Articolo che ho scritto per il bel blog Sport minori a chi?
Diciamocelo chiaro. Se a qualsiasi appassionato di rugby viene chiesto a bruciapelo “quali sono le tre nazioni più importanti della palla ovale?”, la risposta immediata (quasi un riflesso pavloviano) è solo una: Nuova Zelanda, Australia e Sudafrica. Con buona pace di noi europei e soprattutto degli inglesi, che comunque avranno l’eterno merito di aver inventato e diffuso questo sport. God bless the queen. E mentre nel Vecchio Continente si sono iniziati a incrociare i tacchetti per il Sei Nazioni 2011, nell’emisfero australe sta per iniziare il Super 15, o come ormai viene comunemente definito, il Super Rugby. Trattasi di un vero e proprio campionato che raccoglie 15 squadre dai tre suddetti Paesi, equamente distribuiti. Un torneo che in questa forma e numero è una novità, ma che in realtà ha una storia di tre lustri alle spalle: il Super 12 infatti è esistito dal 1996 al 2005, per poi trasformarsi l’anno successivo in Super 14, formula che è rimasta invariata poi fino alla scorsa stagione. A essere sinceri la storia si può allungare fino al 1986, quando venne creato il South Pacific Championship al quale partecipavano neozelandesi, australiani e figiani. Che qualche anno dopo divenne Super 10, con l’ingresso di samoani e tongani.
L’equità di numero di partecipanti per ogni Paese – 5 per l’Australia, 5 per la Nuova Zelanda e altrettante per il Sudafrica – è però una novità di quest’anno. Il Super 12 vedeva infatti una preponderanza neozelandese (5 squadre) a fronte di una minoranza degli altri due Paesi (4 per il Sudafrica e 3 per l’Australia). Il Super 14 consentì ai sudafricani di raggiungere i maori e agli australiani di diminuire ulteriormente il gap. A portare l’assoluta parità infine saranno quest’anno i Melbourne Rebels. Questi ultimi hanno una particolarità tutta loro: a differenza delle altre 14 rappresentative – tutte in qualche modo riferibili alle tre federazioni nazionali – i Rebels sono “esterni”, di totale proprietà di un gruppo privato. A gestire il tutto è la Sanzar, una sorta di super-federazione creata ad hoc.
Il continuo crescere di numero di formazioni ha imposto anche modifiche alla formula del torneo: fino allo scorso anno si giocavano partite secche senza gare di ritorno, come nel Sei Nazioni. Le prime quattro andavano alle semifinali e quindi le vincitrici si giocavano il titolo. Anche semifinali e finale si giocavano con una partita secca. Da quest’anno invece sono state create tre Conference, una per Paese, e si giocano partite di andata e ritorno. Previste però anche gare “esterne” alla propria Conference, per un totale di 16 partite garantite a tutti i partecipanti. Quindi i playoff – la cui formula è diventata piuttosto complessa – con semifinali e finale secca. A portarsi a casa più titoli finora sono stati i Crusaders di Canterbury (NZ) con 7 vittorie. Ben distanti i Blues di Auckland (3 trofei conquistati) e i Bulls di Pretoria (Sudafrica, sempre 3). I Brumbies di Canberra sono invece la squadra australiana più titolata – l’unica a dire il vero – con due vittorie.
Il migliore torneo del mondo? Forse. Probabile. Nel nostro emisfero solo quello francese al momento può stargli dietro. Il vantaggio che ha il Super Rugby sta nelle politiche decise da tempo dalle tre federazioni coinvolte: se vuoi essere convocato in nazionale devi giocare in una nostra franchigia. Queste tiene nelle terre natìe i sudafricani, gli australiani e i neozelandesi più forti. Non solo: fa da polo di attrazione per quelli che invece giocano all’estero. L’ultimo clamoroso caso è quello di Sonny Bill Williams, giovane e fortissimo centro, che pur di vestire la maglia degli All Blacks ai prossimi mondiali ha abbandonato un anno fa un ricchissimo contratto che lo legava al club di rugby a 13 di Tolone. Ora veste la divisa del Canterbury. Con grande gioia del ct neozelandese Graham Henry. Due cose prima di finire: si parte il prossimo 18 di febbraio. E secondo, il Super 15 così come lo conosciamo durerà poco: forse già l’anno prossimo arriverà anche una franchigia argentina.

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