La IRB Pacific Nations Cup 2011 si terrà nelle Isole Fiji. La decisione è stata annunciata poche ore fa dopo la definitiva rinuncia del Giappone: il Paese del Sol Levante avrebbe dovuto ospitare la manifestazione ma il terremoto e lo tsunami dello scorso 11 marzo hanno spinto Tokyo a prendere una decisione amara. Le date rimangono le stesse: si inizia il 2 luglio, si finisce il 13. Solo una gara si giocherà a Tokyo, quella tra Giappone e Samoa.
Categoria: Estero
Tonga, dove sono finiti i soldi IRB?
Un milione e mezzo di euro svaniti nel nulla. Soldi provenienti dall’International Board, destinati alle casse di Tonga e poi volatilizzati. Soldi che l’IRB aveva elargito dopo il Mondiale del 2007 per lo sviluppo del movimento nell’arcipelago. Aperta una inchiesta anche da parte del governo di Nuku’alofa (la capitale).
Altri Barbarians per Inghilterra e Galles
Ci saranno anche Mathieu Bastareaud, Carl Hayman e Paul Sackey tra i Barbarians che tra fine maggio e inizio giugno giocheranno contro Inghilterra (29 maggio) e Galles (6 giugno).I tre vanno ad aggiungersi ai già invitati Sergio Parisse, François Steyn, Ruan Pienaar, Iain Balshaw, George Smith e John Hayes.
In panchina ci sarà il tecnico del Cardiff David Young.
Cobra e Bufali, storie da un altro rugby
Manuel Bonomo per Il Giornale di Brescia
Oggi i Kobs (Cobra) sfidano i Buffaloes sul loro campo, nel Kyadondo Rugby Club di
Kampala. Un bel campo, ma un luogo tristemente celebre per «l’11 settembre
ugandese»: nella notte tra 111 e il 12 luglio 2010, due kamikaze si fecero saltare
a Kampala, in un ristorante etiopico e appunto nella club house del Kyadondo Rugby
Club, uccidendo in tutto 78 persone che stavano guardando in Tv la finale dei Mondiali
di calcio in Sudafrica. Gli attentati furono rivendicati da un gruppo terroristico somalo
legato ad Al Qaeda.
Oggi il campo del Kyadondo pare in ottime condizioni, destano qualche perplessità i cavi dell’alta tensione che in parte lo attraversano, ma «accade solo raramente di colpirli» ci dicono. A bordo campo si vendono arachidi, banane e spiedini. I tifosi sono pochi, ma molto rumorosi e agguerriti. Sono i Kobs i superfavoriti, ma a pochi minuti dal calcio d’inizio i Bufali si portano avanti 3-0 su punizione. L’agonismo è altissimo e il gioco si dimostra
subito più fisico che tecnico: alle azioni veloci dei trequarti si preferiscono azioni di sfondamento con la mischia: i Bufali, schiacciati nella loro area dei ventidue, hanno
un bel daffare per difendere quei 3 punti di vantaggio.
In campo vaga anche un enorme uccello marabù, una specie di grande cicogna scura
con un becco spropositato che evidentemente ha qualcosa a che vedere con i «Cranes», le gru, come viene chiamata la nazionale ugandese di rugby. Placido e per nulla spaventato
il marabù passeggia nella metà campo dei Kobs: può stare tranquillo, la mandria dei Bufali è tenuta a debita distanza dalla pressione della squadra di casa.
Un giocatore delle giovanili degli Heathens, la cui allenatrice è una donna «molto grassa e fortissima» mi spiega che la nazionale ugandese è forte nel Continente Nero, ma quando gli chiedo del Sudafrica lo vedo sgranare gli occhi come se parlassi di alieni: «No, no, il Sudafrica non può giocare con noi!».
Siamo sul finire del primo tempo e i Kobra paiono ancora assopiti. Un altro spettatore mi parla di squadre ricche e squadre povere e mi spiega che il tifo è influenzato anche da questo: lui, per esempio, non sopporta i Kobs perché troppo snob e tifa Buffalo. D’altronde
chi durante il giorno si spezza la schiena portando pesi disumani o guidando un moto taxi
per 12 ore tra la polvere e il caldo tropicale, non ha di certo né il tempo né le energie per allenarsi come si deve.
Nel secondo tempo i Kobra si presentano in campo decisamente più… velenosi, con un’energia che li porta a vincere il match 32 a 3. Stretta di mano finale e via a casa:
nuvole nere promettono pioggia. Pioggia tropicale.
Salary cap: la Francia alza il tetto, l’Inghilterra mugugna
Il Top 14 (il campionato francese) alza il salary cap, da 8,1 a 8,7 milioni di euro. Tanto potranno spendere i club in ingaggi (al netto degli oneri contributivi). Poco più di un buffetto per chi è abituato alle cifre della palla rotonda, ma per il rugby sono tantissimi.
Un aumento destinato a creare non pochi malumori al di là della Manica. Perché in Inghilterra le varie società si lamentano – e non poco – per un tetto salariale che ritengono basso in assoluto (4,7 milioni di euro) e soprattutto troppo inferiore ai francesi, con effetti che si riverberano sui risultati agonistici. Che in effetti da qualche anno arridono soprattutto ai club transalpini.
