Doping, il fenomeno cresce anche a Ovalia

Lancio ANSA delle ore 11.26

Il 3% degli sportivi amatoriali italiani fa uso di doping, una cifra che sale a uno su dieci fra i frequentatori delle palestre, mentre più di metà abusa di sostanze ‘regolari’ ma comunque pericolose. Lo si deduce dalle cifre dei controlli per il 2011 della Commissione Vigilanza e Controllo del Doping (Cvd) del Ministero della Salute, presentati oggi a Roma durante un convegno ospitato dall’Istituto Superiore di Sanità.
L’attività di controllo ha riguardato 1676 atleti durante 386 eventi dilettantistici, giovanili e nelle serie minori, la maggior parte dei quali (il 40%) legati al ciclismo. I positivi sono stati 52, circa il 3,1%, di cui il 71% maschi, l’età media è risultata di 29 anni, con diuretici e agenti mascheranti tra le sostanze più usate.
Le percentuali di positività più elevate si sono trovate nella pesistica e cultura fisica (9,7%), ma valori sopra la media sono stati visti anche nel rugby (5%) e nel ciclismo (4,4%).

Ufficiale: Wakarua squalificato quattro settimane. Cavalieri senza di lui per le finali d’Eccellenza

Dal sito FIR

Il Giudice Sportivo, visti gli artt. 72, 77, 26, punto 1, lett. k), 26 punto 2 lettera a), 90 punti 3 e 4 del Regolamento di Giustizia e la Delibera Federale n.66/2008, accoglie il reclamo presentato dalla Società Mogliano Rugby SSD a r.l. ed infligge al giocatore Rima
Wakarua, Tess.146618, giocatore della società I Cavalieri Prato, la sanzione di 4 (QUATTRO ) SETTIMANE DI SQUALIFICA, dal 17 Maggio 2012 al 13 Giugno 2012 compresi per la violazione del disposto degli articoli 26 1 lettera k) e 26 2 lettera a) Reg. di
Giustizia.
Giustizia.
La scadenza della sanzione è soggetta a prolungamento in applicazione dell’art. 90 punti 3 e 4 del R.d. Giustizia e della Delibera Federale n. 66/2008 valida per tutte le stagioni sportive.

Aironi vs Colorno: Cantoni spiega, Melegari casca dalle nuvole

da La Gazzetta di Mantova

Gli Aironi restano da soli. Il Rugby Colorno ha comunicato alla Federugby che non prenderà
parte al nuovo progetto di rilancio. «Proseguire in due società per noi è troppo – spiega
Stefano Cantoni, vice presidente degli Aironi e del Colorno -. Siamo una piccola società e siamo andati oltre il nostro compito. Il progetto di franchigia iniziale è venuto meno e sin da
fine 2011 ho detto che restare in due era difficile. Il Consiglio del Colorno ha quindi deciso
di fermarsi». Cantoni esclude che alla base della decisione ci sia un progetto di rilancio del
rugby parmigiano come si è ventilato nei mesi scorsi: «E’ vero, ci sono stati contatti ma solo
eventualmente propedeutici al discorso Aironi». «Al di là del preannuncio fattomi lunedì
– replica il presidente Silvano Melegari -, sono stupito dell’indisponibilità perché è un anno e mezzo che andiamo avanti in due. Comunque, se la Fir sabato darà l’ok, andremo avanti come club lombardo mentre ricordo che sto ancora attendendo che Noceto, Parma e Gran Parma onorino gli impegni pregressi». (…)

Polla Roux ancora sulla panchina di Rovigo. E i rossoblu iniziano a cercare giocatori…

Andrea Nalio per Il Resto del Carlino di Rovigo

POLLA ROUX continuerà a guidare la Rugby Rovigo anche nella prossima stagione. Manca solo la firma sul contratto, ma dirigenza ed allenatore hanno trovato il punto d’intesa per continuare assieme il percorso. «Con Polla l’accordo è raggiunto», ha dichiara to il presidente della Femi Cz Vea Rugby Rovigo Delta al termine dell’intensa giornata di colloqui avvenuti al campo. Bacchetti, Duca, Pavan, Cristiano, Ferro, Maran, De Marchi e Persico, questi i bersaglieri presenti ieri al campo, nei confronti dei quali Zambelli si dice
«fiducioso di ottenere risposte positive per la loro permanenza». Già confermati Van Niekerk, Basson, Mahoney e Persico, che hanno accettato la modifica contrattuale proposta dai club di via Alfieri (un anno di contratto con l’opzione per il successivo da esercitare entro il 31 marzo). In dubbio Bacchetti, allettato dalla possibilità di andare a Viadana, società che, nelle scorse settimane, ha messo gli occhi anche su Ferro e Duca. (…)
Zambelli, ha affermato che «nuovi arrivi per ora n on ce ne sono», anche se i dirigenti rossoblu potrebbero sfruttare i contatti già avviati nelle scorse settimane. Da Treviso, infatti, potrebbe essere ‘liberato’ la seconda linea Enrico Ravanello (classe 1980), 194 cm per 107 kg, che già interessava in passato la società di via Alfieri ed inserito nella lista dei possibili nuovi arrivi. Nelle scorse settimane, inoltre, Rovigo ha avuto un contatto anche con la seconda linea argentina dei Petrarca Agustin Cavalieri. (…)

Sette mesi o un paio di settimane? Il giallo sul concorso di Mauro Bergamasco

Mauro Bergamasco torna sulla notizia che vede il suo prossimo futuro di stanza a Roma, con la maglia delle Fiamme Oro. Piccolo (grande) dettaglio: lui parla di sette mesi prima del concorso per entrare in polizia, cercando probabilmente di far scendere un po’ di silenzio sul suo trasferimento, ma in realtà il concorso è a fine mese. Tra sette mesi dovrebbe invece tenersi il corso di formazione, ma ancora date certe non ce ne sono.

Da Il Corriere delle Alpi, pagine padovane

«Ho fatto domanda di concorso pubblico per il progetto sportivo delle Fiamme Oro, la cosa è nota da tempo. A Roma hanno un progetto importante che va dai bambini alla prima squadra con 300 giovani coinvolti. Per elevare il livello. Un progetto che mi può interessare. Da questo alle cose scritte nei blog rimbalzate sui giornali ce ne passa:
giocatore e allenatore? Il concorso si svolgerà fra sette mesi. In questo momento non so neppure se giocherò o non giocherò, figuriamoci fra sette mesi».
Mauro Bergamasco è tutto fuorché laconico nelle risposte. È il volto più noto del rugby italiano, assieme al fratello Mirco, Castrogiovanni e Parisse. Pochi altri. Anzi una delle cose che gli vanno riconosciute, assieme a Mirco, è di aver messo sempre la faccia con la stampa al termine di un match, sia dopo i trionfi che fecero scoppiare la rugbymania in Italia, sia dopo storiche batoste. (…)
Però pur nelle Fiamme potrebbe giocare in Celtic: «Certo è possibile, come permit player. Ripeto: non so quello che farò. Vado per obiettivi. Ora mi interessa la fiducia che Brunel mi ha dato convocandomi in tour a giugno (Pumas, Canada, Usa). Sono motivatissimo: mi gioco tutte la possibilità future di far parte del gruppo azzurro. Di tornare a giocare il Sei Nazioni». Al ritorno poi c’è l’impegno col suo campus per ragazzi, anzi due: uno al Valsugana Padova, l’altro a Bibione