Super Rugby a 160 minuti dai play-off: cosa può succedere

Ultimi due turni di stagione regolare per il Super Rugby e solo i Chiefs hanno il posto assicurato nei play-off. Il sito SuperXV.com ha analizzato contendenti, partite rimaste e questo è il quadro della situazione

Round’s 17 and 18

Chiefs (62)
Crusaders (h), Hurricanes (a)
BEST FINISH: 1st
WORST FINISH: 6th

Stormers (58)
Cheetahs (a), Rebels (h)
BEST FINISH: 1st
WORST FINISH: 8th

Brumbies (54)
Waratahs (a), Blues (h)
BEST FINISH: 1st
WORST FINISH: 9th

Bulls (54)
Sharks (a), Lions (h)
BEST FINISH: 1st
WORST FINISH: 9th

Crusaders (52)
Chiefs (a), Force (h)
BEST FINISH: 4th
WORST FINISH: 9th

Hurricanes (49)
Bye, Chiefs (h)
BEST FINISH: 4th
WORST FINISH: 8th

Reds (49)
Highlanders (h), Waratahs (h)
BEST FINISH: 2nd
WORST FINISH: 9th

Sharks (49)
Bulls (h), Cheetahs (h)
BEST FINISH: 2nd
WORST FINISH: 9th

Elezioni FIR: la lettera di denuncia al CONI di Gianni Amore

Ieri vi ho anticipato la decisione di Gianni Amore, candidato alla presidenza FIR, di rivolgersi al CONI per denunciare i presunti boicottaggi e sabotaggi finora subiti nel corso della campagna elettorale.
In mattinata è stata diffusa la lettera spedita al CONI. 

Grande Milano spera: sarà ripescata in A2?

Giorgio Sbrocco su QS

LA PROSPETTIVA, se si considerano attendibili i soli risultati del campo, è di avere nella stagione 2012/2013 del rugby nazionale tre formazioni milanesi in serie B, anche se si comincia già a parlare (e non sarebbe una novità) di ripescaggi e di “effetto trascinamento” che potrebbe (questa l’ipotesi più accreditata) premiare la Grande Milano, protagonista di una rovinosa doppia retrocessione dalla Al, con un posto in A2. Nell’attesa che siano le decisioni del consiglio federale a disegnare la nuova geografia ovale in quella che fu la capitale del rugby italiano, la vita di Asr, Grande e Union (l’unica a festeggiare, essendo salita dalla serie C dopo aver vinto il girone lombardo precedendo Bassa Bresciana, Varese e Pavia) continua.
INTANTO SI FANNO CAMBIAMENTI alla guida delle squadre milanesi. È di questi giorni la notizia che sulla panchina dell’Asr siederà Ivano Boncina, storico tecnico del club, che avrà come assistente Massimo Cozzaglio. Mentre Gianluca Ragusi, per anni emblema dell’Asr, farà l’assistente di Achille Bertoncini, l’allenatore piacentino confermato director of rugby della franchigia Grande Milano che prosegue nel proprio ambizioso progetto che raggruppa sette club della cintura milanese e schiera due formazioni under 20 nel campionato nazionale di categoria.

Firenze freme in attesa del ritorno dell’Australia

Paolo Mugnai per La Nazione – Firenze

MANCA solo l’ufficialità, prevista al termine del Consiglio Federale della FIR del 20 luglio, ma ci siamo quasi. Il grande rugby torna a Firenze. A distanza di due anni, quando lo Stadio Franchi si riempì di 33.000 spettatori festanti, il prossimo 24 novembre la Nazionale Italiana di rugby affronterà lo stesso avversario dell’altra volta, ovvero l’Australia, in uno dei due test match del mese, l’altro contro Tonga si disputerà il 10 a Brescia. A darne l’anticipazione il sito web de ilgrillotalpa. La sede inizialmente programmata per la sfida con gli wallabies era Bologna ma problemi delia locale amministrazione comunale a far ‘convivere’ questo impegno con quelli della squadra di calcio hanno reso proibitiva l’organizzazione dell’evento internazionale. Allora si è fatta forte la candidatura di Firenze, vista la data libera da concomitanti impegni della Fiorentina dato che i viola il giorno dopo domenica giocheranno in trasferta essendoci la Maratona cittadina. Contro l’Australia non sarà un deja vu per i fiorentini e tutti gli appassionati anche perché alla guida tecnica dell’Italia da un anno c’è il francese Jacques Brunel subentrato a Nick Mallett.
L’ambiente rugbistico fiorentino è già in fermento, i numeri sono dalla sua parte per il costante aumento dei praticanti e delle squadre giovanili. (…)

Elezioni FIR: sarà Zatta l’anti-Gavazzi?

Fabrizio Zupo su la Tribuna di Treviso

Manca l’ufficialità – questione di ore – del comunicato Benetton, ma il rullo di tamburi che lo sta accompagnando si sente ormai vicino: lo sfidante veneto alla carica di presidente della Federazione Rugby sarà Amerino Zatta, numero 1 del Treviso celtico, manager della Benetton e dalla famiglia designato a seguire le sorti del club in un binomio nato nel 1978 e che ha poi fuso sponsor e società in una cosa sola. Contenderà la carica al lombardo Alfredo Gavazzi (erede di Dondi) e al siciliano Gianni Amore. Veneto e Lombardia dunque: il vertice italiano per meriti (il primo) e tesserati (la seconda), sfidanti di Dondi già nelle elezioni regionali del 2008, si trovano da alleati sotterranei ad avversari dichiarati. La fronda
da un anno al lavoro sul cambiamento appoggiava su tre gambe: Gavazzi e il suo 22% di voti lombardi, Benetton, e un pool di club romani. Poi la sfida lanciata da Zatta a giugno ha chiarito posizioni ma pure accelerato reazioni. La prima, quella di Dondi, che nel breve ha scelto di ritirarsi. La seconda, di Gavazzi nel lasciare i veneti per strada e fare l’accordo col presidente. Dondi del resto è nell’esecutivo Irb: sino al 2015 è uno di quei pochi a decidere politiche e stanziamenti mondiali.
Il primo problema di Zatta sarà chiarire la posizione di presidente di una franchigia privata
che andrebbe a governare movimento e le nuove Zebre federali.
I blogger ovali già ruggiscono. Ma questo conflitto di interessi è superabile. L’altro è convincere tutto il Veneto a spingere il progetto, ritrovare lo spirito di villa Minelle lasciato andare dopo l’ingresso in Celtic. Zatta non ha un passato di “campo” ma è un manager in purezza. È già un segnale ai club, con una Fir che gestisce 160 milioni di euro in 4 anni, con sponsor che devono vincere all’asta gli abbinamenti azzurri (fresca l’Adidas con 2 milioni annui). A breve Zatta dirà tutto: squadra e alleati, nomi che dovrebbero convincere altri ad
aggiungersi. Basterà? Come nel Risiko eserciti schierati, territori tutti da conquistare. Il Veneto conta 3500 voti su 17.040 totali, 2900 la Lombardia, 1900 il Lazio, 1600 l’Emilia, 1200 la Toscana, 500 la Liguria, 1000 il Piemonte, 800 la Sicilia, 700 le Marche, 850 la Campania, 550 l’Abruzzo, 500 la Puglia, 400 la Sardegna, 300 la Calabria, 50 l’Umbria. Non sono precisi al centesimo, ma gli ordini di grandezza sono questi. Basta contare.