Massimo Calandri per Repubblica.it
La Casa del Dolore chiude, e non c’è peggiore notizia per gli appassionati di rugby di tutto il mondo. Perché Carisbrook, ovvero The House of Pain – la Casa del Dolore, appunto -, è uno degli stadi magici di questo sport. Un santuario dove prima la squadra locale, l’Otago, e poi gli All Blacks, hanno celebrato per anni i loro successi infliggendo agli avversari sconfitte così brutali e impietose da imporre il leggendario e minaccioso soprannome. Un fantasma nero, un incubo, un ba-bau per tutti quelli che si trovavano a passare da queste parti. Però fra tre mesi è finita.
(…)Carisbrook chiude, con ogni probabilità aprirà un supermercato. Ma contemporaneamente Dunedin festeggia la prossima apertura di un altro tempio ovale, il New Otago Stadium: il primo stadio del mondo da rugby interamente coperto, un capolavoro di ingegneria che verrà testato durante i Mondiali ovali e che il 2 ottobre ospiterà Italia-Irlanda, incontro decisivo per il passaggio ai quarti della manifestazione.
Trentamila spettatori, una gigantesca calotta trasparente di 20.000 metri quadri – supportata da cinque archi alti più di cento metri. Posizionata in modo da ricevere e riproiettare, raddoppiandola, l’intensità della luce solare, anche – e soprattutto – quando piove. Il tetto raggiunge i 47 metri di altezza nel punto più alto, 37 in quello più basso: è stato calcolato che statisticamente un pallone ovale non viene calciato più in alto di 29,4 metri, quindi nessuna preoccupazione di centrare il soffitto (…) uso esasperato di pannelli solari e forme eco-sostenibili di energia: il complesso è stato realizzato con il 97% di materiale riciclato. Il New Otago Stadium (Forsyth Barr è il nome ufficiale) sorge non lontano da Logan Park e dai campi degli Otago Highlanders, dove prima c’era una fabbrica di pesce e curiosamente o forse nemmeno troppo – qui la popolazione è tutta di origine scozzese – accanto ad un fiume che si chiama Leith, come quello di Edimburgo.
L’inaugurazione è prevista per il 7 agosto con il match tra North Otago e West Coast. “Poi altri quattro-cinque incontri, e il primo vero test il 10 settembre con Inghilterra-Argentina”, spiega David Davies, chief executive officer del progetto. Che conferma l’interessamento di alcune squadre di calcio scandinave (ed una – molto nota – francese), intenzionate a costruire qualcosa di molto simile a casa loro. (…)
