Sei Nazioni: l’Italia batte la Scozia e manda il cucchiaio di legno sulle Highlands (13-6)

ROMA – Una partita dove non si dovevano fare calcoli, solo vincere.
Nervosa, spezzettata, probabilmente la meno spettacolare dell’intero torneo. Almeno tra quelle viste sinora. Ma in palio c’era il cucchiaio di legno per lo sconfitto, e nel caso dell’Italia anche un quasi certo superamento da parte del Canada nella classifica dell’IRB…
Un  primo tempo che certo non rimarrà negli annali del rugby-champagne e che si chiude sul 3 a 3, risultato che sta stretto agli azzurri, mai in difficoltà in difesa, ma poco incisivi in attacco. Non che gli uomini di Brunel giochino male, anzi. Nei pochi momenti di fluidità della partita la differenza tra le due squadre si vede tutta ed è a favore del nostro XV, ma quei momenti sono davvero pochi. Un po’ perché la Scozia mira soprattutto a distruggere, un po’ perché gli errori di misura commessi sono davvero troppi. A tutto questo poi aggiungiamoci la nostra mancanza di killer instinct.

Lo stadio è da brivido. Pienissimo, caldo e colorato. Il minuto di silenzio (vero, senza applausi) per Jock Hobbs, gli inni e poi inizia la battaglia. Dopo nemmeno un minuto Canale si fa male in uno scontro con uno scozzese, rimane fuori qualche minuto e poi rientra.
Intanto le primissime fasi della partita sono piuttosto contratte con errori e infrazioni continue ma l’Italia dà l’impressione di avere maggiore padronanza nel gioco e con le idee più chiare. Al 9′ il primo piazzato di Mirco Bergamasco finisce tra i pali smuovendo il tabellino: 3 a 0.
Al 16′ errore di Burton che lancia verso la meta uno scozzese, ma c’è un avanti e l’azione muore. Poi ancora scontri, pause, errori. Fino al 22′, quando Mirco sbaglia un piazzato piuttosto semplice. Al minuto 25 lunga percussione azzurra nei 22 avversari: tanti errori ancora una volta da una parte e dall’altra e un tentativo di drop di Burton stoppato. Il tutto si chiude però senza risultati.
Al 35′ gli scozzesi, che fino a quel punto hanno messo il naso nei 22 azzurri solo una volta, vista la difficoltà ad avanzare decidono di calciare da metà campo: Laidlow riesce a piazzare il pallone tra i pali e pareggia.
Al 38′ fallo piuttosto stupido di Nick De Luca che si becca il giallo lasciando la Scozia in inferiorità numerica. Mirco però ancora una volta è poco preciso e non raccoglie i tre punti con il calcio da fermo.

Il secondo tempo inizia benissimo per l’Italia: subito in palla, pimpante e soprattutto in meta. A marcarla al 43′ è Venditti al termine di una bella azione corale. Burton poi non può sbagliare la realizzazione e si va sul 10 a 3. Un minuto dopo Laidlow ha l’opportunità di accorciare subito le distanza, ma il suo calcio concesso per un fuorigioco azzurro esce di poco. Al 55′ nuovo cartellino giallo per uno scozzese, ancora una volta per un fallo evitabile: a star fuori per 10 minuti questa volta tocca al seconda linea Hamilton.
Un minuto dopo esce dal campo Fabio Ongaro: per il tallonatore è l’ultimo atto della sua carriera internazionale. Per lui 81 caps che lo hanno trasformato in un monumento del rugby azzurro: applausi.
In quello che è il momento di maggior difficoltà dall’inizio della partita la Scozia trova la forza di serrare le fila e al 59′ Laidlaw segna tre punti che avvicinano le due squadre nel tabellone. L’Italia ha il demerito di non ammazzare la partita e al 65′ rimane in 14 per l’ammonizione comminata a Zanni.
La Scozia cerca di approfittarne, spinge ma non sfonda e anzi la difesa azzurra fa buona guardia e la tiene lontana dai 22 metri. Al 77′ il drop di Burton che ci riporta a distanza di quasi sicurezza: 13 a 6. Tre minuti di sofferenza con la Scozia alla ricerca del pareggio, ma gli azzurri resistono. Per Brunel la prima vittoria della sua gestione e il cucchiaio di legno che va oltre il Vallo di Adriano.
Ora si volterà pagina.

ITALIA – SCOZIA 13-6

Marcatori: Bergamasco al 9′ (cp), 35′ Laidlow (cp), 43′ Venditti (m) + Burton (cr), 59′ Laidlaw (cp), 77′ Burton (d)

Italia: 15 Andrea Masi, 14 Giovanbattista Venditti, 13 Tommaso Benvenuti, 12 Gonzalo Canale, 11 Mirco Bergamasco, 10 Kris Burton, 9 Edoardo Gori, 8 Sergio Parisse, 7 Robert Barbieri, 6 Alessandro Zanni, 5 Marco Bortolami, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Fabio Ongaro, 1 Andrea Lo Cicero.
In panchina: 16 Tommaso D’Apice, 17 Lorenzo Cittadini, 18 Joshua Furno, 19 Simone Favaro, 20 Manoa Vosawai, 21 Tobias Botes, 22 Giulio Toniolatti

Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Max Evans, 13 Nick de Luca, 12 Graeme Morrison, 11 Sean Lamont, 10 Greig Laidlaw, 9 Mike Blair, 8 David Denton, 7 Ross Rennie, 6 John Barclay, 5 Jim Hamilton, 4 Richie Gray, 3 Geoff Cross, 2 Ross Ford, 1 John Walsh.
In panchina: 16 Scott Lawson, 17 Euan Murray, 18 Alastair Kellock, 19 Richie Vernon, 20 Chris Cusiter, 21 Ruaridh Jackson, 22 Jack Cuthbert

Arbitri: Alain Rolland (Irlanda); George Clancy (Irlanda), Pascal Gauzere (Francia); Nigel Whitehouse (Galles)

Super Rugby: i Force stoppano Waratahs (20-21)

The scorers:

For Waratahs:
Tries: Ashley-Cooper, Kingston
Cons: Halangahu 2
Pens: Halangahu 2

For Force:
Tries: Harvey, Wara
Con: Harvey
Pens: Harvey 3

Waratahs: 15 Bernard Foley, 14 Tom Kingston, 13 Rob Horne, 12 Berrick Barnes, 11 Adam Ashley-Cooper, 10 Daniel Halangahu (c), 9 Sarel Pretorius, 8 Tevita Metuisela, 7 Jono Jenkins, 6 Dave Dennis, 5 Kane Douglas, 4 Dean Mumm, 3 Sekope Kepu, 2 Tatafu Polota-Nau, 1 Benn Robinson.
Replacements: 16 John Ulugia, 17 Paddy Ryan, 18 Sitaleki Timani, 19 Lopeti Timani, 20 Chris Alcock, 21 Brendan McKibbin, 22 Tom Carter.

Western Force: 15 David Harvey, 14 Samu Wara, 13 Will Tupou, 12 Rory Sidey, 11 Alfie Mafi, 10 James Stannard, 9 Brett Sheehan, 8 Matt Hodgson, 7 David Pocock (c), 6 Angus Cottrell, 5 Nathan Sharpe, 4 Sam Wykes, 3 Salesi Ma’afu, 2 Nathan Charles, 1 Pek Cowan.
Replacements: 16 Ben Whittaker, 17 Kieran Longbottom, 18 Phoenix Battye, 19 Richard Brown, 20 Justin Turner, 21 Ben Seymour, 22 Winston Stanley.

Referee: Jonathon White (New Zealand)

McCaw e Carter a Treviso. Un folle sogno? Forse…

Andrea Passerini per La Tribuna

Dan Carter e Richie McCaw con la maglia del Benetton? Non è fantarugby. Ma il sogno – non proibito – della società biancoverde per il 2012/2013. A novembre i due campioni degli All Blacks godrebbero di uno speciale anno sabbatico da parte delle federazione neozelandese. Non una stagione intera, ma 5 mesi di assoluta libertà, da novembre a marzo, in cui staccare dal super 15 e dagli All Blacks. E Treviso ci prova. Da mesi e
mesi, muovendosi agli antipodi ma anche in Italia e in Europa, sta creando sponde, eventi, partnership in grado di sostenere dal punto di vista finanziario e mediatico questa opportunità straordinaria. Carter e McCaw, apertura e terza linea della Nuova Zelanda, rispettivamente 30 e 32 anni sono semplicemente le icone del rugby moderno, non
solo i campioni del mondo in carica.
E’ un’operazione planetaria. Fatte le proporzioni, è come se Messi e Iniesta venissero contemporaneamente tesserati da un club portoghese… La rete diplomatica è già stata
buttata dal presidente Amerino Zatta e dal direttore generale Vittorio Munari. Sul piatto il Benetton una valanga di soldi – si parla di una cifra vicina al milione di euro – ma
anche il sostegno di sponsor di altissimo livello, per un colpo che non avrebbe precedenti, almeno nella storia recente del rugby italiano. Da decenni ormai le grandi star mondiali non
svernano nel nostro paese. E dall’altra parte, c’è la voglia di Dan Carter di svernare in Italia, in particolare a Treviso. Proprio durante i mondiali dello scorso autunno, l’apertura aveva dichiarato in un’intervista pubblicata dalla rivista della Air NewZealand, la compagnia aerea nazionale che era fra i sostenitori tecnici della Coppa del Mondo: «Treviso è la città in cui
mi piacerebbe vivere al di fuori della nuova Zelanda – aveva detto – sono stato lì alcuni giorni, e ho visto unarealtà bellissima…».
Il riferimento era alla breve vacanza in occasione della sua esperienza a Perpignan, nel
2010. Il campione aveva visitato gli impianti della Ghirada un match di Heineken: era infortunato, si è trattenuto in città.

Aironi, Melegari boccia Troncon e Orlandi: “Non voglio gli scarti azzurri”

Leonardo Bottani per La Gazzetta di Mantova

II giorno tanto atteso per il futuro degli Aironi è arrivato ma riguardo la Celtic League il Consiglio federale Fir ha partorito solo un topolino: «Tra le modifiche la disponibilità della Fir di mettere gratuitamente a disposizione, di chi ne farà richiesta, uno staff tecnico federale al completo». E’ quanto si legge nello stringato comunicato che parla, appunto, dell’approvazione di «una serie di modifiche migliorative al capitolato di partecipazione che verranno sottoposte alle due franchigie». (…)
Ma le poche righe partorite rischiano di creare già un putiferio. Dal momento che nei giorni scorsi Treviso ha rinnovato per 2 anni il contratto all’head coach Franco Smith, l’offerta gratuita di staff tecnico sembra indirizzata agli Aironi, soprattutto dopo le parole pesanti del ct Brunel dopo le poco esaltanti esibizioni in Heineken. E poiché lo stesso ct azzurro appena chiusa la pratica Sei Nazioni (che ha il suo epilogo giusto oggi con la sfida con la Scozia) ha intenzione di annunciare il nuovo staff tecnico nel quale gli assistant ereditati (Troncon e Orlandi) non figurerebbero, si fa presto a fare 2+2:  la Fir piazzerebbe i due succitati a Viadana probabilmente con Craig Green, tecnico dell’U.20 azzurra, capo allenatore. «Gli scarti di Brunel non possono essere riciclati all’interno degli Aironi – risponde secco Silvano Melegari -. Se non vanno bene per la Nazionale non vedo perché debbano andare bene con una delle due franchigie che lavora a stretto contatto con la Nazionale stessa. Se vengono scartati dal ct significa che non sono all’altezza». (…)

Sei Nazioni 2013 ancora all’Olimpico. E sul Consiglio Federale… (la versione della Gazzetta dello Sport)

da La Gazzetta dello Sport

Anche il 6 Nazioni 2013 si giocherà all’Olimpico di Roma: ieri Fir e Coni Servizi hanno firmato l’accordo. La Fir vorrebbe che il test del 17/11 contro la Nuova Zelanda si
giochi a San Siro, ma attende la risposta dal Comune; arrivasse il sì, il test con Tonga (10/11) andrebbe al Centro-Sud (Ascoli Piceno? Reggio Calabria?); con gli All Blacks a Roma, invece, Italìa-Tonga si disputerebbe a Torino (Comunale). L’Australia giocherà a Bologna (24/11).
Per il resto, ieri dal Consiglio Federale è uscito un documento sibillino. Per la Celtic si parla di «modifiche migliorative» al capitolato e di uno «staff tecnico federale gratuito al completo» per chi lo vuole. Traduzione: la Fir propone alle franchigie di far scomparire le liste degli atleti di interesse nazionale, sulla base delle quali oggi paga il 60% degli stipendi, passando a un fisso di 2 milioni di euro a franchigia, più il milione a testa di tassa di partecipazione. Si rafforzerebbe il controllo Fir sui giocatori. I trasferimenti tra franchigie (vedi De Marchi) sarebbero approvati dalla Fir, che deciderà anche sugli atleti in uscita dall’Accademia per le due stagioni successive (come Campagnaro, centro dato già a
Treviso). Quanto allo staff, è un messaggio agli Aironi: «Puoi usare la guida dell’Italia, con
Brunel capoallenatore: paghiamo noi, ma farai ciò che vogliamo». Si attendono repliche.