E’ arrivata la squalifica per Mark Burman, il seconda linea del Mogliano resosi protagonista di un bruttissimo gesto (guardate qui). Il giocatore dovrà stare fermo 4 mesi. Burman si era scusato pubblicamente, ma non è bastato ad evitargli una sanzione pesante ma giusta. Parte della squalifica verrà scontata all’inizio della prossima stagione, visti i mesi di fermo estivo.
Giorno: 29 marzo 2012
Inghilterra, il ct è Lancaster. Mallett dice bye bye
Guardate l’immagine alla vostra sinistra. Bene, quell’uomo con quella divisa e con quei colori lo vedrete spesso e a lungo. Almeno fino al Mondiale 2015. Quell’uomo infatti è Stuart Lancaster, il nuovo ct dell’Inghilterra. La notizia è – finalmente – ufficiale, annunciata dalla federazione inglese in una conferenza stampa a Londra.
Nuovo, ma non nuovissimo, visto che ha guidato con un contratto ad interim la nazionale di Sua Maestà nell’ultimo Sei Nazioni, dove se l’è cavata davvero bene: 4 vittorie, un solo ko con il Galles che ha fatto suo il torneo con tanto di Grande Slam. Vero che con l’Italia la sua squadra pur vincendo non ha certo brillato, ma può mettere sul tavolo una splendida vittoria a Parigi e soprattutto la ricostruzione e il rinnovamento di un gruppo che era uscito a pezzi dal Mondiale neozelandese.
Il grande sconfitto è Nick Mallett, rimasto a piedi e senza panchina. Ma l’ex ct azzurro troverà nuovamente un lavoro prima o poi (magari in Scozia) e comunque avercela una disoccupazione come la sua. Benvenuto Stuart, e buon lavoro.
I conti del calcio, un mostro che divora tutto lo sport
Prima alcuni lanci ANSA di questa mattina. Quindi, in fondo, un paio di osservazioni
E’ di 428 milioni di euro la perdita netta prodotta dal calcio professionistico italiano nel 2010-2011, in aumento di 80 milioni rispetto alla stagione precedente (+ 23% ). E’ questo uno dei dati che emergono nel ‘Report Calcio 2012′, il rapporto organico presentato questa mattina presso la sede dell’Abi a Roma, dai tre soggetti che hanno promosso lo studio, Figc, Arel e PricewaterhouseCoopers, sulla situazione economica del calcio.
Il risultato è negativo in tutte le leghe. Solo 19 sui 107 club analizzati hanno riportato un utile (18%). Il totale del valore della produzione del calcio professionistico italiano nel 2010-2011 è stato pari, infatti, a 2,5 miliardi di euro (-1,2% rispetto alla stagione precedente). La serie A genera l’82% dei ricavi (era l’84% nel 2009-2010), mentre la serie B il 14% (era l’11 % nella stagione precedente) e la Lega Pro il 4% (era il 5% nel 2009-2010).
Il costo della produzione è pari, invece, a 2,9 miliardi di euro, in aumento dell’1,5% rispetto alla stagione precedente. Il 2010-2011 rappresenta il primo periodo nel quale la crescita dei costi rallenta fortemente se confrontata con il passato (+6,8% e +6,4% nel 2009-2010 e 2008-2009).
L’indebitamento complessivo della Serie A nel 2010-2011 è di 2,6 miliardi di euro ed è in aumento del 14% rispetto all’anno precedente (2,3). I debiti finanziari pesano per il 35% (27% nel 2009-2010), 16% quelli commerciali (15% la stagione scorsa), 21% i debiti verso enti settore specifico (12% nel 2009-2010), il rimanente 28% si riferisce agli altri debiti (46% nel 2009-2010).
E’ invece di 1 miliardo di euro l’apporto complessivo che il calcio italiano ha dato al fisco nel 2009. L’85% del totale (875 milioni) deriva dal contributo fiscale e previdenziale delle societa’ professionistiche italiane, mentre i rimanenti 155 milioni di euro sono relativi al gettito erariale derivante dalle scommesse sul calcio.
Le riflessioni
Ora, io di economia non ci capisco un granché. So benissimo che il pallone regala una visibilità non paragonabile a nessun altra disciplina, ma i numeri (che non dicono nulla che già non si sapesse, tra l’altro) sono spaventosi.
Se uno di noi aprisse una qualsiasi attività e dopo un anno registrasse queste cifre – con tutte le debite proporzioni – chiuderebbe immediatamente baracca e burattini.
Invece questa situazione viene tenuta artificialmente in vita dalle istituzioni che dovrebbero vigilare, dalle banche. Che avranno ovviamente i loro tornaconti, ma che poi negano appoggio e finanziamenti a realtà più piccole ma magari più solide. E non parlo solo di rugby, ma anche di tutte le altre discipline considerate “minori”.
Ok, il calcio genera anche introiti che aiutano non poco a tenere in piedi lo stesso Coni, ma così non si può andare avanti. Il mio non è il “solito” articolo contro i pallatonda, ma quei numeri soffocano i margini di crescita del rugby, della pallavolo, del tennis, del golf. Metteteci quello che volete. Soldi ed energie che se lasciassero – in parte! – una disciplina riportata a livelli finalmente sostenibili potrebbero essere riutilizzati per diffondere una vera cultura sportiva di base con corsi e strutture. E non credo che una “cura” simile ucciderebbe il cacio o la sua diffusione e popolarità.
C’è un puntata dei Simpson in cui la testa di Homer viene trasformata in ciambella. Il buon Homer a un certo punto, dopo aver finito tutte le pietanze disposte sulla tavola, non trova nulla di meglio da fare che mettersi a mangiare la sua stessa testa.
Il problema è che quella testa non rappresenta solo il calcio italiano, ma pure gran parte delle forze di tutti gli altri sport. E a me pare tutto terribilmente stupido.
Pro 12: gli Aironi cambiano faccia per l’Ulster
Seconda trasferta consecutiva – e penultima della stagione – per gli Aironi, che domani sera alle 20,05 italiane tornano al Ravenhill di Belfast per il quarto confronto stagionale (l’ottavo in due anni) con l’Ulster. Arbitra l’incontro lo scozzese Neil Paterson. Diretta sui canali irlandesi BBC Northern Ireland e TG4, differita su RaiSport2 alle 22,35.
Rispetto alla partita della settimana scorsa, Rowland Phillips rimescola parecchio le carte. Tito Tebaldi ritorna infatti a fare il mediano di mischia e divide la cabina di regia con Naas Olivier. Sarà Giulio Toniolatti a giocare estremo, mentre dopo le due mete nel Sei Nazioni rientra Giovanbattista Venditti all’ala a far coppia con Sinoti Sinoti. Non cambia invece la coppia di centri, formata ancora da Matteo Pratichetti e Roberto Quartaroli.
Cambi anche nel pacchetto di mischia, dove solo la seconda linea (con il capitano Carlo Del Fava e George Biagi) non cambia rispetto a Glasgow. Ancora senza Nick Williams e Josh Sole e con Simone Favaro fermato a sua volta da un infortunio, sarà Mauro Bergamasco a vestire la maglia numero 8, con Nicola Cattina e Joshua Furno come flanker. In prima linea ritorna il pilone destro Fabio Staibano, mentre a sinistra giocherà ancora Alberto De Marchi con Fabio Ongaro tallonatore.
In panchina vanno Antonio Denti, Andrea De Marchi, Salvatore Perugini, Quintin Geldenhuys, Filippo Ferrarini, Tyson Keats, Luciano Orquera e Gilberto Pavan.
A Luciano Orquera manca un punto per diventare il primo giocatore a segnare almeno 100 punti con la maglia degli Aironi.
Di fronte gli Aironi si troveranno un Ulster che da una parte cerca una vittoria magari con bonus per risalire in zona play-off (al momento i nordirlandesi sono quinti ad un punto da Glasgow e a 3 dagli Ospreys) e dall’altra vuole preparare al meglio il derby con Munster della prossima settimana nei quarti di finale di Heineken Cup.
AIRONI: 15 Giulio Toniolatti; 14 Sinoti Sinoti, 13 Roberto Quartaroli, 12 Matteo Pratichetti, 11 Giovanbattista Venditti; 10 Naas Olivier, 9 Tito Tebaldi; 8 Mauro Bergamasco, 7 Nicola Cattina, 6 Joshua Furno; 5 Carlo Del Fava (cap), 4 George Biagi; 3 Fabio Staibano, 2 Fabio Ongaro, 1 Alberto De Marchi.
A disp.: 16 Antonio Denti, 17 Andrea De Marchi, 18 Salvatore Perugini, 19 Quintin Geldenhuys, 20 Filippo Ferrarini, 21 Tyson Keats, 22 Luciano Orquera, 23 Gilberto Pavan. All.: Rowland Phillips.
Steve Jobs, la frase celebre e una t-shirt molto ovale
Ringrazio per la segnalazione Simone Sirtori. La maglietta è acquistabile a questo link



