Giorno: 9 marzo 2017

Calcio e rugby, i ranking sono uguali ma gli scarsi sono quelli della palla ovale…

Stats don’t lie, le statistiche non mentono, dicono in Gran Bretagna. Però la stampa (non ovale) italiana e i non appassionati di rugby sembrano non curarsene. Perché l’Italia del calcio gioca spessissimo con formazioni più deboli ed è 15a nel ranking FIFA, quella ovale gioca praticamente solo con le più forti ed è 14a nella classifica di World Rugby. Ah, da settembre 2015 quando gli azzurri del calcio giocano con squadre più forti non vincono quasi mai, ma la nazionale che perde per la vox populi è solo quella del rugby…

Questo articoletto mi è venuto di getto subito dopo aver letto questo lancio di agenzia Italpress della tarda mattinata. Si parla di calcio, eccolo:

“Top 10 invariata nella classifica Fifa con l’Argentina in testa, davanti a Brasile e Germania. Dietro ancora Cile, Belgio, Francia, Colombia, Portogallo, Uruguay e Spagna. Guadagna due posizioni la Polonia che adesso è al 12esimo posto con il Galles, ne perde uno l’Inghilterra adesso 14esima, mentre l’Italia rimane in 15esima piazza”.

Si parla di ranking, ovviamente. L’Italia del calcio è 15a, quella del rugby invece 14a. Però per buona parte della stampa e dei non appassionati della palla ovale siamo solo noi “quelli che perdono sempre”. Che per l’amor del cielo, è vero che gli azzurri del rugby perdono tanto, spessissimo, però qualche puntino sulle i va pure messo.
Tipo che l’Italia del calcio da settembre 2015 a oggi ha giocato – tra le altre – contro Malta, Bulgaria, Azerbaigian, Scozia, Finlandia, Israele e Liechtenstein. Con queste ha sempre vinto, non sempre convinto, ma proprio delle corazzate non sono, per usare un eufemismo. Quando la nazionale di calcio si è trovata a giocare contro formazioni più avanti nel ranking ha quasi sempre perso, una volta ha pareggiato e ha vinto in sole due occasioni, entrambe agli ultimi Europei 2016 contro Belgio e Spagna. E non è che negli anni precedenti le cose siano andate meglio.

Parliamo di rugby? Da settembre 2015 Sergio Parisse e compagni hanno giocato praticamente solo con squadre che nel ranking gli stavano davanti o – in rare occasioni – immediatamente dopo. Traduciamo in maniera semplice: è come se l’Italia del calcio avesse giocato esclusivamente con Argentina, Brasile, Germania, Spagna, Francia, Inghilterra eccetera eccetera. Squadre che, come abbiamo visto poc’anzi, negli ultimi anni non hanno quasi mai visto sopravanzare i nostri colori. Un po’ come il rugby, che però non gioca mai contro squadre molto più deboli per gap tecnico e tradizione come Brasile, Cile, Germania e così via. Ma la storia che viene raccontata è un’altra. Chissà perché.

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