Anche in Francia c’è un piccolo “caso San Siro”. Non proprio uguale, intendiamoci, ma quasi.
I fatti: il prossimo novembre la Francia giocherà una serie di test-match. In ballo ci sono le sfide con Australia, Argentina e Samoa e le sede della prima e dell’ultima sfida è già stabilito che sarà Parigi. Da decidere dove giocare quella con i Pumas del 17 novembre, con la federazione francese che vorrebbe giocare a Rennes.
Ma lassù, in Bretagna, hanno detto “non, merci”. A mettersi di traverso non sono state come in Italia delle società di calcio, ma il club di rugby della città (che gioca in Federale 2) interessata che non ha voluto concedere lo Stade de la Route de Lorient. Il motivo? Il calendario troppo fitto in quel periodo dell’anno. Il Rennes ha fatto sapere di essere però disposto ad accogliere la nazionale in altri momenti. Resta solo da capire quali.
Giorno: 27 marzo 2012
Fotogallery: Elena Barbini mette in riga Rovigo e Calvisano
Il morso di Hartley “vale” 8 settimane di squalifica
Un morso rifilato all’irlandese Stephen Ferris a Twickenham durante Inghilterra-Irlanda dell’ultimo Sei Nazioni: la Commissione Disciplinare del Board Internazionale ha riconosciuto colpevole il tallonatore inglese Dylan Hartley e ha comminato una squalifica di 8 settimane. Il giocatore dei Saints tornerà disponibile il 13 maggio e se il suo club dovesse arrivare in finale di Premiership potrebbe essere convocato.
Una sanzione che in molti considerano troppo lieve tenuto conto della gravità del gesto e del fatto che Hartley è recidivo: nel 2007 venne squalificato per sei mesi per un gouging back che gli fece perdere la convocazione per il Mondiale di quell’anno.
Ultimora: ufficiale, Italia-All Blacks non si giocherà a San Siro
Il Comune di Milano pochi minuti fa ha ufficializzato al presidente Dondi l’indisponibilità dello stadio milanese per il test-match del 17 novembre.
Non ci sarà quindi la replica dell’evento del 2009.
Motivi del “no”sono la contrarietà delle società di calcio – Milan e Inter – a concedere il prato del catino meneghino, collegate ad alcuni retroscena ed intrecci legati alla gestione degli sponsor (leggete questo articolo di rugby 1823). Italia-Nuova Zelanda si giocherà quindi al 99% a Roma, con Italia-Tonga del 10 novembre all’Olimpico di Torino.
Melegari a Il Grillotalpa: “Confermo, mi dimetto. E all’ultimatum FIR non rispondo”
“Io la mia decisione l’ho presa, le mie dimissioni sono decise. In questi termini non è pensabile di poterle ritirare. Vedremo cosa faranno in Federazione..”.
Silvano Melegari conferma a Il Grillotalpa che non è più il presidente degli Aironi. L’annuncio ufficiale sarà dato a metà aprile, ma la decisione è presa. Certo, se le carte in tavola cambiassero potrebbe riconsiderare il tutto, ma è difficile e nemmeno lui ci crede.
“Io non sono più disponibile a subire questa situazione. Già da oggi non assumerò più nessun impegno che possa avere una qualche ricaduta sul futuro, perché non sarò più il presidente”.
Ma non solo, Melegari mi svela anche una piccola “chicca”: “Lo sa che noi abbiamo ricevuto un ultimatum dalla FIR? Entro domani, 28 marzo, dobbiamo far sapere se vogliamo o meno lo staff tecnico gratuito. Quella offerta era a tempo, insomma scade. Io non risponderò, appunto perché non voglio assumere impegni che poi dovranno gestirsi altri”.
Poi i perché delle dimissioni: “Sono state completamente disattese le nostre richieste e quella che era stata definita con la FIR come una sorta di road-map di sostegno economico è venuta meno. Io fino all’ultimo Consiglio Federale ero fiducioso, ma ora…”
Per due anni gli Aironi sono stati considerati da tutti come vicini alla FIR – e mi ci metto pure io, ndr – ma forse col senno di poi si può dire che sembravate più vicini solo perché c’era qualcuno che era più lontano? Risponde Melegari: “C’è una vicinanza geografica e, credevo, di intenti. Non è così. In due anni non abbiamo mai avuto un privilegio. Mai”.
Prima di chiudere altre due battute, prima sugli “alleati” parmigiani: “Che dire, sono dei fenomeni. Volevano fare le nozze con i fichi secchi e senza cacciare un euro”.
Infine la questione staff tecnico di cui sopra: “Si sono arrabbiati perché ho usato la parola ‘scarti’. Ma io lo ribadisco: non so se si tratti di Orlandi e Troncon, anche se i rumors dicono quello. Non capisco perché uno staff che non va bene per Brunel deve collaborare con lo stesso ct lavorando però a Viadana. Non capisco quale logica ci possa essere in tutto questo. Ma forse in FIR qualcuno deve sistemare degli amici, o non so”.

