Onrugby.it parte il 10 settembre: il Grillotalpa cambia pelle, ma non l’anima

Come sapete da tempo questo blog, così come lo conoscete, ha i giorni contati. Dalla mattinata del 10 settembre aprirà i battenti onrugby.it, progetto in cui credo moltissimo. Un vero portale interamente dedicato al rugby, qualcosa che da queste parti ancora non si è visto. Non sarà semplice, ma avere come compagni di strada gente del calibro di Vittorio Munari, Antonio Raimondi e Marco Pastonesi di certo aiuta.
E poi ci siete voi. Insomma, spero che ci sarete. Quello che vi posso garantire fin d’ora è che l’anima che ha tenuto in piedi questo blog non cambierà di una virgola. Così come la fruibilità, la possibilità di lasciare i vostri commenti e soprattutto la facilità nel farlo.
Intanto la pagina facebook del nuovo sito è già stata aperta: cliccate qui e lasciate il vostro “mi piace”. Già aperto anche l’account twitter: cominceremo ad essere attivi nei giorni immediatamente precedenti alla messa on-line, ma se volete già iniziare a seguirci… Poi ci sarà Pinterest, un canale youtube e molto altro.
Ricordate: lunedì 10 settembre. Non vi pentirete.

La sabbia australiana scorre nella clessidra di Robbie Deans. E ne è rimasta davvero poca

In Nuova Zelanda circola una battuta in questi giorni: Robbie Deans è oggi più amato dai tifosi di quel paese di quanto non lo fosse quando allenava i Crusaders. L’allenatore neozelandese alla guida dell’Australia è sulla graticola delle critiche: la sua nazionale sembrava che dopo il Tri-Nations 2011 dovesse spaccare il mondo, invece con il passare del tempo si è persa via, a partire dalla RWC. Come spesso accade la Fortuna non è stata dalla sua: la sequela di infortuni che hanno interessato e interessano i giocatori che fanno parte del giro wallabies è oggettivamente impressionante (e in questi giorni in pochi ricordano l’assenza di James O’Connor, uomo che manca tantissimo a questa squadra), ma non può diventare un alibi, anche perché la qualità media degli atleti a sua disposizione rimane alta, molto alta. E troppo spesso l’Australia è sembrata una somma di singoli, non una squadra. E qui le responsabilità sono sue.
A Sydney sono in tantissimi ad essere sicuri che la sua avventura sulla panchina della nazionale si fermerà molto prima della scadenza naturale del suo contratto (il prossimo giugno). La stampa è sicura: a Deans rimangono le quattro partite con Argentina e Sudafrica ancora in programma da qui alla fine del Rugby Championship per salvare il suo posto. Se i risultati non dovessero essere quelli desiderati, la panchina wallabies avrebbe già un nuovo padrone per il tour europeo autunnale (quando è in programma – il 24 novembre a Firenze – anche la sfida con l’Italia). E l’ARU avrebbe già la soluzione in tasca,: Ewen McKenzie.