Ieri la FIR ha annunciato l’accordo con Adidas. Per vedere maglie e il resto dell’abbigliamento tecnico dovremo aspettare metà settembre.
Anche la Francia dal primo luglio è entrata nella famiglia Adidas, ma al di là delle Alpi si è visto qualcosa: la maglia di allenamento (la prima che vedete qua sotto) e poi qualche felpa, polo e t-shirt
Giorno: 3 luglio 2012
Geldenhuys alle Zebre: è ufficiale
Lo avevo anticipato questa mattina, ora è ufficiale.
Dall’ufficio stampa FIR
La Federazione Italiana Rugby informa che è stato raggiunto un accordo tra il seconda linea Quintin Geldenhuys e la franchigia delle Zebre, di stanza a Parma, per la stagione 2012/13.
Il trentunne equiparato sudafricano, che vanta trenta caps con la Nazionale Italiana Rugby con cui ha esordito nel 2009 partecipando sino ad oggi a tre RBS 6 Nazioni e ad una Rugby World Cup, si è immediatamente messo a disposizione dello staff tecnico diretto da Christian Gajan per le sedute di preparazione atletica iniziate oggi, dopo la riunione di ieri, presso il Campus Sport Center di Parma.
“Un atleta dell’esperienza e della serietà di Quintin – ha commentato il direttore sportivo delle Zebre, Roberto Manghi – rappresenta una pedina importantissima per la nostra squadra e per il pacchetto di mischia. Nelle ultime stagioni Geldenhuys si è messo in evidenza a livello internazionale e siamo realmente felici che abbia scelto di aderire al progetto delle Zebre per la stagione che si accinge ad iniziare”
“Le Zebre stanno allestendo una squadra competitiva, un mix interessante di atleti d’esperienza e di giovani emergenti – ha dichiarato Quintin Geldenhuys – ed io voglio portare a questa nuova squadra tutto quanto ho imparato nelle ultime due stagioni in Rabodirect PRO12 ed Heineken Cup con la maglia degli Aironi. Io e la mia famiglia abitiamo in questa parte del Paese da tanti anni e siamo felici di poter continuare a farlo”.
Anche Festuccia è una Zebra e le Fiamme Oro si arrabbiano (con grande civiltà)
Anche Carlo Festuccia sarà una Zebra. Lo comunicano – di fatto – le Fiamme Oro che annunciano che il tallonatore il prossimo anno non giocherà con il club romano. Un comunicato dove non si nasconde il disappunto per il comportamento tenuto dai due azzurri.
Eccovelo:
In merito alla questione riguardante il mancato tesseramento per le Fiamme Oro Rugby dei due giocatori Mauro Bergamasco e Carlo Festuccia, la Società precisa quanto segue:
– Durante il periodo dell’RBS Six Nations a Roma, i due giocatori in questione hanno contattato alcuni dirigenti delle Fiamme Oro manifestando l’intenzione di partecipare al concorso riservato agli atleti, che sarebbe stato indetto di lì a poco. Vista la determinazione manifestata da Bergamasco e Festuccia, questa Società, la cui politica è sempre stata quella di arruolare giocatori giovani e di interesse nazionale, è andata oltre le perplessità legate al tesseramento di atleti ultratrentenni, vedendo in Festuccia e Bergamasco anche una buona opportunità legata alla promozione dell’immagine della Polizia di Stato.
– Prima della partenza per il tour estivo della Nazionale nelle Americhe, sia Mauro Bergamasco che Carlo Festuccia si sono sottoposti, insieme agli altri candidati, alle visite mediche e ai test psicoattitudinali previsti per il concorso in questione, risultando, grazie anche ai titoli sportivi, primi nella graduatoria riservata al proprio ruolo.
– Una volta convocato per il tour estivo della Nazionale italiana, Mauro Bergamasco, prima della partenza, ha iniziato ad avanzare dubbi sull’accettare o meno l’ingresso nelle Fiamme Oro. Al rientro in Italia anche Carlo Festuccia ha iniziato ad esprimere le proprie perplessità sul proprio arruolamento.
– Questa Società ha appreso solamente dagli organi di stampa che entrambi gli atleti non avrebbero fatto parte della rosa delle Fiamme, nonché da comunicati ufficiali della Federazione Italiana Rugby che Mauro Bergamasco per la prossima stagione sarebbe stato un giocatore della Franchigia federale.
Per la vicenda in questione, il GS Fiamme Oro Rugby esprime vivo rammarico per il comportamento dei due atleti che, rinunciando all’arruolamento dopo l’uscita della graduatoria finale del concorso, hanno precluso l’ingresso ad altri giocatori partecipanti alla selezione che sarebbero potuti risultarne vincitori.
Le Fiamme Oro Rugby, nel prendere le distanze dalla vicenda, continuano a lavorare perseguendo una politica di crescita del movimento, sia nel campo della professionalità manageriale, sia nella formazione di giovani atleti.
Roma, 3 luglio 2012
Cristiano Morabito – Responsabile Ufficio stampa Fiamme Oro Rugby
Caso London Welsh: Newcastle non farà ricorso
In un Paese come il nostro, parecchio incline ai colpi di carta bollata, una notizia così fa un po’ specie e pure parecchia invidia.
Insomma, il Newcastle ha fatto sapere che non ricorrerà in appello contro la decisione di una Commissione esterna alla RFU che ha sancito in via definitiva la retrocessione in Championship e la contemporanea promozione dei London Welsh in Premiership, così come aveva stabilito il campo.
I due “movimenti” erano stati inizialmente bloccati perché il club londinese non ha uno stadio che soddisfa i requisiti minimi richiesti per poter giocare nel massimo torneo inglese. Quindi il ricorso – vinto – dai Welsh che giocheranno al Kassam Stadium, campo dell’Oxford United (società di calcio). Una storia che ha talmente messo in imbarazzo i vertici del rugby inglese che molto probabilmente modificheranno quei requsiti minimi richiesti.
In tanti si aspettavano il ricorso dei Falcons, che però non ci sarà.
Cavinato sprona la pattuglia italiana di Challenge: “Dimostriamo che non siamo carne da macello”
Il tecnico campione d’Italia, Andrea Cavinato, ha rilasciato una intervista al sito dell’ERC dove non usa certo giri di parole per parlare della partecipazione del suo Calvisano e degli altri club italiani alla Challenge Club
“Il nostro obiettivo prioritario per l’anno prossimo è ovviamente quello di riconfermarci in Italia e dimostrare che la differenza tecnica tra i club italiani e quelli stranieri non è così ampia come invece i risultati, soprattutto di Challenge Cup, degli ultimi anni lascerebbero pensare. Non dico ovviamente che passeremo il turno, ma che potremo toglierci soddisfazioni questo di sicuro. Tornare in Europa con lo scudetto sul petto è una responsabilità in più, perché bisogna dimostrare che il campionato italiano si è sì ridimensionato dopo la creazione delle due squadre per il Pro12, ma sta crescendo e sta valorizzando i giovani italiani. Valorizzare i giovani significa non mandarli in Europa come carne da macello, ma metterli nelle condizioni di poter arrivare a giocare al livello che l’Amlin Challenge Cup richiede.
“Per questi motivi in coppa andremo sempre con la formazione migliore, e spero lo facciano anche le altre tre squadre italiane, anche sacrificando qualche interesse riguardo al campionato. Se le squadre italiane non saranno competitive, penso che la Erc dovrà prendere posizioni dure nei confronti dei club. Essere competitivi significa giocare sempre con la squadra migliore, dimostrare mentalità. Gli aiuti che la Fir dà alle squadre che giocano in Europa non sono soldi a fondo perduto, ma devono trasformarsi in un lavoro per la crescita del movimento. Penso che la crescita del rugby italiano passi necessariamente da questo punto”.


