L’Aquila, immagini da una città ferita prima, violentata poi. Di Alessandra Di Stefano ed Elisa Mastroianni

Oggi non è un giorno come gli altri. Oggi sono due anni dal terremoto che ha colpito L’Aquila, e chiunque segua con un briciolo di passione il rugby sa che quella città non è come le altre. Non sto facendo una scala di “valori” in base a parametri rugbistici (l’Aquila “vale di più” del Molise, per esempio? No), ma è normale che i nostri interessi e le nostre passioni in qualche modo influiscano anche sulle tragedie. Credo sia una cosa molto normale, umana. A qualcuno – per esempio – la scomparsa di Senna è scivolata addosso, altri l’hanno vissuta con disperazione. Ecco, una cosa così.
L’immagine che vedete l’ha scattata una delle fotografe che spesso arricchiscono queste pagine con le loro foto Alessandra Di Stefano. E’ dell’11 agosto scorso. Scommetto però che da allora, purtroppo, non molto è cambiato.
Alessandra fece un reportage assieme a Elisa Mastroianni (altra fotografa che bazzica spesso in casa del Grillotalpa…), che trovate a questo link.
“Abbiamo ricostruito L’Aquila” dice qualcuno. Continuamente. Sarà, ma non mi pare.
Forza L’Aquila!

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