Cosa fare per evitare i placcaggi degli avversari? Beh, correre veloce. Migliorare la tecnica. Tutto vero, ovviamente, ma qualcuno ha pensato a un altro stratagemma: farsi la pipì addosso per “schifare” letteralmente i difensori. A farlo è stato un giocatore dell’australiana Avondale Rugby Union, denunciato alla locale federazione (Illawara District Rugby Union) dal presidente degli avversari di turno.
Chissà se la cosa funziona…
Ringrazio Fabio Nannini per la segnalazione e per le foto (entrambe cliccabili)
Giorno: 6 luglio 2012
Perché Rovigo appoggia Treviso: le verità del presidente Zambelli
Andra Nalio, Il resto del Carlino – Rovigo
(…) Presidente Zambelli; tutto il Veneto unito in sostegno di Amerino Zatta per la presidenza Fir. Una svolta storica.
«È vero, una circostanza più unica che rara».
Come è maturata tale decisione da parte dei club?
«Dopo un nostro incontro, c’è stata una convergenza di obiettivi ed intenzioni. Non c’era motivo per non sostenere la sua candidatura»
Uno presa di posizione netta per Rovigo, considerato uno storico club filo-federale.
«Non è stata una scelta difficile. Con il ritiro di Dondi e la professionalità dimostrata da Zatta, ben supportata anche dall’esperienza di Vittorio Munari».
Mai, in passato, le società venete si sono dimostrate così unite per un obiettivo.
«Il motivo è apparso da subito semplice e chiaro a tutti. Dinanzi ad un nuovo corso abbiamo ritenuto fosse meglio puntare ad un’espressione veneta, rappresentata
da persone preparate ed affidabili, che tenesse conto delle realtà venete e della storia delle rispettive società, del lavoro sull’attività giovanile ed anche delle prospettive
future». (…)
Eccellenza, tutte le spine della rosa
Christian Marchetti per La Meta
E.T., l’extraterrestre con una capoccia tanta piena di numeri e domande, si aggira per i corridoi delia Fir. In realtà è un giornalista con la barba, pochi capelli ma tanti dubbi per la testa che continua a porre quesiti su quesiti. In quei corridoi lo
guardano come un marziano perché, effettivamente, l’unico dato certo è che dal prossimo settembre, in Italia, ci sarà un campionato di rugby. L’unico… dato… certo… Perché ok il ritorno di Viadana, ok anche il “Sì” dei Crociati e a limite il ripescaggio delle Fiamme Oro. Ok tutto, ma se qualcuno prende già come sicuro un tranquillo avvicinamento ad un campionato a dodici evidentemente dimentica gli
accidenti degli anni passati tipo: squadre che arrivano ad iscriversi ad un’oretta
dalla scadenza dei termini, altre cancellate nonostante ottuagenarie storie alle
spalle, altre ancora a mendicare qualche sponsor per pagare lodi arbitrali.
A proposito: siete sicuri che nell’Italia ovale gli stipendi relativi alla stagione passata
siano stati tutti pagati? Sì? Viva l’ottimismo… (…)
Elezioni FIR: Gavazzi presenta il suo progetto
(…) «Io e Dondi abbiamo fatto un lungo percorso insieme all’interno della Federazione Italiana Rugby. Lavoro con Dondi ormai da sedici anni e sono convinto che le cose
non succedano per caso. Ho toccato con mano tutti i vari ambiti della federazione, ho avuto la possibilità di lavorare all’interno del sistema in moltissime vesti e credo che
la mia candidatura a presidente rappresenti il naturale andamento del mio percorso all’interno della FIR. Ho fatto il tesoriere, mi sono occupato del Sei Nazioni e sono
stato vice-presidente vicario perciò sono convinto che questo fosse un passaggio naturale».
Quali sono i punti principali del suo progetto?
«Credo che si debbano avere dei principi saldi per poter pensare di governare. Il nostro movimento cresce solo se cresciamo insieme. Deve crescere la Nazionale, devono crescere le società, devono crescere gli arbitri e soprattutto i tecnici.
È importante che la Federazione si impegni a continuare il lavoro fatto sino a questo momento perché è indubbio che ci sia stata una grande crescita. Le società devono
avere una maggiore centralità nel movimento perché è da loro che parte tutto. L’idea deve essere quella di una crescita globale perché non si possono fare passi avanti se non si cresce tutti insieme».
(…) Quali sono i suoi piani per l’alto livello?
«Per poter aspirare a una Nazionale che entri nelle prime otto posizioni del ranking dell’International Rugby Board dobbiamo lavorare affinché ci riesca la nostra Under
20. I progetti a breve termine per la nostraNazionale sono già stati fissati
dall’attuale amministrazione perché credo che la rosa per la Rugby World Cup del 2015 sia praticamente già consolidata. Unendo i giocatori della Nazionale maggiore e quelli della Nazionale Emergenti, infatti, dovremmo trovare il gruppo che ci rappresenterà in Inghilterra».
(…) Parlando sempre di Celtic, quanto influirà la nascita della nuova franchigia federale in termini di sviluppo dei giocatori?
«La Federazione non ha mai voluto prendere il posto degli Aironi ma è stata costretta a farlo perché non c’erano più le condizioni per continuare. Detto questo, ritengo che in passato ci siano state delle difficoltà di comunicazione tra la FIR e le due squadre che
partecipavano alla Celtic League. Ovviamente con la nascita della nuova franchigia federale queste difficoltà diminuiranno in parte ma l’obiettivo è quello di iniziare
a lavorare insieme anche a Treviso per un fine comune, ovviamente senza mai ledere gli interessi del club. Bisogna lavorare insieme per permettere alla Nazionale di avere
giocatori migliori e al massimo della loro forma».
Elezioni FIR – Zatta: “L’unione del Veneto è un fatto storico”
Silvano Focarelli per La Tribuna
(…) «E’ arrivato il momento in cui esprimere il mio progetto: con questa candidatura voglio dare un senso alle mie esperienze e un contributo al movimento rugbistico italiano. Ovvio che se dovessi essere eletto lascerei il Benetton Rugby per incompatibilità».
Da presidente federale, qua! è la prima cosa che farebbe?
«Eh, ce ne sono tante. La prima è prendere coscienza dello stato dell’arte: per partire con un progetto da esporre alle varie società prima bisogna capire la situazione, fare un’analisi della realtà, conoscere le varie componenti. In quanto al progetto, il movimento italiano non può restare ancorato ad un pericoloso immobilismo, ma deve sviluppare un nuovo senso di gestione, sia dal punto di vista tecnico, che per
quanto riguarda gli altri aspetti ad esso correlati. Credo che non dobbiamo avere paura
del cambiamento, anche se consapevoli della difficoltà della strada da percorrere, poiché rappresenta un requisito inderogabile per poter crescere ed acquisire esperienza e credibilità, guardando realisticamente l’attuale situazione senza
alibi di facciata. Confidiamo su una Federazione che rappresenti il confronto fra i vari
componenti del movimento rugbistico, convinti come siamo che sia questo l’unico vero
sistema di crescita».
Lei ha già l’appoggio, oltre naturalmente di Treviso, di Petrarca, Mogliano, San Donà
e Rovigo.
«Un fatto storico: i club veneti di Eccellenza hanno aderito a questo progetto, per me è
un fatto storico. Altri, da me contattati, lo appoggiano. Nei prossimi giorni porterò a conoscenza comune quali sono le nostre intenzioni».



