Verso il Sei Nazioni: quando un’assenza dice più cose di una presenza

C’è il ritorno di Barbini (finalmente!), quello di Esposito e il debutto di Sisi, ma nel primo elenco diffuso dal ct Conor O’Shea la scelta che ci dice più cose sullo stato dell’arte del nostro rugby è la non convocazione di Fuser…

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13 risposte a "Verso il Sei Nazioni: quando un’assenza dice più cose di una presenza"

  1. Gysie

    Italia e Francia hanno reso noti i 31 selezionati nello stesso giorno e mi sembra che l’idea sottostante sia la medesima. Credo che O’Shea si sia rotto di perdere le partite e abbia scelto i 31 uomini che, secondo lui, possono conseguire i risultati, indipendentemente dal luogo di formazione. Direi che la chiamata di Barbini non va sottovalutata, proprio alla luce del post di qualche tempo fa, nel quale era stato messo in luce lo scarso feeling “politico”: una cosa che ora a O’Shea interessa nulla. Ci sono pochi asterischi? Siamo messi male a seconde linee? Che sorpresa. Certo, la filiera FIR ha le sue brave colpe; però… ancora una volta, guardiamo fuori dal mondo ovale. Ma avete presente come è messo il basket, cioè uno sport in cui si gioca in cinque al coperto? Nel 2018 le nazionali giovanili hanno strappato al massimo un ottavo posto in Europa…e la Nazionale maggiore è lì che tribola per la qualificazione. Ah beh la pallavolo…sport che noi italiani pensiamo sia molto più importante nel mondo di quanto lo sia effettivamente. Purtroppo, il problema in seconda linea persiste; come quello a mediano di mischia, dove le responsabilità della filiera sono sicuramente maggiori. Nel ruolo in cui ci vorrebbe più leadership abbiamo spesso trovato giocatori che, già sul breve periodo, non erano così incisivi come qualcuno gli aveva fatto credere. Con il risultato che, ad oggi, quelli più affidabili sono quelli con meno grilli per la testa (eh, l’esperienza!).

  2. gian

    come da te accennato qui si tratta di un raduno, i morti ed i convocati veri li conteremo tra un mesetto circa, quindi aspetterei ad essere felice di vedere alcuni nomi, critico su altri e spulciare chi c’è e chi manca, forse l’unica indicazione da considerare è che lo staff (quindi parlo di tutto il sistema e non di COS preso singolarmente, in quanto non possiamo conoscere i pesi relativi dei diversi elementi, in fase di selezione), forse si stà accorgendo di avere sbagliato molto in questi due anni e comincia a mettere dei punti di domanda sulle proprie certezze, cosa molto positiva (poi avere mezza squadra rotta tende a far provare novità).
    di barbini, sisi, esposito, ruzza si è già detto molto, un po’ la mancanza di alternative e le prestazioni convincenti autorizzano a testarli, direi che cercare di approfondirne i significati della chiamata sia inutile.
    diverso il discorso seconde, l’assenza di fuser (ma io mi chiedo anche il perché dell’accantonamento di furno), fa rumore, vero, la chiamata di sisi anche, per il discorso formazione, ruzza resta nel limbo, le altre seconde più o meno adattate ed italiche, lasciano sempre diversi punti di domanda, per quanto rimangano efficaci, però dire che in prospettiva non c’è nulla, mi pare eccessivo, vero che non siamo il paese delle seconde enormi (ma paghiamo dazio, sotto quel punto di vista in tutti gli sport dove il rapporto altezza/potenza ha dei ruoli specifici, basket è anni che non abbiamo centri efficaci, i centrali a volley sono sempre “agili” e pochi potenti, sui lanci e getti in atletica il nulla etc etc), ma si stà formando una generazione di seconde “dinamiche” con fisico, ruzza, fuser e sisi potrebbero essere la testa di ponte, iachizzi, cannone, krumov, ortis (questi due credevo crescessero di giri più in fretta, ma non stanno bucando le possibilità), venditti (se si dinamizza un po’) ed altri giovani potrebbero essere l’upgrade di questa prima nuova tipologia di seconde, e sono tutti made in italy, certo che i ragazzi, vecchissimo discorso, vanno fatti giocare e vanno testati, il top12 tanto vituperato va benissimo per abituare i ragazzi ad una diversa intensità fisica, ad un diverso tipo di gioco, a doversi sudare il posto a suon di prestazioni ed ad affrontare dei furbi temprati da mille battaglie, ma può andare bene per 2 o 3 anni, poi bisogna passare allo step successivo, il professionismo vero, altrimenti rischi di trovarti dei golem in pietra che non hanno più nessuna capacità di aumentare i giri, però troppo spesso pare che si preferisca prendere il buono in giro e poi vedremo

  3. Jiambo

    Polemica inutile. Hanno tolto a Treviso 3 seconde linee (Ruzza, Budd e Zanni). Gliene lasciamo qualcuna durante il 6 Nazioni, oppure a Benetton si devono giocare i playoff di Pro14 con Sgarbi in seconda linea? Fuser e Biagi non sono convocati perchè servono alle franchigie, non ci vedo errori o polemiche ma solo un pizzico di lungimiranza (finalmente, aggiungerei)

  4. Giovanni

    Forse mi sbaglierò, ma sospetto Fuser sconti la opaca prestazione contro l’Australia (vedasi alla voce touche) e un periodo di forma non proprio brillantissimo. Ma il discorso della filiera è senz’altro il più interessante, perché i fatti dimostrano che una parte consistente di coloro che arrivano alle franchigie, a seguito della trafila accademia-under20-campionato, fanno molta fatica ad adeguarsi al livello professionale, ultimo e decisivo step per poter poi performare in nazionale. Tu accenni giustamente alla situazione in seconda linea e subito penso a Krumov che dovrebbe essere più avanti nella maturazione di dove sia. Qualcosa del genere si sta cominciando ad avvertire anche in altri ruoli, come il mm dove, venuto meno Gori, si sta assistendo a una difficoltà di nuovi elementi ad emergere. Basta che qualcuno si perda per strada nel corso della carriera (Semenzato, Lucchese) e tutto il sistema va in affanno. Filiera eccessivamente esigua per quantità e qualità unita ad un Top12 di livello ancora troppo basso per completare al meglio lo svezzamento dei prospetti più promettenti sono il collo di bottiglia che impedisce all’alto livello di poter essere maggiormente competitivo. E le franchigie son costrette a riempirsi di stranieri per tappare i buchi rimasti scoperti.

  5. davide p.

    la nostra filiera ha prodotto quello che poteva permettersi, ed è andata bene fino a quando è rimasta in piedi la stagione degli italo/argentini, chiaramente parlo per il singolo e la qualità che è riuscita ad esportare in campionati esteri. ora che questa stagione è finita e di mezzo sangue di qualità non se ne vedono la linea è improvvisamente volta verso la crescita interna, quando fino a ieri i nostri erano messi in ombra;continuiamo a spulciare l’albero genealogico del presunto cavallo di razza, ma del pane nostrano se ne produce sempre meno.

  6. fracassosandonà

    Fuser ha davanti a se 10 partite con il club (speriamo di più 🙂 ) per far cambiare idea ad O’Shea… che in ogni caso lo farebbe a scapito credo di Zanni che comunque qualche mondiale l’ha già giocato…
    su Ruzza invece ho molta fiducia… a differenza di altri pari ruolo ha sia mani sia idee; il fisico non gli manca… dovrà lavorarci sopra ancora un po’ ma secondo me uno dei due lock ce l’abbiamo praticamente pronto…

    in terza linea le convocazioni di Oshea fanno scopa con quelle in seconda: per arrivare al numero legale ai fini della validità dell’assemblea abbiamo importato a piene mani anche lì: nonostante i proclami di chi dice che nel ruolo siamo prolifici, dobbiamo ricorrere ai Meyer e ai Tuivaiti… Spero che la gente abbia la pazienza di aspettare i giovani anziché mandarli al macello prima del tempo come si è già fatto con qualcuno…

    abbiamo piloni? certamente… ma per una squadra che era abituata a cambiare Perugini con Lo Cicero e Castro con Citta, siamo ancora lontani sul piano qualitativo, lo stesso vale per gli attuali vice-ghiraldini…

    La situazione drammatica resta quella della cerniera centrale: 9 e 10 di livello internazionale non ne abbiamo mai prodotti negli ultimi 20 anni (faccio eccezione per Troncon Giocatore)… Allan l’abbiamo dovuto fregare agli scozzesi, ma non vale un Biggar né un Russell, giusto per non scomodare Sexton… uno come Keatley ha 7 caps con l’Irlanda, fosse stato nostro ne avrebbe fatti 120…

    A centri siamo contati ma Osho si vanta di avere finalmente ampiezza nella scelta, convinto lui, contenti tutti…

    il Triangolo… oltre a Minozzi punto molto su Zanon (più a 13 in realtà) e Sperandio…
    Padovani è un patrimonio da recuperare… Hayward è un giocatore affidabile ed efficace, più di quanto abbiamo in casa, quel tipo di naturalizzazione per cui non mi straccio le vesti come sarà un giorno quella di Ioane, a lui piacendo…

  7. Vittorio Pesce

    forse una cartina di tornasole e’ la franchigia federale di sviluppo, che oggi a La Rochelle inserisce in lista 10 stranieri su 23 atleti

    di cosa stiamo parlando?

    Vittorio Pesce

    1. gian

      non per giustificarli, ma è anche vero che metà del mercato, soprattutto quello emergenziale, è stato fatto a campionati iniziati, se è sacrosanto che bisognerebbe essere preparati a questo tipo di situazioni con prestiti, PP e doppi tesseramenti con la base (dannati presidenti di club, se fosse per la federazione…ah, no!), è anche vero che se ti si rompe mezza squadra, da qualche parte devi pur pescarli, e vai tra i low pro liberi, quindi gli europei svincolati o che sono parcheggiati nei propri domestici e dagli australi

  8. kinky

    Io queste convocazione le vedo come una sorta di “road to world cup” e O’Shea ha dato chance ad altri a cominciare da Sisi. Secondo me ora della fine del torneo vedremo anche altre scelte. Non vedo nulla di strano. Almeno si è accorto che Ruzza non non fare parte del gruppo azzurro. Se proprio vogliamo dare un posto a Fuser lo tolgo a Zanni, non certo a Sisi o Budd!

  9. kinky

    ps visto che si parla di seconde, oggi Iachizzi ha giocato titolare nel Perpignan (da n7 tra l’altro), Qualcuno sa come ha giocato?

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