Lasciate che i bambini vadano da Castro…

Il sito minirugby.it propone oggi stralci di una intervista rilasciata da Martin Castrogiovanni al GT Ragazzi della Rai. Ecco un’anticipazione

Ieri mattina la troupe del GT Ragazzi della RAI ha girato un lungo servizio alla Borghesiana a Roma, sede del raduno della Nazionale Italiana di rugby. Ad introdurre la troupe televisiva nel mondo dell’ovale sono stati i ragazzi della Rugby4Us (associazione che utilizza il rugby per favorire l’integrazione dei bambini diversamente abili) e dei Rugby Friends (la squadra sostenuta da minirugby.it che si forma con ragazzi di diverse città e club in occasione di alcuni tornei e gioca per il soli motivi del divertimento, della amicizia e della solidarietà), che hanno aiutato la conduttrice a spiegare ai giovani telespettatori le “misteriose” regole del rugby, con l’aiuto di un grande campione: Martin Castrogiovanni.
(…) Tante domande per un discorso a tutto campo.
Quale caratteristiche deve avere un allenatore di minirugby?
“Deve innanzitutto avere un profondo amore per i ragazzi” – ha risposto Castro – “deve avere il piacere di stare in mezzo a loro di vederli crescere giorno per giorno. Deve farli divertire, dimenticando tatticismi e competitività. L’obiettivo non è la vittoria, ma giocare. Nessuno deve fabbricare piccoli campioni.”
Cosa vedi di diseducativo nello sport?
“La violenza, le contestazioni dei tifosi alle squadre. I giocatori sono professionisti che onorano in campo i loro contratti, anche quando vengono sconfitti. La violenza fa considerare gli avversari e i loro sostenitori dei nemici. Non è così, non deve essere così. Tutti devono avere solo il piacere di condividere una passione comune.”
(…) Cosa pensi delle iniziative della Rugby4Us e dei Rugby Friends?
“Sono venuto in contatto con loro attraverso Facebook e ho iniziato a seguire le loro iniziative. E’ una cosa bellissima, un vero esempio di ciò che tutti dovrebbero fare. I ragazzi si trovano insieme per giocare. Non importa da dove vengano, che cosa abbiano fatto prima, che cosa siano capaci di fare. Ciascuno ha le sue abilità e le sue capacità, anche diverse. L’importante è stare insieme, aiutandosi, sostenendosi,  lottando insieme per divertirsi. Senza pensare alla vittoria.” (…)

A QUESTO LINK TROVATE TUTTA L’INTERVISTA

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