport, un impegno che meriterebbe altra attenzione. Tengo a precisare, comunque, che la Federazione non ha fatto offerte di denaro per la realizzazione del campo, così come invece sostiene l’amministrazione comunale, né quindi si può dire che offriamo tanto o poco. È vero invece che la nostra è una delle poche federazione che offre contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti sportivi, ma si tratta, a prescindere dal fatto che l’offerta sia o meno importante, di soldi che finiscono nelle casse dei Comune. Voglio dire: il campo resta di proprietà esclusiva delle amministrazioni». Di tono analogo le dichiarazioni di Davide Vigliotti, presidente del Rugby Como: «L’attività è in espansione – osserva – e il prossimo anno andremo avanti ugualmente. È chiaro che andranno rivisti gli accordi per l’utilizzo del terreno del Belvedere. A noi la domenica non basterà più, servirà anche il sabato, siamo tanti, il movimento è in crescita. Fermarsi è impensabile, impensabile disperdere un patrimonio come quello messo insieme in questi anni. Le prospettive di crescita sono importanti, a breve presenteremo nuovi progetti, il Comune e le istituzioni devono aiutarci». Alternative? «La sola teoricamente praticabile – prosegue Vigliotti – è quella di cui si era parlato già due, tre anni fa, e che prevedeva l’adeguamento del campo Coni con lo spostamento delle piattaforme per il salto in alto all’esterno della pista d’atletica. La spesa era minima, ma non se ne fece nulla per la contrarietà dell’atletica… Non credo che oggi sia percorribile. Aspettiamo, ma ripeto: il Rugby Como non si fermerà ».
