Rugby e amore con Fosca, una “Bridget Jones” ovale

Ricevo e pubblico

Dopo un lungo matrimonio, Fosca si separa dall’affermato e ricco avvocato Leonard Kenneth che ha sposato giovanissima: dieci lunghi anni in una gabbia dorata ed ora, finalmente libera, riprende le fila della sua vita per ricominciare tutto d’accapo. Lascia, così, la sua città natale, Londra, e si trasferisce a Newbridge (Galles) dove vivono i suoi amici di sempre, Anna e Matt. Fosca è una trentenne goffa, la cui sfrenata propensione alle brutte figure la catapulta spesso in situazioni di una comicità imbarazzante. Suo malgrado e quasi a forza si ritroverà proiettata nel mondo del rugby dove c’è Leif ad attenderla: un giocatore professionista dalla personalità decisa e diretta – un semidio agli occhi di Fosca – che si innamorerà irrimediabilmente di lei. Questa è la loro storia fatta di momenti comici, di situazioni esilaranti, ma anche di un’intensa passione.

Lungo il cammino non mancheranno gli ostacoli, perché Fosca non è perfetta, tutt’altro; è una donna come tante con paure e dubbi, ben lontana quindi dal classico modello di eroina da romanzo e forse per questo così vicina a noi che a volte ci comportiamo da Wonder Woman, ma dentro siamo ancora fragili ed insicure. Fosca vuole comunque una seconda occasione, vuole questo amore meraviglioso e Leif non si lascerà sfuggire la “sua piccola donna”: andrà avanti a testa bassa pronto a placcare la vita proprio come se fosse su un campo da rugby.

“Un amore ovale” vuole essere un omaggio al Rugby ed al mondo che circonda questo sport per fortuna ancora abbastanza incontaminato. Uno sport duro, che non perdona, ma per niente violento, nonostante le apparenze. Uno sport dove lo spirito di squadra, il rispetto per l’avversario, la dedizione, la correttezza sono valori fondamentali. “Un amore ovale” è un omaggio a questi splendidi atleti: uomini normali che non si atteggiano a star, uomini che hanno vite semplici, che non si innamorano delle veline, che vivono il loro momento di gloria nella quotidianità di una vita normale.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Sabrina Parodi nasce a Genova il 18 gennaio 1961. Diplomata in lingue, vive e lavora a Genova come impiegata in uno studio professionale. La lettura è stata sin da bambina una delle sue passioni, ma da sempre ha un sogno nel cassetto: scrivere, che per mancanza di tempo, o forse di coraggio rimane comunque tale a lungo. Solo recentemente dà libero sfogo al suo desiderio ed inizia a mettere su carta tutto ciò che ha in testa : un’autentica rinascita rinascita!

Sabrina ha anche un’altra grande passione: il Rugby. Di questo magnifico sport scrive articoli  poco tecnici, ma molto appassionati su www. Fulmicotone.com , riuscendo così a conciliare la scrittura con l’amore per questo sport. E’ così che le viene l’idea di scrivere “Un amore ovale”: una storia d’amore romantica, un po’ comica, un poco erotica in onore del Pianeta Ovale di cui si sente fiera abitante.

Nel mese di maggio 2011 ha pubblicato un racconto, “Sitael angelo oscuro” facente parte dell’antologia “Le favole della mezzanotte” edito da CIESSE Edizioni.

A luglio 2011 ha pubblicato il racconto “Oltre” con la Lite Editions facente parte dell’antologia erotica “L’antro di Eros”.

Il “no” di Torino a Italia-Tonga: assessori e signori del calcio, almeno non perculateci

Lo so, l’espressione non è esattamente signorile, ma a volte te le tirano davvero fuori. Quindi scusatemi, ma questo non è un articolo ma uno sfogo.
Perché io posso capire che  il calcio in Italia è un qualcosa di intoccabile, nonostante tutto, per ragioni economiche ed elettorali. Però non pigliateci in giro, trattateci da persone adulte. Diteci che così avete deciso e che così deve essere. Punto. Preferisco un atto di arroganza e di ignoranza sportiva piuttosto che essere trattato come un deficiente.
Perché non potete dirci che “non sappiamo se ci sarà il tempo per una eventuale rizollatura”, perché appunto è eventuale e perché se dopo nemmeno una settimana annunciate che uno dei prati negati all’Italrugby – in questo caso San Siro – verrà ricoperto con un manto sintetico, beh un po’ presi in giro abbiamo tutto il diritto di sentirci.
Perché non potete accampare a scuse di calendari, che ancora non sono stati stilati.
Perché non capisco che differenza possa esserci tra Milano e Roma, due squadre di calcio in entrambi i casi che giocano nello stesso stadio e che hanno anche “l’ingombro” delle coppe europee, ma da una parte la soluzione la si trova e dall’altra nemmeno ci si prova.
Perché a Torino non c’è nemmeno la scusa della coppa europea.
Perché non è possibile che l’amministratore delegato della società che gestisce lo stadio di San Siro (50% Inter e 50% Milan, lui in quota nerazzurra) tutto candido arrivi a dire “volevamo chiedere agli All Blacks di spostare la partita di una settimana ma ci è stato detto che non era possibile”, chi diavolo vi credete di essere? Bastava una breve ricerca su Google per scoprire in pochi minuti che i calendari li fa l’IRB e sono stati stilati due anni fa e capire così subito la stupidità della contro-proposta.
Perché non è possibile che questa idiozia venga detta dall’amministratore delegato di cui sopra e che un paio di mesi più tardi venga ripetuta da un assessore di Torino.
Basta. Diteci che non ve ne frega nulla. Diteci che a Milano lo stadio lo pagano Inter e Milan e che quindi ci fanno quello che vogliono, diteci che a Torino i tifosi granata sono più importanti di quelli del rugby perché possono decidere o meno una rielezione. Saranno motivazioni discutibili ma sono dei perché. Ma non pigliateci in giro, non lo meritiamo.

Super Rugby, beffa Bulls all’ultimo respiro per i Waratahs (24-27)

Una meta di Kruger nei minuti finali regala una importante vittoria ai sudafricani a Sydney

The scorers:

For Waratahs:
Tries: Horne, Pakalani
Cons: Barnes
Pens: Barnes 3, McKibbin

For Bulls:
Tries: Hougaard, Ndungane, W Kruger
Cons: Steyn 3
Pens: Steyn 2

Yellow cards: Mumm (Waratahs)

Scozia, salta la sfida ai Waratahs

Il prossimo 10 giugno a Sydney non si giocherà la partita tra la locale franchigia di Super Rugby e la nazionale scozzese. La decisione è stata presa per via dell’alto numero di infortuni che sta interessando i Tahs, che in quello stesso periodo dovranno fare a meno dei non pochi giocatori chiamati nella nazionale australiana, impegnata in una serie di test-match con il Galles.
Confermate invece le altre partite del tour scozzese. il 5 giugno proprio contro i Wallabies, il 16 a Fiji e il 23 giugno a Samoa.

Roma Seven 2012, cresce l’attesa

Ricevo e pubblico

Grande attesa per l’ undicesima edizione del  “Roma Seven 2012 International Rugby Sevens Tournament”, il torneo di rugby a sette ormai affermatosi come 1° in Italia, 3° in Europa e 9° al mondo per importanza. Il 18 e 19  Maggio nella famosa quanto spettacolare cornice dell’Acquacetosa saranno presenti le selezioni nazionali di livello assoluto: Argentina 7 ( per la prima volta in Italia), Francia 7, Kenia 7, Georgia 7, Ukraina7. Senza dimenticare il team padrone di casa, l’Italia 7 che darà battaglia per difendere l’onore della Nazione e ambire a conquistare la Roma Seven Cup.

La squadra da battere rimane tuttavia il Roma Seven: i campioni in carica dell’edizione 2011 torneranno a Roma più forti che mai, con un team formato da giocatori spaziali: i famosissimi All Blacks 7 veri maestri di questa disciplina, gli australiani giocatori che nella storia del rugby a 7 hanno più volte alzato la coppa del mondo e i potentissimi americani che hanno fatto del rugby un’ arte fuori e dentro il campo. Inoltre scenderanno in campo selezioni ad invito di altissimo livello: i Felpharma Pacific Isles Invitatation squadra ad inviti con giocatori delle Isole Fiji e Samoa maestri di questo sport, i Kuban Russia, i Geneva Barbarians; i Clandestinos e la Rappresentativa Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Contemporaneamente si svolgerà la 4’ edizione del “Roma Seven Ladies 2012 International Rugby Sevens Tournament”:  le New Zealand Maori, trionfatrici del torneo nell’edizione 2010 e 2011, sfideranno le nazionali di Francia 7, Russia7, Ukraina 7, Italia 7, Georgia 7 , Svezia 7, Tukkies Sud Africa e Kazakhstan.

Il Roma Seven 2012, quindi,  vedrà in campo gran parte dei giocatori e delle giocatrici più forti del Rugby a 7 mondiale: un’anteprima per quello che dall’edizione di “Rio de Janeiro 2016”, sarà riconosciuto come disciplina olimpica.
Gli appuntamenti con il rugby Rugby a 7, che anche quest’anno godrà della diretta televisiva sul canale Rai Sport ( partner media con dirette di circa tre ore a partire dalle 22.00 circa) con le fasi finali e la scenografica finalissima in notturna delle ore 23.45, inizieranno mercoledì 16 maggio con il consueto “ welcome city ” al Drunkenship di Campo dei Fiori storico ritrovo della mondanità romana per continuare il giorno seguente con lo spettacolare “ Welcome Party” all’Admiral club di via Villa Severini n.10/12.

Il 18 e 19 maggio saranno invece le date in cui i cittadini romani e non, vista l’affluenza di tifosi da svariate parti del globo, potranno assistere alle fasi eliminatorie e le finali che porteranno per l’undicesima volta ad incoronare vincitore il team che si aggiudicherà la  Roma Seven Cup.

Che la battaglia abbia inizio!

Venerdì 18 maggio ingresso gratuito.
Sabato 19 maggio prevendita biglietti sul circuito Listicket
(www.listicket.it)

Maggiori info sul sito ufficiale della manifestazione:  www.romaseven.com