Elezioni FIR: candidati a consiglieri federali, i rumors dal Veneto

Da La Tribuna del 6 agosto

(…) dal gruppo di club che sostiene Amerino Zatta escono le prime indiscrezioni sulle candidature a consiglieri federali. Si parla del patavino Roberto Zanovello, presidente del Cus Padova, società da sempre molto vicina alla linea di Treviso, del consigliere federale veneziano uscente Luigi Torretti, che ha rotto con il blocco «dondiano»
soprattutto per la gestione tecnica, e del bellunese Gianni Sernagiotto. Gli altri consiglieri
uscenti del nordest sono i primi in lista a sostegno del candidato Gavazzi, delfino di Dondi. E sono Zeno Zanadrea, Enore Bagatin e Andrea Rinaldo. Non è ancora certa la ricandidatura di Moreno Trevisiol, entrato in consiglio come tecnico. Fra i veneti uscenti anche Francesco «Cocco» Mazzariol, come giocatore (ma oggi è diventato allenatore), e anche Carlo Checchinato, sostitiuito poi dalla Pettinali, in consiglio nel momento in cui Checchinato è diventato manager della nazionale e successivamente responsabile dell’alto livello.

Dibattiti ovali – E se la soluzione per il rugby arrivasse da un colpo di fioretto?

Siamo in campagna elettorale e i tre candidati propongono le loro ricette. Io vi voglio proporre una possibile soluzione che arriva da un’altra disciplina. Lo spunto me lo ha regalato un lettore che mi ha segnalato un articolo di Dario Pelizzari comparso sul sito de Il Sole 24 Ore. Ve ne propongo un ampio stralcio: voi che ne pensate?

Scherma e nuoto in chiave azzurra, due facce diversissime della stessa medaglia. Le Olimpiadi di Londra hanno confermato che lo sport del fioretto e della sciabola gode di ottima salute nel nostro Paese. L’Italia va fortissimo. Praticamente, da sempre. Da Mangiarotti alla Vezzali, passando da altri fenomeni che hanno raccolto gloria e medaglie in giro per il mondo, fino ai Giochi britannici in corso: azzurri sopra tutti con 7 medaglie, 3 ori, 2 argenti e 2 bronzi. Quando sale in pedana un atleta italiano, gli avversari sanno di rischiare tantissimo. Questione di tradizione, di percorsi che promettono traguardi straordinari e che per questo vengono rinnovati di volta in volta, senza soluzione di continuità.
Discorso diverso invece per il nuoto tricolore, che a Londra ha toccato il fondo della piscina per risultati e prospettive, e che non sembra trovare la strada per proporsi in modo importante nelle occasioni che contano davvero. Federica Pellegrini a parte – strepitosa interprete di quasi un decennio di successi che si sono interrotti, come è noto, nella disperatissima spedizione inglese – il nuoto di casa nostra non è mai riuscito a proporsi ad altissimo livello alle Olimpiadi. Il caso di Syndey 2000, sei medaglie e un’avventura da consegnare alla memoria delle cose più belle di sempre per numeri e protagonisti (Fioravanti e Rosolino su tutti), rappresenta, di fatto, l’eccezione che conferma la regola. Qualcosa non funziona. Non ancora, non più.  (…)
La scherma italiana funziona da tempo. E’ un perfetto meccanismo che gira a meraviglia, con logiche e strategie che hanno dimostrato di valere tantissimo. Come dire, squadra che vince non si cambia. Ma perché loro sì e gli altri no? Qual è il segreto del successo della scuola schermistica azzurra? «Abbiamo un modello organizzativo che funziona – racconta a ilsole24ore.com Paolo Azzi, capo spedizione italiano a Londra 2012 e vicepresidente federale -. La nostra scelta, che non molti altri fanno, è di avere tante scuole sparse per il territorio. Il vertice del movimento non ha quindi base in un centro federale, come fanno tantissime altre federazioni. I nostri atleti hanno provenienza e maestri diversi e crescono in contesti diversi».
«Con tutte le difficoltà immaginabili per un approccio come questo, è una scelta che aiuta a valorizzare i giovani e a trovare nuovi talenti. E’ un sistema che a volte ci hanno criticato, soprattutto nei momenti più difficili. Ma i risultati confermano che la strada è quella giusta. Poi, naturalmente, c’è una qualità tecnica che viene addestrata da maestri che continuano ad aggiornarsi. Ecco perché da anni riusciamo a rimanere ai vertici della scherma internazionale». Sembra facile, tante scuole sparse sul territorio con un coordinamento centrale che non interviene sui modi e sui tempi della preparazione.
Se funziona, e funziona, lo dicono i numeri, perché non replicare questo modello vincente nelle federazioni che hanno bisogno di riprogrammare il loro futuro? Dice Azzi: «Non so se questo modello possa essere trasferibile ad altre federazioni, sarei presuntuoso se dicessi una cosa simile. Quello che posso dire è che le tante scuole sparse per l’Italia ci aiutano tantissimo a dare forma a un progetto vincente. E vario, eterogeneo. Sì, perché questo sistema ci permette di non appiattire le cose, di poter contare su sistemi e metodi di lavoro molto diversi tra loro eppure funzionali ed efficaci. In questo modo è anche più difficile che si esaurisca la spinta propulsiva nella produzione di nuovi atleti».

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La foto del giorno: Benetton Treviso, la foto ufficiale e una… no!

Gli scatti sono di Marco Sartori

Viadana: Kaine Robertson c’è. E Santamaria sarà il capitano

dall’ufficio stampa del Viadana Rugby

Lo staff tecnico ha scelto il capitano del Rugby Viadana per la stagione 2012/13. Si tratta del tallonatore Roberto Santamaria, atleta messinese che è giunto a Viadana all’età di 16 anni ed ha esordito in prima squadra a 18. A soli 25 anni vanta 15 presenze in Heineken Cup, 29 in Celtic League e 34 in Super 10 con due mete messe a segno nella stagione 2008/09. “E’ un onore ed un piacere essere il capitano di questa squadra. Quando arrivai a Viadana,  i “gradi” erano affidati a  Mario Savi ed è a lui che mi ispiro per diventare un buon leader. In effetti – continua Santamaria – la mia prima soddisfazione è stata quella di ritagliarmi lo  spazio in campo, oggi ho una responsabilità in più che mi spinge a cercare di migliorarmi costantemente ed essere d’esempio per i miei compagni di squadra”.

La società Rugby Viadana ha inoltre trovato l’accordo con un altro atleta cresciuto rugbysticamente in riva al Po. Kaine Paul Robertson, 31 anni e nato a Auckland in Nuova Zelanda. L’ala giallonera, ex Aironi, ha totalizzato 47 caps con l’Italia con cui ha esordito il 26 giugno 2004 contro la Romania. Con la maglia azzurra ha collezionato ben 70 punti e 14 mete. In giallonero ha esordito nella stagione 2001/02 conclusasi con lo scudetto conquistato dalla formazione rivierasca a Rovigo contro Calvisano. In quell’anno mise a segno ben 12 mete classificandosi primo nella particolare graduatoria dei metamen, titolo conquistato anche nel 2007, in coabitazione con Williams e Koyamaibole, e nel 2009.

Infine, è partita mercoledì la campagna abbonamenti per la stagione sportiva 2012/13 con due sole fasce di prezzo per le 11 partite del campionato nazionale d’eccellenza più le 3 per il trofeo Eccellenza. Per maggiori info: www.rugbyviadana.it.

Arriva Halangahu, Zebre al completo

Confermate le voci delle ultime settimane.
Dall’ufficio stampa delle Zebre Rugby

E’ Daniel Halangahu, 28enne australiano con settantacinque apparizioni nel Super Rugby dell’Emisfero Sud, l’utility back che ha raggiunto un accordo con le Zebre in vista della stagione 2012/2013 di Rabodirect PRO12 ed Heineken Cup.

Proveniente dalla franchigia dei Waratahs, di cui è stato uno dei punti fermi nella rosa dal 2005 ad oggi e di cui, nell’ultima stagione, è stato anche capitano, Halangahu è uno dei dieci più prolifici marcatori nella storia degli azzurri di Sydney ed è stato eletto MVP nelle finali di Super Rugby nel 2005, 2006 e 2009.

A livello internazionale ha vestito la maglia degli Australian Schoolboys – la rappresentativa scolastica – dell’U21, dell’Australia 7s e dell’Australia “A” nella Pacific Nations Cup del 2008.

Nei suoi sette anni ai Waratahs è stato frequentemente utilizzato come mediano d’apertura, ma può ricoprire i ruoli di primo centro ed estremo – posizione quest’ultima con cui si è affacciato sul panorama professionistico con Sydney University e dove potrà garantire il maggior apporto in termini di esperienza con le Zebre, affiancando due giovani emergenti come Trevisan ed Odiete.

“Daniel è senza ombra di dubbio un giocatore di alto livello, non possiamo che essere entusiasti che abbia accettato di unirsi alle Zebre in vista dell’avventura che ci aspetta in Rabodirect PRO12 ed Heineken Cup. Eravamo alla ricerca di un utility back in grado di dare qualità e portare esperienza alla linea dei trequarti e di ricoprire più di una posizione chiave, Halangahu è sicuramente l’uomo giusto e siamo certi che i suoi trascorsi in Super Rugby daranno un contributo importante sia in termini di risultati che, soprattutto, di maturazione dei tanti giovani trequarti di interesse nazionale che già fanno parte della nostra rosa. Abbiamo parlato con Halangahu dell’importanza, per le Zebre, di essere funzionali alla crescita del movimento e della Nazionale e siamo convinti che la sua presenza sarà fondamentale in questo senso” ha dichiarato il DG delle Zebre, Roberto Manghi.

“Sono molto felice all’idea di giocare per le Zebre. Arrivato a questo punto della mia carriera – ha dichiarato Daniel Halangahu – credo di dover ancora esprimere il meglio del mio rugby e sono intenzionato a dimostrarlo durante la mia permanenza al club. Immergersi in una meravigliosa cultura insieme alla mia compagna Nadia è un altro grande aspetto di questa opportunità e non vedo l’ora di vivere in Italia. Spero di poter usare i miei anni di esperienza nel Super Rugby per aiutare lo sviluppo e la crescita dei giovani talenti in squadra. Arrivo alle Zebre soprattutto con la speranza di conquistare risultati importanti, imparare un nuovo modo di fare rugby e di vivere, e di questa meravigliosa opportunità voglio da subito ringraziare il mio nuovo club”.

Il giocatore si aggregherà alla squadra successivamente al rientro delle Zebre dal tour estivo in Francia. 

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Nome: Daniel

Cognome: Halangahu

Luogo di nascita: Belmont (NSW, Australia)

Data di nascita: 6 marzo 1984

Altezza: 178cm

Peso: 90kg

Ruolo: utility back

Stato civile: fidanzato con Nadia

Titolo di studio: Master in Economia e Commercio – Sydney University

Nazionali: Australia A/7s/U21/Schoolboys

Club precedenti: Waratahs, Sydney University