Giorno: 6 febbraio 2017

Rugby in lutto: Joost van der Westhuizen è morto

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Joost van der Westhuizen

Questo blog non fa cronaca spicciola, ma ci sono notizie che vanno date. Come questa, purtroppo: Joost van der Westhuizen è morto. Era stato ricoverato a Johannesburg qualche giorno fa per un peggioramento delle sue condizioni fisiche dovuto alla grave malattia neurologica degenerativa diagnosticata nel 2011.
In carriera ha vestito 89 volte la maglia degli Springboks, vincendo il Mondiale del 1995. Aveva 45 anni. Ciao Joost.

 

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Sei Nazioni 2017: spalti un po’ troppo vuoti, pancette e sguardi bui. Lo Zibaldone del primo fine settimana di partite

ph. Fotosportit/FIR

ph. Fotosportit/FIR

Mix di impressioni, spunti e post-it sparsi sul primo fine settimana da Sei Nazioni 2017. Tra uomini, donne, U20 e tifosi

Placcaggi alti: non doveva esserci tolleranza zero?

Inghilterra: la più brutta partita della gestione Eddie Jones? Probabilmente sì. Ma ha vinto contro una Francia tostissima piegata dalla panchina-monstre del XV di Sua Maestà. E poi la gara, contratta e fisica fino allo sfinimento non ha aiutato. L’impressione è che i Vunipola mancheranno non poco.

Francia: quadrata, cattiva, forse troppo prosa e poca poesia, ma se prosegue su questa strada sono pronto a scommettere che presto tornerà pure quella in abbondanza. A Twickenham ha perso per una questione di dettagli. Al posto loro sarei incazzato come nemmeno nella canzone di Paolo Conte.

Scozia: che non fosse più un rospo lo si sapeva ormai da tempo, ma che fosse pronta per assumere già il ruolo di regina non tutti lo potevano immaginare. Un primo tempo bellissimo, un secondo in cui ha concesso e sofferto senza però perdere la Trebisonda, una vittoria importantissima contro un’avversaria di rango come l’Irlanda. La prossima trasferta a Parigi ci dirà molto su una squadra e un movimento che hanno idee chiarissime su quello che va fatto.

Irlanda: annichilita a Murrayfield nei primi 40 minuti, poi raddrizza una gara che sembrava impossibile riprendere in mano e alla fine viene (giustamente) battuta. Sabato è attesa a Roma dall’Italia in una partita che sembra avere un solo risultato possibile, ma quella dell’Olimpico potrebbe non essere la gara giusta per capire davvero chi è in questo momento.

Italia: finché mantiene compattezza e disciplina è rognosa e anche pericolosa come vuole Conor O’Shea, se perde il bandolo della matassa tutto il gap tecnico viene fuori e non è certo colmabile in qualche settimana. Bene il primo tempo, male (malissimo!) il secondo, sotto quasi tutti gli aspetti. E il Galles è la squadra che al termine di questa prima giornata ha confermato di essere quella che sembra avere qualcosina in meno rispetto a tutte le altre nostre avversarie.

Galles: Vince largo dopo un primo tempo in cui sbatte inutilmente contro il muro italiano e in cui soffre parecchio. Ha la bravura e la capacità di scardinare le certezze azzurre, ma visto come si sono messe le cose non aver preso il bonus potrebbe rivelarsi più pesante di quanto non possa sembrare. Sabato attende a Cardiff l’Inghilterra, deve fare un salto di qualità se vuole competere con il gruppo di Eddie Jones.

Sergio Parisse: al di là delle sue parole nell’immediato dopo match (“Le partite durano 80 minuti ed noi nel secondo tempo abbiamo fatto le cose male. Abbiamo commesso errori banali, per non dire di peggio. Concedere ogni volta tre punti ad un avversario come il Galles ha consentito loro di prendere il largo”) raramente l’ho visto così rabbuiato ai microfoni.

La nazionale delle Ragazze: regalano fette di gara troppo ampie alle gallesi che ringraziano e vincono. Ct Di Giandomenico può sorridere perché atlete e gioco ci sono, ma quella di Jesi (belli gli spalti gremiti) è una occasione persa. Prossimo impegno domenica a L’Aquila contro l’Irlanda.

U20: partita di non facile interpretazione. Quella azzurra è di sicuro una squadra migliore rispetto agli scorsi anni ma è anche vero che hanno incontrato un Galles formato in gran nella sua annata “giovane”. Bene complessivamente gli avanti, nei trequarti paghiamo ancora dazio a problemi che arrivano da lontano.

Pubblico Olimpico: il comunicato FIR parla di 40.986 spettatori presenti. Vado a memoria e non vorrei sbagliarmi, ma credo che sia il dato più basso da quando l’Olimpico è diventato la casa della nazionale. Un dato che non deve essere ingigantito, non deve diventare un “caso”, ma nemmeno sottovalutato. Sarebbe l’errore peggiore.

Fischi a Mattarella: un presidente della Repubblica si presenta per la prima volta in uno stadio in cui si gioca una partita del Sei Nazioni e tu lo fischi? Ma che cosa hai in testa, la farina di grano duro?

La pancetta di Zebo: ma l’ho vista solo io? Ma l’ha sempre avuta?

CLASSIFICHE
Sei Nazioni
Galles 4
Scozia 4
Inghilterra 4
Francia 1
Irlanda 1
Italia 0

Sei Nazioni femminile
Irlanda 5
Inghilterra 4
Galles 4
Scozia 1
Italia 0
Francia 0

Sei Nazioni U20
Inghilterra 5
Galles 4
Irlanda 4
Scozia 1
Italia 0
Francia 0