Gajan e le sue prime due settimane da Zebre

Giorgio Sbrocco ha intervistato Christian Gjan, direttore tecnico delle Zebre per il sito di Glen Grant. Vi propongo uno stralcio, qui l’intervista integrale

*Come procede l’attività di preparazione?
-Bene, anzi:benissimo. Come di solito vanno le cose quando non c’è competizione, non ci sono avversari, sconfitte da digerire e traguardi da raggiungere a ogni costo. La situazione, battute a parte, è molto particolare: qui è tutto nuovo. Giocatori, squadra, allenatori, dirigenti. Gente che si conosceva al massimo di nome o di vista, alcuni per aver giocato insieme, altri per essere stati avversari sul campo. E le novità, di solito, sono belle, spesso bellissime in apparenza. Noi stiamo cercando di dare sostanza a questa apparenza. È la nostra scommessa. La sfida che ci è piaciuto raccogliere, l’impegno che intendiamo onorare. (…)

*Quali sono gli obiettivi delle Zebre nella loro prima stagione internazionale?
-Fondamentalmente due: esprimere una competitività in linea con gli standard dell’alto livello in ogni partita che disputeremo, sia in casa sia in trasferta; collaborare efficacemente con il settore tecnico della Fir e con Jaques Brunel per formare giovani da inserire in Nazionale adeguatamente preparati. Nessuna tabella e nessun obiettivo numerico. A chi mi chiede: quante partite pensate di vincere? Rispondo: non lo so e non mi interessa dirlo adesso. Ma è certo che ci proveremo tutte le volte che scenderemo in campo. Il mio credo è: non importa quante ne vinci e quante ne perdi. A fare la differenza e a dare sostanza a una squadra è il modo con cui si esprime sul campo. Restare sempre in partita fino alla fine. Questo chiedo ai miei ragazzi!

*Come valuta il livello tecnico del campionato celtico di Pro12?
-Difficile fare paragoni con il campionato francese o con quello inglese. In Celtic non ci sono retrocessioni. E questo io lo considero un fondamentale valore aggiunto alla qualità complessiva del gioco espresso dalle squadre. Nei campionati dove si retrocede è naturale, a un centro punto della stagione, pensare più alla classifica che alla qualità del gioco. E questo non aiuta a crescere. Mentre le Zebre sono in Pro12 proprio per farlo crescere il rugby italiano! Se poi guardo alla fase conclusiva dell’HC dell’anno scorso…beh, occorre ammettere che questi celti giocano davvero bene” (…)

*Fra i giovani che stanno lavorando a Parma c’è qualcuno per il quale prevede una carriera particolarmente brillante a livello internazionale?
-Ovviamente sì. Ma è altrettanto ovvio che non intendo fare nomi a questo proposito. Primo perché non sarebbe giusto nei confronti del gruppo. E poi perché.. se mi dovessi sbagliare? (…)

Tre nuovi arriva a Padova, ma il Petrarca è ancora sul mercato

dall’ufficio stampa del Petrarca Padova

A una settimana dal raduno ufficiale del Petrarca Rugby, in programma mercoledì 25 luglio alle 9 al “Centro Geremia”, la società prosegue nell’opera di completamento della rosa, inserendo soprattutto giocatori giovani e con ampie possibilità di crescita.
In attesa della definizione di altre due o tre posizioni, é ufficiale l’arrivo a Padova di una seconda linea, un tallonatore e un pilone.

Si tratta di PHIL MATHERS, seconda linea australiana, 25 anni compiuti il 13 luglio, un metro e 98 per 116 chili. Nazionale scolastico nel 2005 e nazionale juniores nel 2006, Mathers ha fatto parte nelle ultime tre stagioni della rosa dei Waratahs, formazione del Super 15, ed é stato capitano del suo club, l’Eastern Suburbs di Sydney.

JOSE NOVAK, pilone argentino con passaporto della Repubblica Ceca, 22 anni il prossimo 27 agosto, un metro e 82 per 107 chili. Giocatore cresciuto nella provincia di Cordoba (il club d’origine é il Carlos Paz), nel 2011 é stato inserito nel gruppo di giocatori di interesse nazionale seguiti dalla Federazione Argentina. L’anno scorso ha militato in Italia in serie B, con il Rugby Perugia.

BRUNO MERCANTI, tallonatore (ma all’occorrenza anche pilone) con doppio passaporto (argentino e italiano), 24 anni compiuti il 27 giugno, un metro e 81 per 105 chili. Cresciuto in Argentina, dal 2008 milita nella Prima Divisione spagnola, prima con Les Abelles, quindi con il Gernika Taldea.

“Si pensava dall’inizio a una seconda linea”, spiega il D.S. Del Petrarca Corrado Covi, “per dare affidabilità a una fase di gioco delicata come la rimessa laterale. Mathers, una scelta condivisa con i tecnici, ha competenza, esperienza e leadership, un giocatore di indubbie qualità. Mercanti é un giovane tallonatore molto mobile, ruolo che andava coperto dopo le partenze di Costa Repetto e Gatto. Su Novak abbiamo grandi aspettative, un giovane che puó giocare a destra o a sinistra, a seconda delle esigenze dei tecnici, e che aveva deciso di fermarsi a Perugia all’inizio della sua avventura in Italia.
Con Mercanti, Gega e Damiano direi che avremo una certa affidabilità in un ruolo importante come il tallonatore. Prima del raduno definiremo gli ultimi arrivi, ufficializzando la rosa al completo, con tanti giovani del Petrarca e gli importanti innesti di Bettin e Menniti-Ippolito dal Rubano”.

Arbitri azzurri per il Seven iridato

dall’ufficio stampa FIR

Claudio Passacantando ed Andrea Spadoni sono stati designati per dirigere le qualificazioni alla Coppa del Mondo Seven 2013 che si svolgeranno il prossimo 20 e 21 luglio 2012 ad Algarve, in Portogallo.

L’arbitro aquilano arriva a questo importante appuntamento dopo aver diretto, tra giugno e luglio 2012, tre tappe del Grand Prix Seven a Lione, Mosca (tappa nella quale ha arbitrato la finalissima) ed Odense.

Accompagnerà Passacantando in questa manifestazione il giovane, solo 24 anni, fischietto padovano Andrea Spadoni che nello scorso fine settimana ha diretto a Brive, in Francia, il 5th World University Rugby 7 Championship.

Rovigo e il bilancio rossoblu. Rosso, più che altro

Ivan Malfatto per Il Gazzettino

La Rugby Rovigo Delta chiude il bilancio consuntivo con un passivo di 60 mila euro, mentre per coprire quello preventivo dovrà trovarne altri 250mila. Invariato il budget complessivo stagionale, quasi due milioni di euro in entrambi casi. Sono i principali dati economici che saranno presentati e analizzati mercoledì 25 luglio all’assemblea dei soci rossoblu, convocata alla club house dello stadio Battaglini alle 19,30.
«Per la stagione appena conclusa – spiega il presidente della Vea FemiCz Francesco Zambelli – le uscite sono state un milione 970mila euro, contro un milione 910mila euro di entrate dopo un’ulteriore iniezione di risorse dei due sponsor principali. I 60mila euro di passività verranno inseriti nel prossimo esercizio. Non saranno toccati per il secondo anno i 300mila del capitale costitutivo versati a garanzia dai soci. Per la stagione appena iniziata le entrate previste al momento sono un milione e 700mila euro. Altri 100mila contiamo di reperirli fra luglio e agosto. I rimanenti 150mila spero mi aiuti a trovarli il nuovo vento della Fir (elezioni federali in settembre, ndr). Altrimenti useremo i top sponsor».
Una disamina precisa. La quale dimostra come è stato finora impossibile raggiungere l’obiettivo economico datosi alla nascita della Rugby Rovigo Delta: riduzione graduale del budget per renderlo più compatibile con l’attuale Eccellenza. (…)
Per quanto riguarda la rosa è di fatto completa. «A giorni -conclude Zambelli – ufficializzeremo l’ingaggio del centro (dovrebbe essere Elvis Seveali’i, 34 anni, 22 volte nazionale samoano, ndr). Poi toccherà al pilone destro straniero, che affiancheremo a Mahoney perchè il nostro Luke torni a riproporsi ai livelli che conosciamo, dopo l’ultima
stagione indecifrabile, dove ha patito probabilmente più dei suoi demeriti».

John Kirwan e la necessità della Nuova Zelanda di importare… italiani!

Sarah Daniell è una giornalista del New Zealand Herald dove tiene una rubrica che si chiama “12 extra questions with”. Si tratta di un botta e risposta con i protagonisti dei fatti del giorno da quelle parti e l’uomo del momento è naturalmente John Kirwan, nuovo head coach degli Auckland Blues. E JK dice chiaramente che la Nuova Zelanda avrebbe bisogno di più italiani. Tranquilli, non stava parlando di rugby. Purtroppo.

What does New Zealand need more of?
I think we’re in a good place, from a multi-cultural point of view. We probably need more Europeans. More Italians.