L’Halloween al contrario delle Zebre: un lungo anno celtico di sole sconfitte

In questo primo scorcio di stagione celtica le Zebre hanno giocato 6 partite e ne hanno perse altrettante. Due i punti di bonus messi in cascina, 67 punti fatti e 212 incassati per uno differenziale di -145.
Ieri cazzeggiando sui social ho trovato un post di (mi pare di Rugby.it, potrei sbagliarmi, ma non lo ritrovo più) che ricordava che la franchigia federale non vince in Pro14 da oltre un anno solare.
Beh, è vero.
Nella stagione 2018/2019 i bianconeri hanno giocato 21 gare, 18 perse e tre vinte con 19 punti finali in classifica (peggiore performance del torneo: i Southern Kings hanno portato a casa 22 punti e i Newport Dragons 26), preso 640 punti a fronte dei 260 fatti per un complessivo -380. Le Zebre hanno vinto con i Kings alla prima giornata, i Cardiff Blues alla 3a, ultimo sorriso con Edimburgo alla 7a. Poi più nulla. In tre partite il tabellone è rimasto fermo a zero, molti i match in cui si è concesso il punto di bonus offensivo agli avversari.

Ci sono sicuramente delle giustificazioni, degli alibi: gli infortuni, una panchina corta e/o non all’altezza, ingaggio di atleti stranieri che portano poco o nulla, le cavallette, le piaghe bibliche o il cane che ha mangiato il quaderno con i compiti. Quello che volete.
Tutto vero, ma questi sono fatti e numeri inoppugnabili che dovrebbero spingere a farsi qualche domanda, a rivedere cose. Succederà mai? Qualcuno o qualcosa verrà mai messo in discussione oppure vinceranno le solite giustificazioni che si ascoltano e che si leggono anche per altre selezioni che portano una maglia azzurra? Mah…
Intanto mettiamo un cerchio sul calendario attorno al 15 dicembre: in quella data – un anno fa – le Zebre hanno battuto a Parma i russi dell’Enisei in un match di Challenge Cup. E’ stata l’ultima vittoria tout-court dei bianconeri. Speriamo di vederne una prima di quel giorno.

Ps: oggi OnRugby pubblica un reportage sui minutaggi dei permit players di Benetton Treviso e Zebre in questa prima tranche di stagione. Si sottolinea che alcuni giocatori “hanno potuto giocare, quando non impegnati in Pro14, nel Top12, massimo campionato italiano”. Tutto bene, finalmente verrebbe da dire.
Domanda: qualcuno ha visto da qualche parte le regole con cui viene normato il capitolo permit players? Quali siano gli obblighi, i doveri e diritti di atleti e squadre coinvolte? Oppure si sta facendo tutto come al solito, con accordi privati al di fuori di qualsiasi norma (che evidentemente non c’è) e che alla fine non possono che creare figli e figliastri? Ma davvero sta roba sta bene ai club del Top 12? Presidenti, leggete qui: poi non lamentatevi eh…

13 risposte a "L’Halloween al contrario delle Zebre: un lungo anno celtico di sole sconfitte"

  1. Geo

    Con Guidi allenatore hanno vinto 8 partite i due anni. Con Braley 10 nello stesso periodo. C’è da dire che Braley ha sicuramente usufruito di una situazione lavorativa migliore. Boh… Nulla contro quest’ultimo ma certo che mi ricordo di due anni fa che molti lo volevano santo subito.

  2. Vittorio Pesce

    Un filino off topic ma nemmeno troppo: non nutro alcuna simpatia ne stima per il presidente federale, ma, come dire, per il vissuto sportivo e professionale gli ho sepre attribuito il minimo di buonafede che si deve ad ogni essere umano sino a prova contraria.
    Mai avrei creduto che, come fa in una nota ufficiale di questi giorni, arrivasse a definire il mondiale dell’Italia “il migliore di sempre” in virtu’ del punticino a tavolino contro i neri.che ci ha’ permesso di essere la migliore tra le terze
    Meschino

    1. sentenza

      Questo può essere il suo unico cavallo di battaglia elettorale: una partita non disputata. “COS’altro” può avere?

    2. Mamo

      Generalmente chi commenta nei blog è solo un appassionato o un un tifoso ma ci sono le eccezioni come te.
      Noi, io, minus qual merdam, possiamo scrivere e criticare quanto vogliamo ma, tutti assieme, non valiamo nemmeno un due di briscola mentre sono quelli come te, quelli che hanno indossato dei caps, che potrebbero unirsi e gridare al mondo sportivo quanto sia “inadatto” un uomo cole luilì a guidare quella Federazione che voi, con onore, avete rappresentato.
      Fatelo, vi prego, e la mia non è una provocazione ma un accorato, sincero e serio invito.

      1. Vittorio Pesce

        Mamo, conosci Mamma Roma addio di Remo Remotti? se si sai cosa intendo, se no cercalo sul tubo, e’ un capolavoro. Quindi io ho parafrasato Remotti e ho detto Mamma Italia addio, ancora 6 , quasi 7 anni fa’. Perche’ ero stufo di vivere in un paese in cui non mi riconosco, e da vigliacco me ne sono ito. Ci sono molti ex azzurri ben piu’ titolati del sottoscritto che hanno scelto di schierarsi, chi con Viale Francia, chi con l’opposizione. Io da lontano assisto allo sfacelo, quando proprio la presa per i fondelli e’ palese non reggo e dico la mia, ma se si vuole davvero bene al nostro movimento, la rivoluzione, come qualsiasi cambiamento deve venire dalla base. Se ci sono presidenti di societa’ che si vendono per un manto erboso o per una sala pesi, e si eleggono sempre i soliti noti vuol dire che va bene cosi.
        ad maiora

  3. mauro

    Secondo alcuni illuminati il problema zebre lo si risolve mandando un club a caso in pro12 destinando tutte le risorse alla franchigia federale. Siccome nulla si perora per caso è credibile che una volta fatto questo passo si possa proseguire nella modernizzazione del rugby italico portando il tutto a Calvisano così da far quadrare i conti, finalmente.
    Purtroppo uno dei refrain che ci dovremo sorbire nel prossimo anno fino alle elezioni è quello indecente del nono posto della nazionale, condito con quello dell’U20. E la claque che sostiene il preside continuerà a nascondere la polvere sotto i tappeti a Parma e non escludo che riescano a portare un Beluga a giocare con le Zebre, se non altro non perde il controllo della palla

    1. massimiliano

      …non fosse che la proposta del Petrarca spariglia le carte. Come rifiutare chi arriva con soldi e capacità? Sarebbe il suicidio politico dello zio al. E probabilmente la morte del rugby italico, ma questo a quelli lì non importa

    2. Hrothepert

      mauro, voglio svelarti un segreto, gli “illuminati” in realtà non esistono, sono quelli che non capiscono una cippa lippa che li percepiscono come tali!!! 😀

  4. Tomas de Torquemada

    Il clima pare non sia cambiato rispetto a quando alle Zebre gli avevano affibbiato un “presidente istituzionale” che mentre la “sua” squadra vinceva in trasferta “lui” era a vedere giocare il figlio con la Benetton. Questa se roba che si fa peccato anca solo a pensarla … eppure! Si può fare “mercato” portando a Parma giocatori stranieri a fine carriera con già la pancia piena? Quindi sostituire le Zebre con altra società/franchigia? Si può mettere danari in un cestino bucato? Padova è la risposta? Non saprei ma a questo punto, francamente, tutto va bene purché il “nuovo” sia strutturato per un rugby di livello consono, ergo, non sia traslocato l’attuale staff tecnico e dirigenziale (il dito non può indicare il solo HC, che comunque non mi pare una lametta, ma TUTTO lo staff, ripeto tecnico e dirigenziale, mi pare non abbiano la bava alla bocca che si dovrebbe avere ma vivono in un clima di massimo relax a prescindere da come vanno le cose… anche perché non ci sia nessuno che li misura sulle performance!).

    1. sentenza

      E’ lo stesso Gavazzi che ha appena trovato e indicato a tutti la soluzione: se considera una partita non disputata come il miglior risultato della nazionale deve valere lo stesso per le zebre (nonchè tutto il rugby): avranno il miglior risultato se non parteciperanno.

  5. Matteo Biasio

    Ciao Paolo,
    ieri leggevo Duccio e delle parole rivolte a un tuo collega su una eventuale richiesta di dimissioni di Ascione. Come sai tutto funziona bene i problemi non esistono e i permuta player sono la solita storiella ore elettorale. Quindi noi qua leggiamo ci lamentiamo ma nulla cambia. Meglio c’è chi prova a forzare la mano (Benetton) annunciando iniziative sulla formazione di tecnici medici e allenatori. È tutto normale. Domanda d’obbligo adesso però che se ne sa dei fantomatici candidati ?

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