Comunità Europea vs Federazione irlandese: il campo da gioco è quello degli stranieri

La strada è quella dei ricorsi alla giustizia europea, che spesso è molto lunga, tortuosa e tutt’altro che sicura nei risultati. Ma tant’è, la notizia c’è e ieri Rugby 1823 l’ha raccontata:
un deputato gallese ha portato davanti alla commissione per i diritti dei lavoratori dell’Unione Europea la nuova normativa decisa dalla federazione irlandese, quella che limita l’utilizzo di giocatori stranieri in tre delle quattro province celtiche.
Il primo passo dell’iter sembra dare ragione al deputato perché saremmo davanti alla “discriminazione diretta sulla base della nazionalità, visto che introduce quote sulla base della nazionalità. Una normativa, dunque, che si scontra con la legge europea sulla libera circolazione dei lavoratori”.  Vedremo come andrà finire, e soprattutto quando finirà.

I Crociati ripartono dai giovani e provano a mettersi alle spalle la tempesta

Caterina Zanirato per ParmaPress24

Sarà la squadra dei giovani. I Crociati rugby Parma stanno per iniziare il lungo cammino di preparazione che li porterà all’inizio del campionato di Eccellenza, dopo tante vicissitudini a livello societario ed economico che hanno minacciato la stessa iscrizione della squadra al campionato. Ma alla fine ce l’hanno fatta, decidendo di investire tutto su un obiettivo: essere trampolino di lancio per il grande vivaio rugbistico parmigiano. Tanti giovanissimi, passati per i Crociati, infatti, sono già stati chiamati alle Zebre. E altri ne verranno, considerato l’alto numero di giovani che militano nelle giovanili delle varie società parmigiane.

“Abbiamo pensato che il nostro ruolo deve essere quello di formare e migliorare i giovani, visto i tempi che corrono economicamente non possiamo puntare su grandi nomi, e quindi vogliamo investire sul futuro. Nella squadra, il prossimo anno, giocheranno solo giovani italiani del nostro vivaio”. Non ha dubbi Francesco Mazzariol, coach riconfermato dall’anno scorso, un anno in cui è riuscito a salvare miracolosamente la squadra nonostante le tante vicissitudini passate, dai punti di penalizzazione ai problemi economici. Disagi che hanno minacciato la stessa iscrizione al campionato: non è stato facile arrivare a…

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

Elezioni FIR: boicottaggio? Gianni Amore si rivolge al CONI e sporge denuncia

Gianni Amore, candidato alla presidenza FIR, aveva già denunciato una sorta di boicottaggio che si starebbe verificando nei suoi confronti da qualche tempo a questa parte: sale e luoghi di incontri con i presidenti delle società dei vari comitati regionali prima concesse e poi tolte, minacce più o meno velate nei confronti dei delegati che vogliono prendere parte a quegli stessi incontri. Questa la denuncia di Gianni Amore nei confronti di chi attualmente gestisce la federazione. Una protesta non più verbale, perché il presidente del Comitato Regionale Siciliano si è rivolto formalmente al CONI, e più precisamente agli Affari legali del massimo organo sportivo italiano, dove ha sporto denuncia.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza di Gianni Amore è caduta in Lombardia: qui il candidato alla presidenza FIR ha presentato domanda per poter incontrare i presidenti dei club regionali in una sala della sede del CONI di via Piranesi a Milano. Il CONI gli ha detto che doveva rivolgersi al presidente del comitato regionale della federazione di appartenenza, e cioè Angelo Bresciani. Da quest’ultimo Amore ha però ricevuto un netto rifiuto perché, questo avrebbe detto Bresciani, “non concedo la sala a nessuno dei candidati in corsa per la poltrona di presidente FIR”.
Lo scorso sabato 30 giugno però – e questa è la denuncia di Amore – al termine dell’assemblea delle società lombarde, Alfredo Gavazzi avrebbe preso parola e fatto una vera e propria arringa elettorale.
Ho contattato il presidente del comitato regionale lombardo Angelo Bresciani che conferma quanto avvenuto, ma con prospettive diverse: “Io la sala la prenoto solo per esigenze del Comitato e basta. Non la prenoto per nessun candidato, nemmeno per Gavazzi, e vorrei che  questo fosse molto chiaro”.
Però Gavazzi ha potuto parlare e fare un intervento elettorale: “Vero, verissimo. Gavazzi però era presente come invitato in qualità di consigliere federale e l’assemblea presente lo ha anche nominato presidente della riunione. Dopo la votazione sul bilancio l’ordine del giorno prevedeva gli interventi dei presenti. Tra gli altri ha parlato anche Gavazzi, ma io non ho dato la sala a Gavazzi. La differenza può sembrare sottile ma non lo è”.
Poi Bresciani precisa: “Gianni ha fatto una riunione qui a Milano il mese scorso senza problemi. Quella volta la sala l’ha concessa il CONI e io non ho detto nulla. Ora, non so perché questa volta il CONI ha dirottato su di me la decisione, ma io confermo la mia posizione che è chiarissima: non prenoto spazi per nessun candidato federale. Nessuno”.

Rovigo punta a un sogno sudafricano: Joubert

Andrea Nalio, Il Resto del Carlino – Rovigo

LA NOTIZIA non è confermata dall’ambiente rossoblu, ma è certamente suggestiva. Polla Roux è partito alla ricerca di un centro. Sudafricano, forte, che faccia la differenza. «Sono già d’accordo con un giocatore che ha già disputato più di 20 test match con la maglia
degli Springbok. È un elemento di grande esperienza». Un nome importante, lascia intendere l’allenatore del Rovigo. L’identikit pare corrispondere al nome di Marius Charl Joubert, colonna dei rugby sudafricano che il prossimo 10 luglio compirà 32 anni. Joubert,
dopo un’esperienza al Clermont, aveva sigiato un contratto con gli Sharks per due anni, ormai in scadenza (solo tre le sue presenze sin qui nel Super Rugby).
L’età, i 30 caps accumulati con la maglia verde-oro e le caratteristiche dei giocatore corrispondono alla linea tracciata da Roux, alla ricerca di un giocatore di grande
qualità. Quasi impraticabile invece la strada diretta a Slefao Terblanche, altro
storico giocatore del Sud Africa, in forza all’Ulster nell’ultima stagione, che appena due giorni fa ha compiuto 37 anni, aveva annunciato il ritiro ad inizio anno.
Meno impervia è la pista che porta a Wayne Julies, 33enne centro dei Pays d’Aix Rugby Club, in seconda divisione francese. Julies, che vanta 11 caps con gli Springbok, ha cominciato la sua carriera sportiva nei Boland Cavaliere, nei 1999, stessa squadra e stesso anno in cui Polla Roux raggiunse Rovigo. (…)
Riguardo i movimenti in entrata, poi, il mediano di mischia Calabrese ha lanciato un segnale significativo nella sua pagina Facebook, pubblicando un’immagine che ritrae la tribuna dello stadio Battaglini gremita di tifosi rossoblu. (…)

Video: il trailer di “All Bec”. Con l’ASR in sostegno dietro le sbarre del “Beccaria”

Dal sito dell’ASR Milano

Il rugby è come la vita. E’ così che uno dei protagonisti di All Bec, documentario indipendente 
realizzato per AS Rugby Milano, racconta il suo incontro con questo sport. Come lui, altri
ragazzi tra i 15 e i 18 anni ogni sabato “scendono” per allenarsi e per imparare qualcosa che
 va parecchio oltre le regole del gioco.
AS Rugby Milano, i ragazzi dell’Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria, una palla ovale.
All Bec è il racconto de “Il senso di una meta”, progetto iniziato nel settembre 2008 in
collaborazione con il Direttore dell’istituto.
 Una sfida: introdurre uno sport di combattimento, basato espressamente sulla gestione
dell’aggressività, tra ragazzi che hanno – spesso – proprio un problema di gestione della
componente emotiva.
All Bec è il ritratto di una porzione di questa esperienza ormai quadriennale, trenta minuti in
cui i suoi protagonisti, ragazzi detenuti, volontari ASR, educatori dell’istituto, parlano di sé,
 ma soprattutto della squadra, di quell’unione di persone che, giocando e facendo sul serio,
raggiungono uno scopo.

Il documentario verrà utilizzato non a scopo di lucro all’interno di scuole e associazioni
 sportive, inviato a televisioni e filmfestival sportivi.