Giorno: 8 febbraio 2017

Sconfitte normali e sconfitte “di sistema”: i diversi ko di ragazze e U20 nel round 1 del Sei Nazioni 2017

italia-galles-u20-2017

ph. Fotosportit/FIR

L’italia è uscita dalla triplice sfida con il Galles dello scorso fine settimana con tre ko. Tre sconfitte diverse tra loro e non paragonabili, ma di cui bisogna tener conto.
Di quella degli uomini abbiamo parlato in lungo e in largo, meno invece di quella delle ragazze e dell’U20.

Quella di Jesi della nazionale femminile è quella meno problematica delle due, quella meno “di sistema”, se così si può dire. Ovviamente ct Di Giandomenico deve rivedere alcune cose, oliare dei meccanismi, capire perché il suo gruppo ha lasciato le redini in mano alle gallesi soprattutto nelle prime fasi dei due tempi, ma si tratta di un qualcosa che non ha funzionato all’interno di una squadra che ha saputo comunque reagire, macinare gioco. L’Italia femminile manca forse in un po’ di cattiveria mentale, non sa ancora aggredire una partita dal punto di vista psicologico per tutti e 80 i minuti di gioco, ma la materia prima c’è: ci sono le giocatrici. C’è il gioco. E nel nostro panorama ovale questo non è scontato. Le nuove leve hanno già dato dimostrazione di avere le carte in regola per stare con le senatrici.
L’Italia, in buona sostanza, ha “semplicemente” commesso degli errori e perso una partita, può davvero giocarsela da pari a pari con le altre formazioni. E’ chiaro che ci sono dei valori anche qui, l’Inghilterra è oggi di un altro livello, ma il Galles era avversario alla portata delle azzurre e sono sicuro che quello di sabato è un ko che ha lasciato molto amaro in bocca a capitan Barattin e compagne. Domenica a L’Aquila la sfida a quell’Irlanda che per noi rappresenta finora un tabù ma che anche secondo la responsabile FIR del settore Maria Cristina Tonna, come ha raccontato a questo stesso blog, non è più una montagna impossibile da scalare.

Poi c’è l’U20, e qui il discorso cambia un po’. Perché davvero siamo probabilmente al miglior gruppo degli ultimi anni, ma proprio per questo non possiamo accontentarci di prestazioni come quella di venerdì scorso a Legnano. Ivan Malfatto sul Gazzettino di lunedì sottolineava alcune “relazioni pericolose”:

Graulhet (Francia), 27 marzo 2015: Italia under 18 batte Galles 14-13. Legnano (Milano), 3 febbraio 2017: Galles under 20 batte Italia 27-5. Sono passati solo due anni, ma pare un secolo. Gli Azzurrini che all’Europeo superarono i gallesi, approdati alla categoria superiore sono stati spazzati via nell’esordio al Sei Nazioni. (…) resta la valutazione negativa di vedere allargato in due sole stagioni il gap da 1 a -22 con la stessa generazione (classi 1997/98) e diversi degli stessi protagonisti (9 italiani e 5 gallesi in entrambe le sfide; 13 azzurrini dell’under 18 oggi in rosa).

Un gruppo di ragazzi che per un paio d’anni hanno raccolto scalpi importanti (non solo il Galles ma anche Argentina, Francia, Irlanda) e che al momento di dimostrare di poter fare davvero il salto di qualità in una categoria dove abbiamo raccolto pochissimo invece si impianta bene o male sugli stessi errori di sempre.
Vero è che la sensazione lasciata dagli azzurri è che possono davvero fare meglio di così, e che ovviamente ogni giudizio dopo solo 80 minuti di gioco non può che essere parziale, va preso con le proverbiali pinze. Però a naso si intuisce che quello dell’U20 è un ko più legato ai nostri annosi ritardi rispetto ai pari età gallesi, inglesi, eccetera eccetera.
Il duo Orlandi/Troncon ha praticamente deciso di giocare la sua prima partita di questo Sei Nazioni 2017 solo con gli avanti: scelta tattica, legata alle condizioni meteo e del campo o perché i nostri trequarti non possono garantire le stesse opzioni che hanno gli altri? Le risposte arriveranno nel proseguimento del torneo, nelle prossime partite capiremo se davvero il gap che ci frena viene scavato a quell’età.
E in questo senso non si può non rilevare che i 23 gallesi schierati una settimana fa a Legnano giocano tutti nelle academy delle franchigie celtiche del loro paese. Tutti tranne uno, che però veste la maglia del Gloucester. E i 23 irlandesi che lo scorso venerdì hanno superato la Scozia in trasferta (e che l’Italia affronterà venerdì a Prato) sono tutti collegati a Leinster, Munster, Connacht e Ulster. Nessuno dei nostri ragazzi ha invece annusato l’ambiente del Pro12. Questa cosa non può non pesare.

Annunci