Sean O’Brien operato: fuori almeno quattro mesi

Difficilmente vedremo il giocatore del Leinster e della nazionale irlandese in campo per i test-match di novembre.
I medici hanno inserito delle viti in una cartilagine piuttosto malandata e i tempi di recupero sono piuttosto lunghi, tra le 13 e le 15 settimane. O’Brien perderà la prima parte della stagione di Pro12 e presumibilmente un paio di gare almeno di Heineken Cup.

Zebre, nuovi arrivi in prima linea: Leibson e – forse – Festuccia

Mercato delle Zebre ancora in fermento, visto che la squadra è ancora da completare. A Parma, in prima linea, dovrebbe arrivare il pilone argentino Luciano Leibson, 23enne del San Luis e già nei Pumitas. Con lui forse anche Carlo Festuccia, un approdo un po’ a sorpresa visto che da tempo si dà per certo lo sbarco dell’azzurro alle Fiamme Oro.

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Rovigo va alla guerra, ma con chi?

Roberto Roversi per Il Gazzettino di Rovigo

La mossa del Benetton Treviso sulle prossime elezioni della Fir ha sparigliato le carte e adesso la contesa potrebbe diventare incandescente, molto lontana dalle assemblee di stampo «bulgaro» che dal 1996 hanno rinnovato per quattro volte il mandato al presidente Giancarlo Dondi. Al momento ci sono due candidati ufficiali alla presidenza: il bresciano Gavazzi, indicato direttamente da Dondi nel segno della continuità, che si presenterà ufficialmente domani a Parma, e il catanese Gianni Amore, che predica il cambiamento. La curiosità maggiore, però, è tutta per la terza ipotesi, quella che dovrebbe arrivare dal Benetton Treviso che, dopo aver lanciato il sasso, vorrà sicuramente mostrare anche la mano.
Di fronte a questi scenari sarà interessante vedere come si muoverà la Femi-Cz Vea
Rovigo cui, non è un mistero, non dispiacerebbe tornare ad avere una rappresentanza nel
consiglio federale. L’ultimo rodigino a farne parte è stato Giorgio Ferrari, ma parliamo
della metà degli anni ’90, quando il presidente della Fir era Maurizio Mondelli. Prima di
Ferrari era stata la volta di Antonio Cappellini, preceduto da Vittorio “Ciò” Cogo, il quale
per alcuni anni aveva ricoperto anche l’incarico di vice-presidente delle federazione. Da quasi vent’anni, quindi, la società di viale Alfieri non ha un suo uomo nel consiglio della Fir. In questo periodo ci sono state diverse vicissitudini e parecchi problemi per il club rodigino,
ma è sempre apparso piuttosto strano che una delle società storiche del rugby italiano, con
68 campionati consecutivi nella massima serie e 11 scudetti, non riuscisse ad esprimere un
proprio rappresentante in un consiglio federale dove, con tutto il rispetto, ci sono esponenti di territori rugbystici di minor tradizione rispetto a quello polesano.
Le premesse della nuova tornata elettorale, però, potrebbero rappresentare l’occasione
buona per rivedere un esponente del rugby polesano nel consiglio federale. In questa prospettiva diventa determinante la scelta che farà la Femi-Cz Vea Rovigo nel decidere quale candidato sostenere. Appoggerà Gavazzi, mantenendo la linea «filo-governativa» degli ultimi anni, o sceglierà di mettersi in contrapposizione? La protesta del presidente Francesco Zambelli contro il comportamento della Fir nella gestione della nuova franchigia federale ha rappresentato un segnale di insofferenza significativo, ma non è detto che debba essere interpretato come uno strappo con il «palazzo». In viale Alfieri è pensabile che vogliano vedere tutte le carte sul tavolo prima di decidere da che parte schierarsi in questa contesa che si preannuncia molto combattuta. Scegliere il cavallo sbagliato potrebbe rivelarsi un grave errore.

Interrogatori e test del DNA tra i Baby Blacks, prosegue l’inchiesta sullo stupro di Città del Capo

Non si placano le polemiche per la vicenda che vedrebbe coinvolti alcuni giocatori della nazionale neozelandese U20 coinvolti in uno stupro avvenuto venerdì notte al Southern Sun Hotel Newlands di Città del Capo, dopo la finale del Mondiale Juniores.
Le non molte notizie sinora trapelate parlano di quattro giocatori implicati nella vicenda, ma l’intero staff neozelandese è stato fatto comunque ripartire dal Sudafrica dopo aver dato massima collaborazione e aver ottenuto il via libera proprio per questo.
Almeno ad un giocatore, ma forse sono due, è stato comunque prelevato del DNA e si stanno attendendo i responsi, così come un giocatore (non si sa se si tratta della stessa persona) è stato interrogato in loco dalla polizia.
La ragazza rimasta vittima della violenza, una 22enne, si sarebbe presentata da sola all’albergo dei neozelandesi e secondo un membro dello staff dell’hotel si è presentata come una cugina di un giocatore, era ubriaca e sapeva esattamente in quale stanza voleva andare.
Atleti e membri dello staff potrebbero tornare in Sudafrica per nuovi interrogatori.