Video: Sudafrica-Argentina, sintesi e gara intera

Calvisano e Paul Griffen lanciano la sfida all’Eccellenza

Patrizio Sanasi per Brescia Oggi

Inizia a inclinarsi il piano del Cammi Calvisano, che alle 18 torna al «San Michele» a lavorare in campo dopo la breve pausa ferragostana. Recuperati tutti gli elementi, i 33 di Andrea Cavinato tornano a fare i conti con il caldo. Un avversario in più nella preparazione della stagione in cui i campioni d’Italia saranno la squadra da battere.
È fresco di rientro Paul Griffen, che si è goduto con moglie e figli due mesi di vacanza nella natia Nuova Zelanda, dove indossava maglioni e piumini per il clima del tutto ribaltato
rispetto al caldo estivo italiano. (…)
«SARÀ UN CAMPIONATO duro, quest’anno, ma non vedo l’ora di ricominciare – racconta il pluriscudettato capitano giallonero -. Il rugby è una passione prima che un lavoro e, dopo
la stagione eccezionale appena vissuta, ho una voglia matta di tornare in campo».
Sarà un rientro tra le grandi europee, oltre che in difesa dello scudetto: «In Amlin Cup
speriamo di non sfigurare, visto che con gli inglesi del Bath e con i francesi dell’Agen combatteremo con formazioni che hanno fortissime ambizioni nel proprio campionato – prosegue Griffen – e che quindi vogliono farsi rispettare anche all’estero. Anche il Bucarest sarà un’avversaria difficile, soprattutto sul suo campo».
(…) CALVISANO, con il tricolore sul petto, sarà nel mirino di tutte le avversarie: «In questo momento vedo tre grandi squadre, oltre a noi e al Prato, che possono candidarsi ai play-off e quindi alla corsa allo scudetto: Mogliano da anni cerca il primo titolo, Rovigo vuole cambiare corso rispetto agli ultimi anni, quando è arrivata a un passo dallo scudetto, mentre Viadana sarà una squadra forte con cui vedremo delle belle battaglie – conclude Griffen -. E senza dimenticare avversarie agguerrite come San Donà, Padova e le altre, squadre di altissimo livello. Inoltre il campionato si è allungato con il passaggio da 10 a 12
squadre. Avremo molti chilometri di corsa in più nelle gambe. Il lavoro del pre-campionato sarà fondamentale»,

Elezioni FIR – Da Padova una voce a favore di Dondi/Gavazzi

Alberto Zuccato per Il Gazzettino di Padova

Tra meno di un mese si terrà l’elezione del nuovo presidente nazionale della Federazione rugby, di colui cioè che prenderà il posto di Giancarlo Dondi, che ha rinunciato a ricandidarsi. Del consiglio direttivo uscente della Fir fa parte anche Andrea Rinaldo, ex giocatore ed ex presidente del Petrarca. Che parte da una premessa: «Di Dondi non posso parlare che bene. Lo conosco da trent’anni, da quando era dirigente accompagnatore della nazionale. In ambito internazionale è molto rispettato, ha peso, e dal mio punto di vista è un
personaggio geniale, perché ha saputo vendere il prodotto “Nazionale” come meglio non si
sarebbe potuto e il bilancio della Fir ha continuato a crescere, dando un contributo incredibile allo sviluppo del rugby italiano».
Non tutti la pensano come lei. In particolare qui nel Veneto.
«Le accuse che gli vengono rivolte sono quasi sempre capziose, e in particolare reputo
sbagliato, per non dire fallimentare, l’atteggiamento di Treviso. Quando è stato deciso di
formare due franchigie che partecipassero alla Celtic League, Dondi è stato molto chiaro: il
loro scopo principale era quello di fare crescere e migliorare i giocatori della nazionale. Treviso, che inizialmente era stata esclusa, ma che poi è stata riammessa anche con il mio
voto, non ha mai avuto lo spirito giusto e ha sempre tenuto un atteggiamento negativo».
Forse per timore di questo, inizialmente era stata esclusa a favore di una franchigia di
Roma.
«So solo che come titoli sportivi e come capacità organizzative e anche economiche, Treviso era ed è la migliore società d’Italia. Su questo non c’è dubbio».
Treviso ha candidato il proprio presidente, Amerino Zatta, alla presidenza nazionale.
«È una persona che stimo; ho lavorato con lui quando è stato capo della Lire, la Lega delle
società di eccellenza, ma devo dire che ritengo più adatto Alfredo Gavazzi, che è il candidato proposto da Dondi e che ha già una vasta esperienza come dirigente di Federazione. E poi il Veneto è sì la regione più forte come movimento e come risultati, ma a livello politico non ha un grande peso. Gavazzi diventerà presidente senza troppi problemi. Mi auguro solo – a prescindere da chi vincerà le elezioni – che dopo ci sia collaborazione, che finisca questa guerra assurda che c’è stata con Dondi».
L’accusa più frequente che viene rivolta all’attuale Fir è di avere affossato il campionato
di Eccellenza.
«Non condivido neanche questo. Se andiamo a guardare il reale interesse che c’era attorno al campionato prima del varo delle due squadre di Celtic, ci accorgiamo che era minimo. Troppe spese e pochi introiti. Era inevitabile che anche nel rugby si arrivasse al professionismo e questo ha fatto lievitare i costi dei club in maniera esponenziale. I costi, ma non certo le entrate. Giusto ridimensionare, tornare a quella che è la realtà. Una società di Eccellenza dovrebbe avere un bilancio di 2-300 mila euro, non di più. Perché di più, tra incassi e sponsor, non ne entrano».
Quel professionismo che lei, a suo tempo, definì “straccione”.
«Lo confermo. La nascita delle due franchigie non ha fatto migliorare di molto le cose:
rimane un professionismo straccione. Ed è per questo che da sempre mi batto per cercare
di diffondere i reali valori del rugby: la lealtà, l’agonismo, la crescita umana, possibilmente
abbinata allo studio. Questo è il vero e più importante fatturato del rugby: creare uomini veri». (…)

Il Giappone “taglia” Rocky Elsom. L’australiano verso la Francia?

29 anni, terza linea, ex capitano della nazionale wallabies. Rocky Elsom era andato in Giappone attirato dai ricchissimi contratti che fanno da quelle parti, al pari di molti altri. Ma per l’australiano l’avventura giapponese è già finita: i Kobelco Steelers lo hanno infatti licenziato per non aver superato i test medici. Insomma, ricchi sì, babbei no.
Ora il giocatore, secondo gli ultimi rumors, potrebbe accasarsi in Francia ma non nel Top 14: ad aspettarlo ci sarebbe il Narbonne (Pro D2), lo stesso club dove gioca il nostro Joshua Furno.

Ufficiale, Pocock non ce la fa. Ad Auckland capitano australiano sarà Genia

Tegola pesante sull’Australia uscita nettamente sconfitta dalla gara di Sydney con la Nuova Zelanda: come temuto nelle ultime ore il capitano David Pocock non sarà della partita per un infortunio al ginocchio. Nelle prossime ore un esame più approfondito stabilirà anche l’effettiva durata dello stop, visto che il giocatore dovrà ricorrere al chirurgo.
All’Eden Park, per il secondo turno di Rugby Championship e con una Bledisloe Cup che sembra aver preso la via della Nuova Zelanda, il capitano del XV in maglia gialla sarà Will Genia.