Bye bye Flaminio, in Inghilterra ne sono quasi certi

Italy to move Six Nations games from Rome to Florence. Gli inglesi, o comunque la BBC, non hanno quasi più dubbi (a questo link l’articolo) sul trasloco della nazionale azzurra. Al di là della Manica quindi vedono nuvoloni mentre al di qua delle Alpi le impressioni erano improntate a un cauto ottimismo. Vedremo…

Riassuntone del “caso Flaminio”

Dal blog di Alessandro Fusco

(…)Dopo una serie di incontri la Fondazione Nervi, che raccoglie gli eredi dell’architetto, ha inviato una lettera ad Alemanno e al presidente della FIR Giancarlo Dondi il cui contenuto non è stato divulgato ma che è stata definita “interlocutoria” dai ben informati:”La famiglia Nervi è stata coinvolta in maniera attiva – ha spiegato Cochi – la comunicazione ricevuta non cambia gli accordi precedenti che prevedono un imminente incontro con FIR e Fondazione Nervi per trovare finalmente una soluzione che tenga conto delle esigenze di tutti”.

Ma al di là del parere positivo degli eredi, la mancanza del quale ha finora frenato il lavoro di FIR e Comune, sarà necessario che il progetto venga avallato da un altro grande architetto.

Il sindaco Alemanno, infatti, ha affidato a Renzo Piano in relazione alla candidatura per le Olimpiadi 2020 la riorganizzazione dell’intera area del Flaminio, dal viadotto di Corso Francia a viale De Coubertain, nel quale troneggia l’Auditorium firmato proprio da Piano:”Lo stadio Flaminio è uno snodo fondamentale della zona – ha detto Piano – è un piccolo capolavoro di architettura del secolo scorso  e il rugby gli si addice, ma c’è da fare un lavoro intelligente intorno”.

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I parametri per gli atleti FIR, ovvero quando le dimensioni contano troppo

Da sinistra: Kaine Robertson, Quintin Geldenhuys, Tito Tebaldi e Paolo Busodi Mafalda “la contestatrice”

Shane Williams – IRB Best Player of the Year 2008 – cm. 168  nr. 11 del Galles.
In un’intervista rilasciata al quotidiano piemontese “La Stampa”, un’intera pagina nel 2008, si chiedeva perchè in Italia gli atleti venivano considerati per parametri e non per capacità tecniche.
A distanza di qualche anno siamo qui a parlarne ancora, perché è difficile capire, soprattutto essendo non nelle prime posizioni del ranking, perché questi parametri contino già dalle giovanili. Ci roviniamo da piccoli e da soli.
Ci chiediamo, almeno io lo faccio, come vengono fatte le selezioni. Se magari ogni tanto si riesca a intravedere un talento al di sotto del metro e novanta di statura e 120 chilogrammi di peso! Sembrano tutti dei cloni: grandi, grossi e pieni di sé già dopo la prima convocazione, quando in realtà li vedi giocare e non sanno nemmeno dov’è la palla…
L’importante è che siano grandi e grossi.

Lo vediamo già dalle nostre nazionali under (tutte) questi uomini nelle dimensioni, ma tecnicamente non pronti ad affrontare i loro pari età che sembra abbiano sempere esperienza ventennale e soprattutto un fisico scultoreo. A partire dai piloni: guardate i nostri, che spesso sembrano flosci e con una muscolatura che non si capisce se c’è oppure no.
Ricordo un ragazzino, allora U15 ora U20, tornando dal Sudafrica disse: “Lì gli under 8 placcano come noi.” L’Italia non è un paese di rugby, nel senso che ce lo siamo appiccicato addosso noi, non siamo dell’emisfero sud e nemmeno dei paesi anglosassoni. Probabilmente ci è piaciuta la storia di Webb Ellis!
Ogni tanto però qualcuno apre, incredibilmente, gli occhi e vede che anche i “piccoli” sanno piazzare col cuore, la tenacia e una normale statura.

Caso Flaminio, il contrordine dei Nervi

Il “caso Flaminio” entra nel vivo e diventa una telenovela. Poche ore fa la notizia di una e-mail riservata mandata dalla famiglia Nervi a sindaco di Roma e Alemanno. Una missiva rimasta riservata, anche se poco fa, a parlare non è stato Marco Nervi, presidente dell’omonima Fondazione. A farlo sapere è Christian Marchetti di Solorugby, che ne parla così:

(…) Non è vero, sottolinea Marco Nervi, nipote del celebre progettista del Flaminio Pier Luigi, “ad esempio che abbiamo dato un ‘Sì’ condizionato però al coinvolgimento di mio fratello (Pier Luigi Jr., ndr) nei lavori”.
D’accordo, ma l’impianto capitolino rimarrà casa degli azzurri per il Sei Nazioni o è preferibile che Parisse e soci decidano per un clamoroso trasloco? “Parliamo pur sempre di un’opera d’arte a cui la mia famiglia è molto legata. Finora non abbiamo partecipato ad un dialogo concreto con le istituzioni, bensì ci è stato chiesto un parere soltanto alla fine. Noi, lo ripeto, abbiamo portato avanti una proposta costruttiva. Vedremo quale sarà la risposta”.

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Caso Flaminio, altro passo avanti

Lancio ANSA di pochi minuti fa

La famiglia Nervi ha inviato ieri, 13 aprile, una e-mail ed una raccomandata al sindaco di Roma Gianni Alemanno ed al presidente della federazione italiana rugby Giancarlo Dondi contenente il parere sui lavori di ristrutturazione dello stadio Flaminio.
Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia Nervi che su questo argomento prevede di non voler fare dichiarazioni o comunicati, almeno fino a quando non avrà ricevuto la risposta
da parte di Comune e Fir sulle decisioni inviate.
Resterebbe comunque la disponibilità della famiglia del grande architetto a risolvere la questione Flaminio, anche per mezzo di un ulteriore incontro tra tutte le parti in ballo al
fine di trovare una soluzione comune.
Se non fosse trovata in tempi brevi, fin dalla prossima settimana la Fir sarebbe pronta ad annunciare il trasferimento a Firenze, dal 2013, delle partite interne degli azzurri al Sei
Nazioni.(ANSA).