Rovigo dopo il ko lascia il presidente Zambelli? E Polla Roux che farà?

Alice Sponton per Il Gazzettino di Treviso

“Per me l’avventura è finita, mi sono stancato di lottare contro i mulini a vento. E non aggiungo altro”. Amarezza e delusione per Francesco Zambelli, presidente della Rugby Rovigo che non spiega chiaramente se ha intenzione di lasciare il suo ruolo societario o di main sponsor del club. Considerando i contratti siglati per il prossimo anno, con l’impegno di Vea di affiancare il marchio Femi Cz, è ipotizzabile che Zambelli sottenda di voler lasciare il suo incarico.
Sul futuro di Polla Roux, lo stesso allenatore afferma: “Sarà la società a decidere. Certo, lasciare mi dispiacerebbe, non è un anno da buttare interamente. Siamo stati la miglior
squadra italiana in Challenge Cup, abbiamo schierato sette rodigini in campo, obiettivo dichiarato dal club in questi anni”.

Aironi, coach Phillips saluta e indica la via: “Fate come il Galles”

Leonardo Bottani, Gazzetta di Mantova

(…) «Mi dispiace molto dover salutare Phillips – attacca il presidente Melegari – perché ha fatto un grande lavoro, ha fatto crescere la franchigia. Ha costruito un tetto solido sotto il quale siamo cresciuti molto. Gli auguro la massima fortuna come tecnico in qualsiasi luogo andrà».
(…) Phillips poi dice di comprendere bene i motivi che hanno portato alla chiusura del rapporto: «Ma sono frustrato per non poter continuare un lavoro di crescita evidente che è sotto gli occhi di tutti». Il tecnico sottolinea la frustrazione anche umana di dover lasciare Viadana e il suo lavoro. «Ma in una guerra – afferma – ci sono anche aspetti collaterali che si devono pagare. Tuttavia sono più importanti gli Aironi e la loro crescita. Sono un professionista e i contratti iniziano e finiscono. Ma, come persona, lascio l’Italia con un peso sul cuore». Parole seguite da un applauso dei numerosi giornalisti in sala stampa. Quindi una considerazione generale sulla sua esperienza tricolore: «In Italia c’è più paura di perdere che ambizione di vincere. L’anno scorso giocavamo per non perdere ma quest’anno, come stasera, abbiamo giocato fino in fondo per vincere. Spero che gli Aironi
mantengano un buon rapporto con la Fir: in quasi due anni io non ho mai potuto sedermi
con lo staff azzurro per lavorare insieme. Serve sinergia per far crescere il rugby italiano». Un concetto approfondito subito: «Ci vuole una struttura piramidale con la Nazionale
al vertice, sotto le due franchige, poi l’Eccellenza, l’U20 e via via scendendo. Dalla base fino in su si deve lavorare uniti per lo stesso scopo e invece uno va da una parte e uno dall’altra. Se le cose continueranno così allora la Nazionale dovrà attendere ogni due anni la Scozia a Roma per vincere una partita». Il suo Galles dieci anni fa era nelle stesse condizioni:
«Tanti club isolati. Poi hanno fatto le franchige e sono venuti 3 Gran slam nel 6 Nazioni
e la semifinale in Coppa del mondo».
La chiusura è ancora del presidente: «Voglio ringraziare i giocatori per la grande partita.
In settimana ho avvisato i loro procuratori che chi vuole restare deve pensare a una notevole riduzione dello stipendio: sto preparando il budget della nuova società da presentare entro il 14 maggio e questi tagli sono necessari. Una situazione difficile ma loro hanno comunque giocato con grande professionalità».

Fotogallery: l’ultima degli Aironi e Tommaso Del Panta

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La Grange e Budd, nuovi leoni Benetton, due video per scoprirli

Treviso, in attesa degli italiani arrivano altri due stranieri: Dean Budd e La Grange

Ennio Grosso per Il Gazzettino di Treviso

Il nuovo Benetton si sta delineando. Negli ultimi giorni, infatti, la società biancoverde
avrebbe definito gli ingaggi di almeno 3 stranieri, due trequarti e un avanti, per
rinforzare la squadra che affronterà la terza stagione in Celtic League, l’attuale
PR012, ma che vorrebbe fare dei passi avanti anche in Heineken Cup.
Dopo aver messo a segno alcune settimane fa il colpo di James Ambrosini, talentuoso
italo-australiano di 21 anni, apertura, già Nazionale dell’Australia Under 20, la
società trevigiana ha ingaggiato Dean Budd, seconda terza linea che ricorda molto
per capacità e movimenti il sudafricano Hottie Louw e il più recente Benjamin Vermaak.
Dean Budd, 25 anni, neozelandese di Auckland, pesa 105 chili distribuiti su 196
cm. di altezza. Ha giocato l’ultima stagione in Giappone, con i NEC e in quella
precedente, in Nuova Zelanda, è stato in NPC l’avanti con il maggior numero di
mete realizzate. Giocatore veloce, possiede spiccate qualità in rimessa laterale e buone
capacità negli spazi allargati, un atleta che dovrà però adattarsi ad un rugby più
ruvido come quello che troverà in certe partite in Europa.
Le novità nei trequarti si chiamano Doppies La Grange, 30 anni, sudafricano, primo
o secondo centro, all’occorrenza anche mediano di mischia, ruolo ben coperto a Treviso con 3 azzurri ma che in questa stagione ha avuto bisogno anche di qualche ripiego, quindi Christian Loamanu, ala tongana, all’occorrenza pure centro o estremo, con passaporto giapponese, questa stagione in Francia col Tolone.
La Grange, 94 chili per 182 cm., arriva dai Lions, è seguito dal Benetton già dall’anno
scorso e potrebbe fungere da fratello maggiore per giovani come Benvenuti, Iannone,
Sgarbi. Chris Loamanu è un giocatore che fisicamente ricorda molto Alesana Tuilagi. Compirà 26 anni la prossima settimana, pesa 108 chili ed è alto 1 metro e 88 cm. Una
trattativa difficile quella di portarlo a vestire la maglia del Benetton, un pò come lo
sono state nelle scorse settimane quelle per tenere alcuni giocatori biancoverdi che
sembravano sul punto di approdare al rugby francese.
Loamanu, oltre che dal Benetton era corteggiato pure dal Lione, club francese allenato
da Raphael Saint-André, fratello di Philippe Saint-André, attuale ct della Francia ed ex tecnico di Tolone.