Giorno: 14 marzo 2017

Sei Nazioni: Gega, Biagi e Mbandà nel XV titolare dell’Italia che sfida la Scozia

ph. Fotosportit/FIR

Annunciato anche l’ultimo XV titolare per l’Italia in questo Sei Nazioni 2017. Dopo il brutto ko con la Francia all’Olimpico il ct Conor O’Shea ha scelto i giocatori per la gara di sabato a Murrayfield. Quattro i cambi tra scelte tattiche e obbligate per via degli infortuni. Violi in panchina. Il comunicato FIR:

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che sabato 18 marzo al BT Murrayfield di Edinburgo affronterà la Scozia nella quinta ed ultima giornata dell’RBS 6 Nazioni 2017.

L’incontro è in calendario alle 12.30 locali, le 13.30 in Italia, con diretta su DMAX canale 52 dalle 12.50 italiane e telecronaca a cura della coppia Raimondi/Munari.

Quattro i cambi apportati al XV titolare da O’Shea rispetto alla formazione scesa in campo a Roma contro la Francia nel quarto turno, con Benvenuti che rimpiazza l’infortunato Campagnaro a secondo centro, Mbandà per l’indisponibile Favaro in terza linea, Biagi dal primo minuto in seconda per Van Schalkwyk e Gega che torna titolare dal primo minuto al posto di Ghiraldini dopo essere rimasto a riposo precauzionale lo scorso fine settimana.

In panchina, O’Shea, opta per un’inedita soluzione con sei avanti e due trequarti con Ghiraldini, Panico, Chistolini, Van Schalkwyk, l’esordiente Ruzza e Minto pronti a dare il proprio contributo a gara iniziata, con Violi e Sperandio a garantire copertura per i trequarti.

Scozia ed Italia si affrontano sabato per la ventisettesima volta, con gli highlanders che guidano 18-8 la classifica degli scontri diretti. Due le affermazioni italiane al di là del Vallo d’Adriano, entrambe nel 6 Nazioni: la prima nel 2007, la seconda nel 2015, con una meta tecnica allo scadere a suggellare la rimonta azzurra.

Dirige il francese Pascal Gauzere.

Questa la formazione dell’Italia:

15 Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 10 caps)*
14 Angelo ESPOSITO (Benetton Treviso, 10 caps)*
13 Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 41 caps)*
12 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 88 caps)
11 Giovanbattista VENDITTI (Zebre Rugby, 42 caps)*
10 Carlo CANNA (Zebre Rugby, 19 caps)
9 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 60 caps)*
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 125 caps) – capitano
7 Abraham STEYN (Benetton Treviso, 10 caps)
6 Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby, 7 caps)*
5 George BIAGI (Zebre Rugby, 19 caps)
4 Marco FUSER (Benetton Treviso, 20 caps)*
3 Lorenzo CITTADINI (Aviron Bayonnais, 57 caps)
2 Ornel GEGA (Benetton Treviso, 12 caps)
1 Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 13 caps)*

a disposizione
16 Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousain, 85 caps)

17 Sami PANICO (Patarò Calvisano, 9 caps)*       
18 Dario CHISTOLINI (Zebre Rugby, 17 caps)
19 Andries Van SCHALKWYK (Zebre Rugby, 11 caps)
20 Federico RUZZA (Zebre Rugby, esordiente)*
21 Francesco MINTO (Benetton Treviso, 32 caps)
22 Marcello VIOLI (Zebre Rugby, 2 caps)*
23 Luca SPERANDIO (Benetton Treviso, 1 cap)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

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Sei Nazioni 2017, fuga dall’Olimpico. E quella paura ad usare la parola “disaffezione”

Tifoso Italia

ph. Fotosportit/FIR

Le tre gare interne contro Galles, Irlanda e Francia hanno richiamato per la prima volta meno di 150mila persone, la media è stata di 47mila contro quella abituale di 60mila. Prezzi più alti? Sì, ma non tali da giustificare questo calo. E allora dobbiamo prendere di petto un problema, senza nasconderci dietro alibi di comodo. Mettere la polvere sotto il tappeto non serve a nulla

Mentre a Parigi cercano di riprendersi dallo choc dell’annuncio della fusione tra Racing 92 e Stade Francais tra tifosi – di entrambe le squadre – che protestano, giocatori che minacciano lo sciopero e dubbi/domande sul “chi ha comprato chi” perché è evidente che almeno uno dei due attori di questa storia navigava in brutte acque altrimenti questa fusione non sarebbe mai avvenuta. Mentre nella capitale succede tutto questo, dicevamo, qui in Italia sembrano non essere molti quelli che si fanno domande su uno dei primi effetti concreti e verificabili del Sei Nazioni 2017: il calo netto e pesante del pubblico accorso all’Olimpico.
I numeri sono inequivocabili: 40.986 presenze all’Olimpico per Italia-Galles, 50.197 per Italia-Irlanda, 51.770 per Italia-Francia. E in quest’ultimo caso nei giorni immediatamente precedenti parte della stampa aveva preannunciato un “pienone” e oltre 60mila presenze. In totale 142.953 persone sugli spalti (importante la quota tifosi ospiti), una media di 47.651 a partita.
Numeri comunque importanti, si dirà. Certo. Però da quando si gioca all’Olimpico in occasione delle edizioni con tre gare casalinghe non si era mai scesi sotto quota 150mila tifosi complessivi e la media-partita è sempre stata superiore alle 60mila unità.
Ripeto: il calo è netto, inequivocabile e preoccupante.

Motivi a discolpa, diciamo così, ce n’è un po’ e lo avevo scritto già qualche settimana fa. Il 28 febbraio su questo blog si leggeva che questo Sei Nazioni si porta dietro alcune “tare” che hanno influito sulle vendite dei biglietti: gli All Blacks a Roma a novembre non hanno aiutato, perché se la Nuova Zelanda da un lato garantisce il sold-out dall’altro ha portato al congestionamento del cartellone sulla capitale, e in federazione non per nulla avrebbero gradito organizzare quella partita a Milano, ma poi un club di calcio con le strisce rosse e nere ha detto di no. Poi le prime due gare interne si sono giocate a solo sei giorni l’una dall’altra, e quella con il Galles era di domenica, quindi un po’ meno appetibile per chi viene da fuori rispetto a una gara giocata di sabato”.

E poi c’è il capitolo costo dei biglietti. Le immagini sottostanti sono state prese dal sito ufficiale FIR e ci dicono quali erano i prezzi un anno fa e quelle del torneo di quest’anno, ovviamente per le gare interne.
Per quanto riguarda gli abbonamenti gli aumenti variano tra i 20 e i 50 euro a seconda dei settori, ma va ricordato che nel 2016 si sono giocate due sole gare all’Olimpico, quest’anno tre. Quindi quest’anno i prezzi magari non sono esattamente in linea con quelli di 12 mesi prima, ma gli aumenti non sono nemmeno esagerati.
E i biglietti singoli? Anche qui ci sono stati aumenti, ma forse sarebbe meglio definirli ritocchi verso l’alto, soprattutto per i settori dai prezzi più popolari: per curve e distinti la crescita è di 5 euro, non molto diversa la situazione per la Tribuna Tevere. Cinque euro sono una cifra tale da giustificare un calo così netto nel numero delle presenze allo stadio? Non voglio mettermi a fare i conti in tasca a nessuno, ma direi che la risposta più sensata non può essere che un “no”. Ci sono anche i costi di trasferta: treni, magari un albergo, il mangiare e il bere. Verissimo. Ma ci sono sempre stati. Anche perché se ci atteniamo ai dati macroeconomici la crisi mordeva di più qualche anno fa, quando però l’Olimpico era sempre pieno o quasi. E allora usiamola quella parola, senza averne paura. E affrontiamola: disaffezione.

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