Il Leicester travolge il Benetton: 62-15

Dall’ufficio stampa Benetton Rugby

MARCATORI: pt 1′ Burton drop; 9′ Flood p.; 17′ Crane meta; 25′ Hamilton meta tr. Flood; 31′ Crane meta tr. Flood; 38′ A. Tuilagi meta tr. Flood; st 2′ Crane meta tr. Flood; 8′ Waldrom meta tr. Flood; 12′ Williams meta tr. Burton; 20′ Sgarbi meta; 31′ Hamilton meta tr. Flood; 38′ M. Tuilagi meta tr. Flood; 40′ Mafi meta.
LEICESTER TIGERS: Hamilton (st 32′ Staunton); M. Smith, M. Tuilagi, Allen, A. Tuilagi (st 13′ Aguilla); Flood, Youngs (st 34′ Grindal); Crane (st 24′ Mafi), Newby, Waldrom; Skivington, Deacon (st 1′ Slater); Cole (st 34′ Castrogiovanni), Chuter (st 11′ Hawkins), Ayerza (st 19′ Stankovich). All. Cockerill.
BENETTON TREVISO: Williams; Nitoglia, Galon, Garcia (st 3′ Sgarbi), Maddock; Burton, Semenzato; Derbyshire (st 16′ A. Pavanello), Bernabò, Vermaak; Van Zyl (st 3′ Zanni), E. Pavanello; Cittadini (st 32′ Di Santo), Ghiraldini (st 3′ Sbaraglini), Rizzo (st 3′ Fernandez Rouyet). A disp.: Botes, Benvenuti. All. F. Smith.
ARBITRO: Poite della Federazione Francese.
NOTE: pt 29-3; cartellino giallo a: Cittadini (pt 14′), Bernabò (pt 30′), Slater (st 14′), Sgarbi (st 31′); spettatori: 23.000 circa; Heineken Man of the Match: Crane (Leicester Tigers); Calciatori: Leicester Tigers (Flood 8/9), Benetton Treviso (Burton 1/2); punti in classifica: Leicester Tigers 5, Benetton Treviso 0.

Niente da fare, come da pronostico, nelle Midlands per il Benetton Treviso, contro i Leicester Tigers, chiamati ad una vittoria fondamentale per il passaggio del turno, condita anche da bonus mete ipotecato già nella prima frazione di gioco.

L’incontro si apre nel migliore dei modi per Ghiraldini e compagni, con Burton che si conferma uomo dei drop e realizza al 1′ il vantaggio ospite.

La reazione delle “tigri” di Welford Road è, tuttavia, immediata e produce il calcio piazzato di Flood al 9′ per il pareggio.

I biancoverdi soffrono il peso degli avanti inglesi nei primi quindici minuti e concedono ben cinque calci di punizione consecutivi.

L’ultimo da maul avanzante dei Tigers, costa il cartellino giallo a Lorenzo Cittadini. Pedro Di Santo entra per Ludovico Nitoglia per consentire la mischia successiva, ma il pack non si assesta e Leicester continua ad avanzare, consentendo a Crane di schiacciare all’angolino.

I Campioni d’Inghilterra concedono il bis con una splendida iniziativa personale di Hamilton al 25′. Flood incrocia all’interno per Crane che, placcato, riesce a riciclare per l’estremo ex All Blacks.

Il giocatore, rientrato da poco dal matrimonio in Nuova Zelanda, si invola verso la meta, evitando il placcaggio di Kris Burton.

Le difficoltà dei Leoni si vedono tutte cinque minuti più tardi. Youngs inventa un guizzo dei suoi e sfugge a Ludovico Nitoglia sull’out sinistro, riuscendo poi a servire Crane, che viene placcato in anticipo senza palla da Valerio Bernbaò.

Il flanker romano subisce il secondo cartellino giallo dei suoi e il tentativo si rivela inutile, poichè i padroni di casa sfruttano il calcio di punizione con una mischia ai cinque metri che avanza fino a portare nuovamente Crane oltre la linea.

La reazione trevigiana arriva al 35′ con un buono spunto offensivo di Brendan Williams e il tentativo di giocare per fasi, ma senza fortuna perchè la difesa di Deacon e compagni è solida e tiene nel migliore dei modi.

Un minuto dopo è Allen a cercare il break per la quarta meta, ma l’azione sfuma per un successivo “in avanti” di Youngs.

E’ solo un anticipo di quello che dovrà succedere. Ad inventare e a rompere col fisico la linea avversaria è il più giovane dei fratelli Tuilagi, Manu, che serve poi Waldrom, che a sua volta allarga all’ala per Hamilton.

L’estremo viene placcato da Ludovico Nitoglia ma riesce a far vivere comunque l’ovale con un passaggio no look all’interno che trova pronto a raccogliere con una sola mano Alesana Tuilagi.

La stella samoana fa valere tutti i suoi 117 kilogrammi per resistere al disperato tentativo di Kris Burton e arrivare fino in fondo. Punto di bonus conquistato e primo tempo che si conclude sul 29-3 con la trasformazione di Flood.

La ripresa si apre proprio come era finita la prima frazione di gioco per i Leoni, con i Tigers che varcano nuovamente la linea di meta, ancora una volta con lo scatenato Crane.

E la situazione non accenna nemmeno a migliorare. Slater fa il break e imposta la ruck successiva. Youngs fa uscire velocemente il pallone, con Flood che va oltre e, placcato da Nitoglia, fa vedere tutte le sue qualità e le splendide mani trovando il passaggio per Waldrom che vola in meta.

I Leoni reagiscono, però, col giocatore più in evidenza: Brendan Williams. Il folletto australiano raccoglie palla da Fabio Semenzato e si infila tra Alesana Tuilagi e Slater. Il Tmo conferma la meta dell’estremo.

Incredibile, poi, quello che avviene al 20′. Treviso ottiene un calcio di punizione e chiede la mischia all’interno dei 22 del Leicester.

Zanni esce rapido e impegna diversi avversari. La palla viene mossa velocemente e arriva ad un indisturbato Alberto Sgarbi che con non controlla bene l’ovale, ma riesce ad arrivare in meta palleggiandolo per tutta la distanza, riuscendo comunque a segnare, come nuovamente ravvisato dal Tmo.

I Tigers non si fermano, tuttavia, e continuano ad attaccare. Al 30′ un’azione in attacco costa il terzo cartellino giallo al Benetton Treviso, proprio per lo stesso Sgarbi.

Youngs batte velocemente il calcio di punizione, fissa Brendan Williams servendo ancora Hamilton per la meta, trasformata in drop da Flood.

La difesa del Benetton ormai non c’è più. Testa e fisico crollano e i Leoni subiscono altre due marcature. La prima di Manu Tuilagi che rompe il placcaggio di Burton e vola in meta, e la seconda del neoentrato Mafi all’angolino, che fissano il risultato finale sul 62-15.

Un sabato di Heineken, giochi ancora aperti

Da Right Rugby

Il lungo sabato delle Coppe Europee è terminato per quanto riguarda laHeineken Cup, in attesa delle due ultime gare domani.
Abbiamo proposto in diretta da questo blog le due gare del Gruppo 4, dove han prevalso nettamente le due squadre fuori casa in competizione indiretta tra loro per il primo posto. Avrete sofferto con noi per Aironi 6 -43 Ulster, 6 mete a zero di cui una di penalità e doppietta del nr.8 Pedrie Wannenburg; eppure il primo tempo era terminato coi nordirlandesi a grattarsi la testa uscendo dal campo sul 6-10. Alla ripresa l’uno-due immediato della driving maul pilotata dal terza centro sudafricano ha evidentemente stroncato il morale ai padani.
L’altra gara del gruppo è Biarritz 26 – 19 Bath, e il punteggio non deve ingannare: a parte un blitz iniziale inglese, i francesi sono dominanti nel primo tempo chiuso 14-0 con le mete di YachviliBalshaw, i migliori in campo (assieme all’immenso capitan Harinordoquy, un trascinatore) e anche all’inizio della ripresa quando appena tornati in campo, Balshaw schierato ala segna la terza meta e seconda personale; poi i baschi entrano in sofferenza e subiscono la meta del lock Hooper. Infine raggiungono il loro obiettivo, la quarta meta per il bonus colta all’ora di gioco da Nwenya ma poi si distraggono e incassano nel finale senza colpo ferire due mete dell’ala Biggs.
La classifica finale vede Biarritz e Ulster pari a 22 punti ma primi risultano i baschi per i migliori punteggi negli contri diretti; poco male per Ulster, è certamente qualificata ai quarti di Heineken anche se non li giocherà in casa.

Nel pomeriggio scende in campo il Gruppo 3 e qui la situazione si rovescia, vincono le due squadre di casa. Munster 28-14 Irish: dopo il primo tempo chiuso sullo zero a zero, i padroni di casa segnano meta al rientro in campo col tallonatore Varley. Da lì inizia la pressione micidiale degli Irish che chiudono Munster nella sua metà campo e alla fine passano, con Mapusua grazie a intercetto del flanker 20enne Gibson su un calcio di liberazione del mediano e poi conTagicakibau, lanciato dal conterraneo centro. Munster però è in casa, e va ben l’umiliazione di esser tagliata fuori dalla Heineken; ma lasciarsi andare perso per perso consentiteci, “alla italiana”, proprio no. Nel giro di cinque minuti prima Keith Earls pareggia impadronendosi di un chip di O’Gara sul lungolinea destro, nel finale Denis Hurley partecipa alla pressione degli avanti in rosso e la finalizza una ruck.
A Swansea, Ospreys 29-17 Toulon: la vincitrice del girone riesce a irretire i gallesi ma solo per un tempo. Il primo quarto di gara è devastante per i padroni di casa: subiscono le mete dell’estremo Rory Lamont e dello sgusciante mediano Matt Henjak. Il primo tempo termina sul 9-14, con tre calci di Dan Biggar a tenere alte le speranze di salvare almeno l’onore deiGweilch. I quali tornano in campo con tutt’altro piglio e schiacciano i tolonesi nella loro metà campo. I quali san difendersi, ma all’ora cedono a Nikki Walker e nel finale a James Hook.
Il girone più combattuto termina con Tolone prima ma ferma a 17 punti, seconda Munster con 16, poi Ospreys a 14 e Irish con 9. I francesi passano ma certamente non faranno i quarti in casa; se invece gli Ospreys salutano l’Europa, Munster invece … ve lo diremo alla fine del post.

Chiude la giornata di Heineken Cup nel tardo pomeriggio il Gruppo 1. Castres 12- 23 Northampton Saints: i francesi tengono fuori Teulet e mettono in panca Bai, Tekori e Ducalcon, in attesa di sviluppi. Che non arrivano, nonostante una decisa pressione e tanti ricicli da far girare la testa. I più “cinici” e attrezzati Saints infatti nel mentre si difendono con ordine, vanno in meta nel primo tempo con l’ala sinistra Joe Ansbro – uno dei migliori in campo – e poi col lock Dowson, subendo nel finale la meta dell’apertura Bernard per il 7-15 dell’intervallo. Nel secondo tempo, per 15 minuti buoni sui Saints come direbbe un inglese, “piovono cani e gatti”: la pressione di Castres monta implacabile e pure bella, ma manca la capacità di sfondamento finale. Tale fase viene chiusa da una ripartenza su palla recuperata di Ansbro, che fa decollare una azione corale dei neroverdi lunga settanta metri tutta ricicli e passaggi al limite, chiusa con la meta in allungo di Ben Foden. I francesi non demordono – mica sono italiani – e si procurano una serie di chiare occasioni di meta; alla fine dalle e dalle. riescono a mandare in meta il mediano Tillous-Borde. Non basta tuttavia nemmeno per recuperare il bonus difensivo.
Nell’altra partita, Edimburgh 14-21 Cardiff Blues: gli scozzesi al solito giocano aggressivi, si portano avanti con l’unica meta della gara del centro Ben Cairns e chiudono il primo tempo 11-6. Probabilmente la svolta della gara è la sostituzione nel secondo tempo di un impreciso Dan Parks con Ceri Sweeney, ma non tanto per il nuovo entrato: la responsabilità dei piazzati gallesi passa a Leigh Halfpenny che aveva già fatto un centro dalla lunga distanza; alla fine l’ala internazionale metterà a segno ben 5 punizioni, forse il suo bottino al piede più grasso in carriera, portando i suoi Blues al sorpasso del 65′ e quindi alla vittoria.
nel gruppo solo Edimburgh prende il bonus (difensivo): Northampton termina con 25 punti, a giocarsi il primo posto assoluto con Tolosa in campo domani; poi Blues secondi con 14 punti soprassano Castres, fermo a 11 ed eliminato dalle Coppe come gli scozzesi a 8.

La classifica provvisoria delle prime dei gironi e qualificate, con due gironi che giocheranno domani, è la seguente:
1. Northampton Saints 25 punti
2. Leinster 24
3. Biarritz 22
4. Tolosa 21 (*)
5. Tolone 17
6. Perpignan/Leicester 17 (*)

(*): una partita da giocare
Per cui Saints Leinster sono certe di giocare i quarti in casa, mentre le altre due saranno determinate dai risultati di domani (in caso di squadre a punti pari, discrimina il numero di mete segnate nella fase a gironi: Leinster 21, Usap 18 (*), Leicester 16 (*), Biarritz 16, Tolosa 14 (*), Saints 13)

Interessante anche la classifica delle seconde:
1. Ulster 22 punti
2. Clermont 19
3. Leicester/Perpignan 17 (*)
4. Munster 16
5. Wasps 15 (*)
– Scarlets 15 (**)
6. Cardiff Blues 14

(*) una partita in meno
(**): una partita in meno, stesso gruppo di Leicester/Perpignan
Da cui si deduce che Ulster è certamente in Heineken, mentre la seconda ripescata sarà o Clermont o Leicester/Perpignan (ma anche gli Scarlets sono ancora in corsa nel gruppo) o Wasps (qui il gioco delle mete segnate nel caso di pari punti sarebbe: Usap 18(*), Leicester 16(*), Scarlets 15 (*), Ulster 15, Clermont 14, Wasps 13 (*)) .
Si vede anche che i Cardiff Blues sono in ogni caso esclusi anche dalla Euro Challenge e non potranno difendere il loro titolo.
Infine abbiamo Munster certamente discendente in Euro Challenge. La seconda coppa europea guadagna una inattesa favoritissima d’obbligo e siamo sicuri che se la cosa ancora non piace agli irlandesi, beh se la faranno piacere.

Aironi-Ulster (6-43): il racconto di Solorugby

Di Christian Marchetti

Allo “Zaffanella” è 6-43 tra Aironi e Ulster nell’ultima giornata della fase a gironi di Heineken Cup. Se è vero che a Viadana abbiamo assistito ad un antipasto di Italia-Irlanda, primo turno di Sei Nazioni; se è vero che il ct del XV del Trifoglio Declan Kidney non fa che pensare a quella partita, mettiamoci l’elmetto e attendiamoci guerra pura al Flaminio. A proposito: Kidney, dormi tranquillo.
Mischia italiana surclassata, Wannenburg (sudafricano, per fortuna il Sei Nazioni lo guarderà in tv…) a vestire i panni di un essere mitologico metà uomo-metà Caterpillar, trequarti irlandesi a vivere una giornata tranquilla, retroguardia dei padroni di casa a rispolverare l’antica e dura arte del placcaggio fin che può. Questi gli ingredienti per un successo con bonus che spalanca al team di Belfast i quarti di “Coppacampioni”. Meritatamente.
Sì, c’è da preoccuparsi non poco in chiave azzurra per la mancanza di tenuta che già la settimana scorsa denunciavamo. Perché anche allo “Zaffanella” è partita per un tempo. Nel senso che gli Aironi ci sono, ma l’attacco continua a mostrarsi letargico.
In 40′ arrivano i sei punti italiani dal piede di Tebaldi (subentrato a Wilson). Giungono però anche quelli degli ospiti: piazzato di Humphreys e una meta di Trimble sugli sviluppi di una mischia per il primo parziale di 0-10.
Ripresa. Gli uomini di Phillips escono dal campo ed ecco il Wannenburg show. Due mete nei primi sei minuti: la prima nasce da una touche rubata, l’altra capitalizzando un’altra rimessa sfruttando la buona vecchia cassaforte.
Ma c’è tempo anche per una meta tecnica; per un’altra marcatura di Henry, che garantisce sostegno ad una tremenda percussione ancora di Wannenburg; e per l’ultimo affondo di Danielli, che sfrutta un sovrannumero sul lato chiuso.
Fa 6-43. Una camomilla per Kidney…

AIRONI – ULSTER 6-43 (6-10)
Aironi: 15 Julien Laharrague (10′ s.t. Bocchino); 14 Pablo Canavosio, 13 Rodd Penney, 12 Gilberto Pavan (9′ s.t. Gabriel Pizzarro), 11 Matteo Pratichetti; 10 James Marshall, 9 Michael Wilson (13′ p.t. Tebaldi, 28′ s.t. Santamaria); 8 Josh Sole, 7 Jaco Erasmus, 6 Vickus Liebenberg (7′ s.t. Birchall); 5 Quintin Geldenhuys (18′ s.t. Carlo Del Fava), 4 Marco Bortolami; 3 Fabio Staibano (28′ s.t. Alb. De Marchi), 2 Fabio Ongaro, 1 Matias Aguero (18′ s.t. Perugini).
Ulster: 15 Adam D’Arcy; 14 Andrew Trimble (25′ s.t. McIlwaine), 13 Nevin Spence, 12 Paddy Wallace (28′ s.t. Whitten), 11 Simon Danielli; 10 Ian Humphreys, 9 Ruan Pienaar (26′ s.t. Marshall); 8 Pedrie Wannenburg, 7 Willie Faloon, 6 Stephen Ferris (18′ s.t. Chris Henry); 5 Dan Tuohy (28′ s.t. Barker), 4 Johann Muller; 3 Declan Fitzpatrick (18′ s.t. Young), 2 Nigel Brady (28′ s.t. Kyriacou), 1 Tom Court (28′ s.t. Cronin).
Arbitro: Christophe Berdos (Francia)
Marcatori: 3′ c.p. Humphreys (0-3), 23′ m. Trimble tr. Humphreys (0-10), 26′ d. Marshall (3-10), 37′ c.p. Tebaldi (6-10); s.t.: 1′ m. Wannenburg tr. Humphreys (6-17), 6′ m. Wannenburg tr. Humphreys (6-24), 16′ meta tecnica Ulster tr. Humphreys (6-31), 26′ m. Henry tr. Humphreys (6-38), 38′ m. Danielli (6-43).

Aironi, l’ultima di Heineken dura solo un tempo

Montepaschi Aironi-Ulster 6-43

Marcatori: P.t. 2’ c.p. Humphreys (0-3), 24’ m. Trimble tr Humphreys (0-10), 26’ drop Marshall (3-10), 36’ c.p. Tebaldi (6-10); S.t. 2’ m.Wannenburg tr. Humphreys (3-17), 6’ m. Wannenburg tr. Humphreys (6-24), 16’ m. tecnica tr. Humphreys (6-31), 27’ m. Henry tr. Humphreys (6-38), 39’ m. Danielli (6-43).

Montepaschi Aironi: Laharrague (s.t. 11’ Bocchino); Canavosio, Penney, Pavan (s.t. 9’ Pizarro), Pratichetti; Marshall, Wilson (p.t. 13’ Tebaldi, s.t. 28’ Santamaria); Sole, Erasmus, Liebenberg (s.t. 8’ Birchall); Geldenhuys (s.t. 18’ Del Fava), Bortolami; Staibano (s.t. 28’ Al. De Marchi), Ongaro, Aguero (s.t. 18’ Perugini). All.: Phillips.

Ulster: D’Arcy; Trimble (s.t. 25’ McIlwaine), Spence, Wallace (s.t. 28’ Whitten), Danielli; Humphreys, Pienaar (s.t. 26’ Marshall); Wannenburg, Faloon, Ferris (s.t. 18’ Henry); Tuohy (s.t. 28’ Barker), Muller; Fitzpatrick (s.t. 18’ Young), Brady, Court (s.t. 28’ Cronin). All. McLaughlin.

Arbitro: Berdos (Fra).

Note – P.t.: 6-10. Spettatori: 3000. Calci: Tebaldi 1/1 (3 punti), Marshall 1/1 drop (3 punti), Humphreys 6/8 (13 punti). Man of the match: Wannenburg. Punti in classifica: Montepaschi Aironi 0, Ulster 5.

 

Nell’ultimo turno del girone di Heineken Cup, i Montepaschi Aironi non riescono a fermare l’Ulster e trova la vittoria che cercava allo Zaffanella e conquista così il passaggio ai quarti di finale. Lo fa, però, da seconda in classifica. Anche Biarritz, infatti, batte Bath conquistando il bonus per le mete e, a parità di punti in classifica, mantiene il primato grazie al vantaggio negli scontri diretti. Gli Aironi durano un tempo, chiudendo la prima frazione in svantaggio 10-6 ma in crescita dopo aver sofferto la pressione iniziale dell’Ulster. Fin dalla prima azione del secondo tempo, però, gli irlandesi cancellano ogni dubbio sul successo finale andando a segno con due mete in fotocopia del man of the match Pedrie Wannenburg al termine di due rolling maul. Anche in mischia chiusa nel secondo tempo l’Ulster prende il sopravvento e la quarta marcatura arriva proprio da una meta tecnica conquistata dal pacchetto irlandese. Da lì in poi l’Ulster dilaga segnando altre tre mete, mentre ancora una volta il Montepaschi fa i conti con la sfortuna e gli infortuni. Michael Wilson è stato infatti costretto a uscire dopo nemmeno un quarto d’ora per la lussazione della spalla sinistra; Tebaldi, che l’ha sostituito, ha subito un colpo al naso che lo ha costretto a terminare in anticipo la gara, con gli Aironi che dunque anche questa settimana sono stati forzati a chiudere la partita con quattro uomini di prima linea in campo.

PRIMO TEMPO

Dopo 2 minuti un’entrata laterale di Erasmus in ruck concede la prima punizione al piede di Humphreys. L’apertura irlandese non sbaglia col mancino e porta subito in vantaggio gli ospiti. Al 13’ gli Aironi perdono Wilson per un infortunio alla spalla. Al suo posto entra Tebaldi. E’ l’Ulster che continua ad avere maggiore possesso dell’ovale, ma il Montepaschi contrappone una buona difesa e riesce a respingere l’assalto degli irlandesi. Quando poi gli Aironi ribaltano il campo, è solo il fischio di Berdos a fermare Erasmus già lanciato verso la meta da un passaggio di Sole considerato però in avanti. Ad andare in meta al 24’ è invece l’Ulster. L’azione nasce da una mischia nella metà campo offensiva degli Aironi da cui gli irlandesi riescono far uscire velocemente l’ovale con Pienaar che lancia D’Arcy il quale, a sua volta, trova il sostegno all’ala di Trimble, che va a schiacciare in mezzo ai pali. Humphreys trasforma per il 10-0 degli ospiti. Alla ripresa del gioco la risposta degli Aironi è praticamente immediata grazie al drop di James Marshall, che accorcia le distanze: 3-10. Due minuti dopo Humphreys dalla piazzola non trova invece i pali mantenendo così gli Aironi a distanza di break. Un distacco che al 36’ Tebaldi accorcia ulteriormente mandando a segno una punizione da oltre 40 metri (6-10).

SECONDO TEMPO

Ad inizio ripresa l’Ulster prova però subito a chiudere la partita. La rolling maul organizzata dopo due minuti porta Wannenburg a schiacciare la seconda meta irlandese dell’incontro. Humphreys trasforma e fa 6-17. Una segnatura che dà ancora maggiore spinta all’Ulster, per cui una vittoria con bonus potrebbe dire primo posto nel girone. Così al 6’ una nuova maul porta nuovamente alla meta di Wannenburg trasformata da Humphreys: 6-24. Poi in rapida successione, il Montepaschi è costretto a sostituire Pavan (entra Pizarro) e Laharrague (al suo posto Bocchino, con Marshall che passa estremo). E’ l’Ulster comunque che continua a premere alla ricerca della quarta meta che vale il bonus. Obiettivo che l’Ulster centra al 16’ grazie ad una meta tecnica conquistata dal pacchetto di mischia. Humphreys trasforma ancora: 6-31. Al 27’ arriva anche la quinta meta irlandese. La segna Henry, entrato poco prima al posto di Ferris. Humphreys si conferma perfetto nelle trasformazioni e fissa il 6-38. Per gli Aironi continua invece a piovere sul bagnato, perché nel corso dell’azione si infortuna anche Tebaldi. Per la seconda gara consecutiva il Montepaschi è così costretto a giocare l’ultimo spezzone di gara con quattro uomini di prima linea in campo e con Erasmus spostato all’ala. A un minuto dal termine l’Ulster affonda ancora. Questa volta l’onore di andare a schiacciare spetta a Danielli sull’ala sinistra. Questa volta Humphreys sbaglia la trasformazione, ma la festa è comunque tutta dell’Ulster.

Tra l’Ulster e la Storia ci sono solo gli Aironi

Daniele Piervincenzi per Polis Quotidiano

Tra l’Ulster e la qualificazione ai quarti di finale dell’Heineken Cup ci sono gli Aironi e la sfida allo Zaffanella. Gli irlandesi sono ad un passo dalla prima storica qualificazione ai playoff. Un’attesa che dura da 12 anni.
I ragazzi di Belfast sono reduci da un’impresa. Una settimana fa hanno battuto a Ravenhill il Biarritz vice-campione d’Europa 9 a 6, con un piazzato di Humphreys da 52 metri a 2 minuti dallo scadere. Vittoria, questa, che ha permesso agli irlandesi di conquistare la prima posizione della Pool 4 in coabitazione proprio con il Biarritz che affronterà il Bath in casa. L’Ulster deve quindi battere gli Aironi e conquistare il punto bonus per avere la certezza di approdare ai quarti di finale e giocare la prima partita davanti al suo pubblico.
Declan Kidney, commissario tecnico della nazionale irlandese, ha premiato i risultati
ottenuti dalla franchigia convocando 5 giocatori per affrontare l’Italia nella prima giornata
del Sei Nazioni, mentre sei sono gli atleti convocati nei Wolfhound, la nazionale A che
affronterà i Saxons inglesi nella “polveriera” di Ravenhill. Il capitano Rory Best, Tom Court,
Stephen Ferris, Andrew Trimble e Paddy Wallace dopo il match allo Zaffanella andranno
dunque in raduno con la nazionale del trifoglio. Ma Brian McLaughlin, allenatore della
provincia irlandese dal 2008, non ha intenzione di farsi scappare il traguardo della qualificazione e schiera tutte le stelle di cui dispone nel XV che affronterà gli Aironi. A riposo solo gli infortunati Rory Best e BJ Botha.
L’Ulster ha organizzato un volo charter a prezzi scontati per consentire ai tifosi di poter
sostenere la squadra allo Zaffanella, e un maxi schermo è stato montato nello stadio
di Ravenhill per seguire il match in diretta. Da una settimana a Belfast si attende con
impazienza questa sfida, e lo stesso Brian McLaughlin ha intensificato gli allenamenti
per preparare il match con gli Aironi, “una squadra imprevedibile” ha dichiarato in conferenza stampa “l’abbiamo già affrontata e ci ha dato problemi. E recentemente ha battuto il Biarritz”. Massima attenzione, dunque, da parte della squadra irlandese.
Si farà sentire l’assenza di un leader come Rory Best, tuttavia saranno in campo le terze
linee più in forma della Magners League: Stephen Ferris e Willie Faloon, come flanker,
entrambi in lizza per un posto in nazionale in vista della Coppa del Mondo e con il numero
8 l’ariete sudafricano Pedrie Wannenburg, ball carrier di rara potenza. La mediana affidata a Ruan Pieenar, numero 9 degli Springboks arrivato questa stagione, e Ian Humphreys, decisivo nella vittoria contro Biarritz e convocato con la nazionale A irlandese. Ai centri la qualità e l’estro di Paddy Wallace, che giocherà in coppia con il velocissimo Nevin Spence, prodotto dell’ Accademia Phoenix e già nel giro della nazionale. Il triangolo allargato composto da Andrew Trimble e Simon Danielli, entrambi giocatori d’esperienza e di grande fisicità, e con la maglia numero 15 Adam D’Arcy, l’australiano arrivato in prova a settembre che si è conquistato la maglia da titolare grazie alle spiccate doti offensive. Sarà interessante seguire la sfida in prima linea fra Tom Court candidato ad una maglia da titolare nel primo match del Sei Nazioni e Fabio Staibano recentemente tornato in azzurro con la nazionale di Gianluca Guidi.