Quarti di finale e semifinali mondiali nel Tinello di Vittorio Munari

La vittoria netta del Sudafrica sul Giappone, quella (molto) più sofferta del Galles sulla Francia, quelle senza appello di Inghilterra e Nuova Zelanda rispettivamente su Australia e Irlanda. Cosa lasciano i quarti di finali della RWC in corso in Giappone, cosa bisogna aspettarsi dalle semifinali?
Palla a Vittorio, che dice la sua anche su Jaco Peyper…

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5 risposte a "Quarti di finale e semifinali mondiali nel Tinello di Vittorio Munari"

  1. Stefo

    Irlanda: oh finalmente qualcuno che parla di Murray! Murray e’ un anno che non gioca ai suoi livelli, per la precision non e’ mai rientrato ai suoi livelli dall’infortunio al collo dello scorso anno. Sul box kicking di Murray completamente deficitario ne avevo discusso coi compagni di merenda via email…anche quello e’ un annatto che e’ andato, e sia con la Nazionale che con il Munster.
    Per il resto, piu’ che dover vincere per credibilita’, io penso che il grosso lavoro di Schmidt fosse di dover vincere perche’ I giocatori ci credessero. Battere gli Abs per due volte, vincere in Sud Africa per la prima volta, vincere una serie in Australia, battere tutte e 3 le Sanzar in un anno solare…Hansen in psot aprtita ha perculato l’Irlanda sulla questione esperienza ed essere vincenti, ecco Schmdit ha provato a creare quel gruppo vincente non solo esparto, e sembrava esserci riuscito…fino a questa stagione. Arrivati corti, mancanza di cambiamento del gioco che e’ diventato prevedibile per gli avversari dopo 3-4 anni, uno stato di forma generale deludente e giocatori chiave sottotono. Munari nomina Furlong, Kearney, Murray…ma si possono aggiungere CJ, POM, Henderson, Ringrose…alla fine della fiera in generale la squadra e’ sembrata fuori forma nel suo insieme, per me molti paralleli con l’Irlanda del 2007 e quella di oggi, squadra “under-cooked” come la deifini’ al ritiro BOD quella del 2007, forse anche questo giro si e’ sbagliato quello.

    Sulla profondita’…se la cartina di tornasole sono gli Abs son tutti corti…nessuna nazionale al mondo lascerebbe fuori Ioane non solo l’Irlanda, neanche l’Inghilterra. Si puo’ discutere su alcune scelte e su alcune situazioni creatisi…da Paddy Jackson su cui si e’ lavorato per 2 anni come vice-Sexton e con successo perso per motivi extra-rugbystici (giustamente per me), Zebo che va in Francia e si autoesclude cosi’ (politica che non pup’ cambaire o si eprdono tutti I giocatori di prima fascia), infortuni ad un giocatore che nessuno ricorda mai abbastanza quanto chiave e’ stato nel ciclo vincente dell’Irlanda: Dan Leavy!

    Infine poi c’e’ da aggiungerci la gestione della pressione: come detto sopra, Schmidt ha dovuto creare la mentalita’ vincente all’Irlanda, toglierle quelle scimmie dale spalle che erano gli Abs mai battuti, vincere a Parigi con la Francia, in generale un senso di inferiroita’ con le emisfero sud…il problema e’ statio poi che arrivato al top un anno fa non sembra sia riuscito a creare quella “calma dei forti” che permette di gestire le prossioni e le attese…lo ha detto per primo lui che questo quarto era nella loro testa da un anno, che non pensavano ad altro da un anno a sta parte…non son riusciti a trovare quella capacita’ di egstire la cosa, e questo probabilmente sara’ il prossimo step da fare per Farrell ed il suo staff.

  2. Geo

    Sulla benzina alla fine sono d’accordo. come mi sembra evidente che le le tre che non avevano giocato hanno dimostrato di avere molta più birra degli avversari nei quarti. Alla fine credo che ad alzare la coppa sarà ancora NZ. Mi sembrano i più confidenti e con molte più armi dalla loro parte

  3. LiukMarc

    Be oddio, Irlanda “corta” mi sembra un po’ tirato. Forse in alcuni ruoli chiave come livello delle “seconde scelte”. Poi come dice Stefo, se ti giochi gente come Zebo e Jackson (o Madigan prima di lui) per la regola degli overseas, ti fai ancora più male…Ma credo che pesi di più uno stato di forma e di gioco di interpreti chiave più basso della (loro) media. Irlanda che è ancora troppo Murray-Sexton dipendente, e il primo non girava già al 6N, il secondo sono anni che si prende botte e tira spesso la carretta, non è eterno. In più davanti Furlong e Healy non hanno dominato come al solito, e anche Stander e O’Mahoney sembravano un po’ in riserva.
    Sul Galles sinceramente non mi aspettavo tale fatica. Forse paga un girone più difficile e dispendioso delle altre, ha giocato tutte le partite e il quarto senza J Davies (e Patchell manco entrato). In partenza, anche alla luce del loro 6N e di chi hanno in panchina, li scommettevo in finale, sono arrivati a giocarsi il passaggio, vedremo. Non li darei per spacciati con il Saf che intanto perde Kolbe e dietro, con un Le Roux davvero lontano parente di se stesso, dipende troppo da quanto sfonda De Allende.

      1. LiukMarc

        Si be, l’Italia ha la coperta corta, l’Irlanda secondo me sono arrivati più corti di fiato e testa che di giocatori. Che poi si accorcino la coperta perchè a loro piace cosi è un altro discorso, ma in linea teorica la profondità c’è un po’ ovunque. In questo senso non ero molto d’accordo con Munari

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