Rugby a 13: un po’ di salsa inglese sull’Italia

Dall’ufficio stampa della FIRL

In accordo con la RLEF, la FIRL nomina come Assistente del Direttore Tecnico, il signor PAULBROADBENT, al fine di incrementare lo sviluppo tecnico della FIRL e dei club ad essa affilitati.
Paul “the bean” Broadbent, allenatore della prima squadra della franchigia del Wakenfield Wildcats,affianca coach Carlo Napolitano nella conduzione tecnica della Nazionale e dello sviluppo tecnico delrugby league in Italia.
Paul ha aderito, con entusiasmo, al progetto presentato dalla FIRL per lo sviluppo del rugby a 13 in Italia. Paul Broadbent, è stato un giocatore di rugby league di alto livello, disputando dal 1987 al 2002 ilcampionato professionistico inglese di rugby league (Superleague), collezionando, inoltre, nella suacarriera anche 5 presenze con l’Inghilterra ed 8 con la I Lions della Gran Bretagna.
Con l’ingresso di Paul Broadbent, nei ranghi tecnici, la FIRL avrà un costante riferimento di alto livello perlo sviluppo tecnico dei giocatori italiani e dei clubs affiliati FIRL.
Accettando l’incarico, Paul dichiara:
1. In accordo con la RLEF , sei stato nominato come Assistente del Direttore Tecnico ed allenatore dellasquadra nazionale con Coach Carlo Napolitano al fine di supervisionare lo sviluppo del rugby leagueitaliano (FIRL) e di condurre assieme a Carlo, l’ ITALIA nelle qualificazioni della Coppa del Mondo,come ti senti in questo nuovo ruolo?
Paul Broadbent: Sono molto lieto di essere stato coinvolto in questa realta, che ho notato comeun’organizzazione molto appassionata, entusiata. Posso vedere che c’è il bisogno di sviluppare laconoscenza del gioco e la tecnica individuale dei giocatori italiani. Penso che ci sia una reale opportunità divedere grossi progressi della FIRL come una forza del rugby league internazionale, sembra che la FIRL stiamuovendosi nella direzione giusta con uno sforzo cosciente nello sviluppo dei giocatori provenienti dalcampionato italiano per elevarli ad un livello di elite nel rugby league internazionale.
2. Hai già visto la nazionale Italiana giocare cont oil Galles, cosa pensi della squadra e dello stato disalute della FIRL?
P.B.: la partita è stato una buona pubblicità per chiunque voglia giocare a rugby league in Italia. Possovedere, la logica della FIRL e la capisco bene, penso sia la cosa migliore usare I giocatori provenienti dalcampionato italiano per giocare contro le nazioni in via di sviluppo e selezionare giocatori più esperti (italo-austaliani) per competere con nazionali più sviluppate. Per portare questo sport in Italia, il campionato italiano deve crescere ed alzare il proprio livello con più squadre possibili. Nella partita contro il Galles, leline di corse erano buone ed anche le opzioni di gioco vicino il ruck e dalla parte chiusa, dopo aver vistotutto ciò vedo un fututo molto positive per l’ Italia.
3. Cosa ti ha impressionato della Nazionale Italiana ?
P.B.: Le cose che mi hanno colpito nella partita contro il Galles sono state il desiderio di vincere, lo spirito el’attitudine a non mollare mai, per raggiungere la vittori.
4. Cosa vorresti apportare alla FIRL?
P.B.: Mi piacerebbe pensare di portare un sviluppo sulla tecnica individuale di base e di aiutare a capire lestrategie di gioco e gli schemi di gioco.
5. Cosa pensi del futuro della FIRL?
P.B.: Rischiando di ripetermi, penso che il futuro della FIRL sia molto buono, ero molto lieto e sorpresodallo standard della squadra italiana che ha giocato in Galles e da quella che ho visto giocare (in video)contro la Serbia (European Cup 2009)

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