Presidente Zatta, alle elezioni per la presidenza della Fir mancano 45 giorni. Ha completato i suoi incontri con le società del Nord: il primo bilancio?
«Io registro forte interesse, è importante presentare il nostro progetto. Ora gireremo il Centro Sud»
Sempre ottimista? I sondaggi vi danno fra 25 e 30%…
«Non so chi li faccia né chi li diffonda. Dicono che arrivino telefonate ai club da Roma, ma
che l’accento non sia proprio romano…Secondo me sarà un’elezione tutt’altro che scontata. La nostra proposta, specie sul piano tecnico, è articolata, basata su una programmazione».
I suoi avversari non hanno aspettato, per attaccarla. Dicono che negli incontri lei parli
pochi minuti, poi è Munari a illustrare il programma tecnico.
«Non sono un accentratore, io illustro i cardini della candidatura, io credo in uno staff, ognuno con le sue responsabilità. Trasparenza sui bilanci e sui contributi, centralità dei club, competenza tecnica e merito sono i miei pilastri. Scusate, e chi dovrebbe parlare di tecnica e club, se non Munari, la cui professionalità è fuori discussione?»
Treviso attira simpatie, ma anche antipatie. Forse per il ruolo di leader italiana.
«Qui non si parla di simpatia, ma di rilanciare il rugby italiano e di farlo crescere. Preferisco essere poco simpatico ma competente che simpatico ma non adeguato»
Guardiamo oltre il 15 settembre. I tifosi trevigiani cosa debbono aspettarsi, per la Celtic?
«C’è un accordo della Fir con il board del torneo fino al 2013/2014. E il Benetton è garantito dalla fidejussione e dalla licenza della Fir fino a quella data»
E dopo il 2014? Quali garanzie ci sono, anche rispetto all’impegno dei Benetton? Le sorti di volley e basket, io capirà, mettono apprensione.
«La prima a dover decidere sul proseguimento della Celtic è la Fir. A Treviso sappiamo bene cosa possiamo fare. Il volere è un altro discorso, perché non decidiamo noi, o almeno solo noi».
Gavazzi parla già di tre franchigie…
«Sono vincolato dalle norme federali, non posso parlare sull’argomento». (…)
Giorno: 30 luglio 2012
Elezioni FIR: Gavazzi dice di avere mezzo Veneto. E dice no a un accordo con Zatta (???)
Gianluca Galzerano per La Nuova Venezia e Trieste
«Un riscontro che sta superando le mie stesse aspettative, credo che al momento della conta finale il Veneto riserverà delle sorprese davvero interessanti». Tono deciso e stazza imponente, Alfredo Gavazzi commenta con la consueta sicurezza le prime due tappe della sua campagna elettorale in quello che, almeno nelle premesse, dovrebbe essere il territorio del nemico: martedì scorso Marghera, giovedì Rovigo, questa settimana Verona e poi Udine a chiudere il cerchio di un movimento che, dopo la storica dichiarazione congiunta di appoggio delle sue quattro società di punta (Rovigo, San Dona, Padova e Mogliano), dovrebbe seguire per la prima volta compatto un candidato interno, il presidente della Benetton Treviso Amerino Zatta.
«Molto positiva la partecipazione sia in termini numerici che nel dialogo instaurato con i
Club veneti», prosegue l’attuale consigliere federale, al quarto mandato consecutivo, «facendo due conti credo che al momento le percentuali dalla mia parte si attestino tra il 40 e il 45%, il che vuol dire circa 1.500-1.700 voti sul totale di 3.800 disponibili (dati, questi, che sulla base dei propri conteggi l’entourage di Zatta ritiene inverosimili, ndr)».
(…) «non ho letto, né intendo farlo, i programmi di Zatta e di Amore (il terzo competitor): non mi interessa quello che propongono gli altri, ciò che conta è il mio progetto, che sarà steso definitivamente solo a fine agosto perché voglio sia il frutto del confronto con le società che avrò incontrato».
I punti salienti sono stati illustrati alla platea mestrina con grande convinzione: tre franchigie italiane in Pro 12 (Nord-Ovest, Nord-Est e Centro-Sud), 12 Accademie Under
20 e 24 Centri di Formazione Under 16 integrati nei Club, una scuola federale per allenatori, arbitri e manager, un sistema a premi per i percorsi di crescita virtuosi dei Club, una struttura marketing federale che si prenda carico anche del campionato di Eccellenza.
Sulle prospettive di un accordo in extremis con Zatta per arrivare alle elezioni con un progetto condiviso: «Sarebbe stato possibile fino a qualche settimana fa, ora le cose sono andate troppo oltre». (…)

