In Francia Tolone muove guerra agli “amici” canadesi dello Stade Francais

In Francia scoppia la polemica sul FACEM, il fondo canadese che ha salvato lo Stade Francais e che oggi detiene il 66% del club parigino grazie ai 12 milioni di euro versati nelle casse di Guazzini. I problemi sorgono perché in molti si chiedono da dove prende i soldi questo fondo. Intendiamoci, nessun dubbio circa la provenienza lecita di quelle cifre, ma il FACEM non è un normale fondo finanziario, ma più precisamente una fondazione che lavora per migliorare le condizioni dell’infanzia nei posti più poveri del mondo (qui il sito ufficiale). E in tanti al di là delle Alpi si sono chiesti perché una simile associazione abbia investito direttamente quelle cifre – con il rischio di perderle – nel rugby.
A dar voce ai mormorii è stato Mourad Boudjellal, giovane e vulcanico presidente del Tolone, che non usa certo giri di parole: “I 12 milioni che hanno messo nel club da dove li hanno presi? E se li perdono saranno tolti all’infanzia maltrattata? E’ aberrante. Si può moralmente accettare una cosa del genere in Francia?”.
Forse Boudjellal parla così perché spera di mettere in difficoltà un avversario temibile. E’ plausibile, ma quali che siano le sue ragioni il problema resta.
Il numero uno del Tolone ha anche minacciato non meglio specificate azioni legali.

La FACEM da parte sua ha risposto che il loro interesse è quello di cercare “gente che abbia soldi, domandiamo ai nostri finanziatori di darci una parte dei loro profitti futuri per investirli in progetti umanitari. A lungo termine speriamo che lo Stade Francais generi questi profitti e che una parte finisca nei nostri progetti umanitari”. la Fondazione ha cercato poi di rassicurare l’opinione pubblica anche sui 12 milioni di euro già versati, che sono “garantiti da banche”.

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