Bilancio di un Sei Nazioni al femminile

Ladies Rugby Club ha tracciato un bilancio squadra per squadra del Sei Nazioni femminile appena terminato.

Inghilterra
Le prestazioni complessive dell’Inghilterra nel 6 Nazioni 2012 sono state veramente incredibili. La conquista del settimo titolo consecutivo è impressionante di per sé, ma vincere senza subire una nemmeno una meta è davvero sorprendente. Il torneo inglese di quest’anno è la prova evidente di come Gary Street ed il suo staff siano sempre alla ricerca del miglioramento: cinque mete subite nel 2009, due nel 2010, una nel 2011, nessuna quest’anno.
Il successo dell’Inghilterra è anche il risultato di una politica di sviluppo dei giovani talenti a lungo e attentamente pianificata. (…)

Francia
Quest’anno per il coach francese Christian Galonnier le tattiche erano chiare. Nonostante una linea di 3/4 di enorme talento, la sua strategia è sempre stata orientata alla massima riduzione del rischio: tenere la palla con gli avanti e non dare alle avversarie spazio per muoversi. Con un pacchetto molto forte che ha funzionato per gran parte del torneo, la Francia è riuscita ad aver ragione di un’Irlanda estremamente coriacea e addirittura mettere in difficoltà l’Inghilterra per un tempo intero. Tuttavia, la perdita di un elemento chiave come la No.8 Aida Ba – uscita per infortunio contro la Scozia – è stata un danno significativo e quando l’Inghilterra è riuscita a venire a capo del ruvido gioco francese, Galonnier sembrava non avere alcun piano B. Ovvio che la Francia dovrà sviluppare una maggiore flessibilità tattica, se intende lottare per il prossimo 6 Nazioni e soprattutto per il podio mondiale nel 2014. (…)

Irlanda
La misura del progresso dell’Irlanda in questo torneo è evidente già per il fatto stesso che lo staff e le ragazze sono amaramente delusi per aver concluso di nuovo il torneo al terzo posto. La sconfitta di un solo punto in Francia probabilmente non sarebbe arrivata se la partita fosse stata giocata in casa o solo se la trasferta fosse stata gestita meglio, in tal caso la partita finale contro l’Inghilterra avrebbe avuto un valore notevolmente diverso ed avrebbe potuto regalare all’Irlanda una posizione neppure sognata, alcuni anni fa. La cosa migliore dell’Irlanda in questo torneo è stata lo sviluppo di un efficacissimo movimento offensivo, che ha portato a segnare molti più punti rispetto al passato. (…)

Galles
Un torneo tra luci ed ombre per il Galles, con le vittorie contro Italia e Scozia, una buona sconfitta contro l’Inghilterra e le brutte prestazioni con Irlanda e Francia. Manca una certa esperienza alla squadra che si è rinnovata moltissimo ed hanno avuto la fortuna di arrivare nel loro momento di forma migliore alla partita decisiva del torneo quella contro l’Italia al Millennium Stadium – la loro prima apparizione nel tempio del rugby gallese.

Italia
Dopo la stagione migliore di sempre nel 2011, lo staff azzurro guarderà indietro al torneo del 2012 con una certa delusione. Due vittorie e una sconfitta di misura contro la Francia, l’anno scorso sembravano costituire un buon viatico per il 2012, ma purtroppo la squadra azzurra non è riuscita a costruire su questo. A dire il vero un qualche segnale di pericolo era già stato avvertito in autunno, quando una squadra azzurra quasi al completo era stata sconfitta da un team sperimentale francese, con un netto 37 – 0. A questo si deve aggiungere un calendario molto difficile che ha visto l’Italia affrontare la Francia, Inghilterra e Irlanda nelle prime tre partite. Un calendario così non è certo l’ideale per la fiducia della squadra nei propri mezzi.

Scozia
Per il secondo anno consecutivo la Scozia torna a casa con il “Cucchiaio di Legno” e con il “Whitewash” essendo finita in fondo alla classifica del torneo delle 6 Nazioni senza aver vinto neppure una partita. Difficile al momento pensare di avere certezze nella corsa per tentare di qualificarsi per la Coppa del Mondo. Se il torneo del 2012 è stato avaro di soddisfazioni, anche quello del 2013 sarà sicuramente molto difficile. Prima della partita finale contro l’Italia, la Scozia non aveva addirittura segnato nemmeno un punto. Almeno le due mete segnate contro le italiane, hanno risparmiato alla Scozia il primato negativo di aver concluso il torneo senza nemmeno segnare un punto (cosa mai accaduta). (…)

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Fatti gli Aironi che volano fino a Glasgow

dall’ufficio stampa Aironi

Dopo la pausa per l’ultima giornata del Sei Nazioni che ha visto l’Italia battere la Scozia grazie anche alla meta di Giovanbattista Venditti, torna il RaboDirect PRO12 con lo sprint finale di cinque partite che eleggeranno poi le quattro semifinaliste. Reduci dalla vittoria contro il Munster – quarto successo stagionale – di due settimane fa, gli Aironi volano a Glasgow per sfidare una delle grandi rivelazioni della stagione. I Warriors, infatti, sono quarti in classifica con 47 punti, tallonati da vicino da Ulster (46), Scarlets e Cardiff (45), e hanno perso solo una delle ultime tredici gare di campionato a fronte di 8 vittorie e ben 4 pareggi. Al Firhill Stadium il calcio d’inizio è fissato alle 20,35 italiane, diretta sul canale scozzese BBC Alba e differita sabato sera alle 22 su RaiSport 1.

Coach Rowland Phillips deve ancora fare i conti con una lunga serie di infortuni, che tengono fuori i vari Buso, Robertson (entrambi però in settimana hanno ripreso a lavorare sul campo con la squadra), Santamaria, D’Apice, Pizarro, Viljoen, Trevisan e Williams a cui si aggiungono Pavan (che sconta l’ultima settimana di squalifica), Sole (a cui la società ha concesso di rimanere a fianco della moglie in attesa del primogenito proprio in queste ore) e i Nazionali lasciati a riposo (Bortolami, Geldenhuys, Masi, Venditti e Staibano).

Il XV scelto parte comunque da una base che si è dimostrata solida nella vittoria contro Munster. A cominciare da Tito Tebaldi, schierato ancora nel ruolo di estremo. All’ala torna Giulio Toniolatti, con Sinoti Sinoti a completare il triangolo allargato. La coppia di centri è invece formata da Roberto Quartaroli e Matteo Pratichetti. Non cambia la mediana: all’apertura ci sarà Luciano Orquera, a cui mancano 7 punti per diventare il primo giocatore a segnare 100 punti con la maglia degli Aironi, mentre Tyson Keats – Man of the match contro Munster – vestirà ancora la maglia numero 9.

Cambia invece la terza linea. Sarà Filippo Ferrarini a vestire la maglia numero 8, affiancato dall’ormai inamovibile Nicola Cattina e da Mauro Bergamsco, che rientra dopo la squalifica subita contro gli Ospreys.

In seconda linea George Biagi affianca ancora Carlo Del Fava, che riceve i gradi di capitano dall’infortunato Santamaria. In prima linea il tallonatore sarà allora Fabio Ongaro, con Lorenzo Romano confermato a destra e Alberto De Marchi che ritorna titolare a sinistra.

Arbitra l’incontro l’irlandese Dudley Phillips.

AIRONI: 15 Tito Tebaldi; 14 Giulio Toniolatti, 13 Roberto Quartaroli, 12 Matteo Pratichetti, 11 Sinoti Sinoti; 10 Luciano Orquera, 9 Tyson Keats; 8 Filippo Ferrarini, 7 Mauro Bergamasco, 6 Nicola Cattina; 5 Carlo Del Fava (cap), 4 George Biagi; 3 Lorenzo Romano, 2 Fabio Ongaro, 1 Alberto De Marchi.

A disp.: 16 Antonio Denti, 17 Matias Aguero, 18 Salvatore Perugini, 19 Joshua Furno, 20 Simone Favaro, 21 Giorgio Bronzini, 22 Naas Olivier, 23 Alberto Benettin. All.: Rowland Phillips.

Aironi, la calma (apparente) prima della tempesta?

Leonardo Bottani per La Gazzetta di Mantova

Due mesi di incontri conclusi con promesse di aiuti, soprattutto economici, che poi il Consiglio federale non ha per niente partorito. Eccetto la briciola dell’offerta dello staff gratuito prontamente rispedita al mittente. L’altro giorno Silvano Melegari ci ha pure messo il carico da undici, minacciando le dimissioni da presidente degli Aironi. Preso dal dramma dell’infortunio mortale alla Tonkita, il patron non commenta ma nemmeno nega il
desiderio di lasciare il timone della franchigia il giorno dopo aver ricevuto il nuovo protocollo da Roma. Lasciato solo dalla fuga dei parmigiani (Colorno escluso) e abbandonato a sorpresa dal main sponsor Mps, Melegari fa capire che con queste condizioni non si va da nessuna parte. La palla ora torna quindi alla Fir.
Per conto suo, il director of rugby Franco Tonni commenta il contenuto del plico federale: «Dovessimo proseguire nel cammino con gli Aironi, dico che nel protocollo ci sono cose
interessanti ma anche cose da approfondire. Mi auguro che si possa discutere attorno a un tavolo dove, finalmente, siedano insieme Aironi, Treviso e la Fir». (…)

Lomu vs Marsiglia: Jonah vuole 550mila euro

Mentre la leggendaria ala degli All Blacks sta lottando contro i suoi gravi problemi di salute dalla Francia arriva la notizia che Jonah ha chiesto allo Stade Phocéen 550mila euro di arretrati che ancora aspetterebbe dal 2009. Quell’anno Lomu infatti aveva firmato un contratto che lo legava all’allora Marseille-Vitrolles, squadra delle serie minori francesi ma dai progetti faraonici finiti in un nulla di fatto in un primo momento e nel fallimento poi. Dalle ceneri di quel club nasce appunto lo Stade Phocéen, al quale ora Jonah chiede soldi a lui dovuti e mai visti. Il tutto è ora in mano ad avvocati e magistrati.

In Inghilterra è il giovedì dei colloqui

Il luogo è segreto, ma la giornata decisiva è oggi. In qualche parte dell’Inghilterra verranno infatti effettuati i due colloqui che saranno probabilmente determinanti nella scelta del ct che dovrà guidare la nazionale con la rosa rossa sul petto fino al Mondiale 2015. In corsa solo il ct ad interim Stuart Lancaster che ha ben figurato nel Sei Nazioni (4 vittorie – compresa quella in Francia – ed un’unico ko con il Galles) e Nick Mallett, personaggio che non ha bisogno di presentazioni.
A intervistrali saranno il CEO della federazione londinese Ian Ritchie, Sir Ian McGeechan, Conor O’Shea, Rob Andrew e Richard Hill. Poi la telenovela sarà finita.