Super Rugby, quasi tutti gli highlights del round 16

Pulcinella non ha più il segreto: l’Italrugby diventa Adidas, pallone compreso

Lo si sapeva da mesi, ora è ufficiale: la nazionale azzurra dice addio a Kappa, cambia sponsor tecnico ed entra nella famiglia-Adidas, che fornirà divise di gioco, tute, materiale di allenamento e anche palloni.
Il comunicato  che annuncia ufficialmente il matrimonio:

Adidas e la Federazione Italiana Rugby annunciano che, a partire dal 1 luglio, il brand a tre strisce diventa sponsor tecnico della FIR.

adidas vestirà tutte le nazionali azzurre, dentro e fuori dal campo, e lancerà dopo l’estate una collezione lifestyle dedicata all’Italia del rugby.

L’accordo, che durerà fino al 2017, prevede la produzione del pallone ufficiale da gara che verrà utilizzato anche nelle gare interne del 6 Nazioni.

Le nuove divise azzurre con le tre strisce saranno presentate a settembre e faranno il loro esordio in campo nei Cariparma Test Match di novembre. 

“Siamo entusiasti di accogliere adidas nel panel degli sponsor della FIR – ha dichiarato il Presidente della FIR Giancarlo Dondi – certi che un partner di così grande prestigio rappresenterà per noi un nuovo, fondamentale strumento di promozione e divulgazione del rugby nel nostro Paese, contribuendo ad avvicinare ulteriormente la Nazionale agli appassionati ed agli sportivi italiani”.

“Siamo orgogliosi di poter associare di nuovo il brand adidas ad una nazionale italiana – ha dichiarato Jean-Michel Granier Amministratore Delegato adidas Italy – La scelta del rugby non è casuale perché rappresenta il coronamento di un lavoro iniziato anni fa nel mondo della palla ovale e ci permette di associare le tre strisce a una squadra che è incredibilmente amata e rispettata dagli sportivi italiani per la capacità di incarnare valori fondamentali per adidas come passione, autenticità e lealtà”.

 

La foto del giorno: la fiamma olimpica e quel prato dove nacque il rugby

Nel suo giro per l’Inghilterra prima di arrivare a Londra la fiamma olimpica è passata per Rugby, dove ha attraversato il campo della scuola dove – secondo la leggenda – nacque l’omonimo sport.

Capitan Pavanello chiude la stagione dei Leoni, ma guarda già a settembre

Silvano Focarelli, La Tribuna di Treviso

Il capitano e tutti gli altri azzurri del Benetton fino al 23 luglio saranno in vacanza, gli altri riprenderanno il 9: riposo più lungo meritato dopo la faticosa tournée in sud e nord America (sconfitta con l’Argentina e successi con Canada e Usa), Antonio Pavanello è appena tornato a casa: «Credo che per qualche giorno andrò al mare con la famiglia, un po’ d’aria buona per sfuggire a questa calura ci vuole».
Il bilancio del tour? «Speravamo di battere anche i Pumas, però direi che siamo stati più che sufficienti. Di certo è stato utile, abbiamo provato molti giocatori, tanti gli esordienti. E la rappresentanza di Treviso era nutrita come sempre». (…)
A settembre inizierete la terza stagione celtica. «Nelle prime due ci siamo fatti conoscere e meritati il rispetto. Dopo la tournée mi sono fermato due giorni a Miami e lì ho incontrato Leo Cullen (seconda linea e capitano del Leinster, ndr), che mi ha fatto i complimenti, ha
detto che il Benetton ha guadagnato credito e questo, da parte di un campione come lui, mi
ha fatto davvero piacere».
Il rispetto degli avversari significa anche maggiori difficoltà nel batterli. «Ce ne siamo già accorti al secondo anno, contro di noi tutti schieravano la formazione migliore. Al terzo senz’altro sarà ancora più difficile». (…)
Dagli Aironi alle Zebre. «Come giocatore spiace vedere sparire una squadra. In nazionale c’erano molti ex Viadana e averli visti preoccupati per aver perso il posto mi è dispiaciuto. Il rugby è anche lavoro che fa vivere noi e le nostre famiglie. Spero che le Zebre diano tranquillità a chi è rimasto e che possano essere competitive, anche se al primo anno non sarà facile. Il nostro rugby ha bisogno di avere in Europa una seconda squadra di un certo livello. E soprattutto di vivere dei bei derby italiani».

Rovigo tra alleanze venete e vecchie amicizie gallesi

da Il Gazzettino

Dopo il “grande freddo” sembra iniziato il disgelo fra Femi Cz Rovigo e Benetton Treviso. La collaborazione fra le due realtà dovrebbe portare in rossoblu la 19enne ala
trevigiana Allison Gobbo. Le trattative sono in fase avanzata. Un cambiamento da leggere anche in vista dei prossimi schieramenti elettorali?

Ivan Malfatto, Il Gazzettino

L’Eccellenza e la Challenge Cup serbatoio dei talenti gallesi, invece che italiani, ancora acerbi per il Pro12. Sta per diventare un altro paradosso del nostro rugby. Da aggiungere all’impossibilità di liste aperte dei giocatori club-franchigie, alla norma sui permit player pilotati dalla Fir, al no a rinforzare le italiane di Challenge con atleti non usati da Treviso e
Zebre in Heineken. Ad aprire il fronte della nuova collaborazione, foriera di molteplici evoluzioni, dovrebbe essere Rovigo. Gemellato con gli Ospreys, campioni di Rabodirect Pro12. La franchigia gallese vuole far crescere uno suo giovane con un’esperienza estera. La
FemiCz Vea è contenta di fargli da balia e sta definendo l’arrivo di un seconda-terza linea nazionale del Galles under 20 (3° ai Mondiali). Il giovane trascorrerà un anno a Rovigo, sui luoghi dei connazionali predecessori Carwyn James, Prosser, Welch e Thomas. Riceverà vitto e alloggio, l’ingaggio resterà in carico agli Ospreys. Si perfezionerà con l’all black
Andy McDonnell, tecnico della mischia consigliato ai Bersaglieri proprio dai gallesi. Giocherà le partite di Challenge, dove non c’è limite di comunitari, e di campionato se mancherà uno quattro stranieri. Nella finestra del Sei Nazioni u20 tornerà in Galles, poi concluderà la
stagione a Rovigo. (…)
Possibile che una collaborazione simile nasca con franchigie straniere e non italiane? Qui
addirittura si potrebbe andare oltre. Creando una filiera club veneti-Benetton, club di altre aree-Zebre, rinforzando così gli uni, le altre e di conseguenza la Nazionale. Ma le norme dettate dalla Fir finora lo impediscono.