Ghiraldini non ce la fa, con la Scozia gioca Ongaro

dall’ufficio stampa FIR

Sarà Fabio Ongaro (Aironi Rugby, 80 caps), ad indossare la maglia numero due di tallonatore titolare dell’Italia sabato 17 marzo allo Stadio Olimpico di Roma contro la Scozia, quinta ed ultima giornata dell’RBS 6 Nazioni.

Ongaro, recordman di presenze in azzurro nel ruolo, tre Mondiali alle spalle, rileva il vice-capitano della Nazionale Leonardo Ghiraldini che nonostante il bendaggio compressivo continua ad avvertire dolore al primo metatarso del piede sinistro a seguito della distorsione riportata la scorsa settimana a Cardiff contro il Galles. Per Ongaro si tratta della prima apparizione sotto la gestione tecnica del CT Jacques Brunel.

Leonardo ha provato a sostenere regolarmente l’allenamento di questa mattina prima del Captain’s Run – ha spiegato il Manager della Squadra Nazionale, Luigi Troiani – ma il dolore avvertito è risultato troppo forte per permettergli di disputare regolarmente la partita contro la Scozia. Proseguirà le terapie già intraprese a partire da domenica scorsa ma resterà precauzionalmente a riposo per la gara di dopodomani”.

Fabio è un atleta da dodici anni nel giro della Nazionale – ha commentato il CT Jacques Brunel – e la sua grande esperienza sarà fondamentale in una gara importante e difficile come quella di domani. Siamo dispiaciuti per Leonardo, che ha disputato un ottimo 6 Nazioni e si è impegnato al massimo per poter essere in campo contro gli scozzesi, ma non potevamo rischiare di doverlo sostituire dopo pochi minuti di gioco e quindi abbiamo deciso di puntare su Ongaro dal calcio d’inizio, con D’Apice pronto a garantire freschezza a gara iniziata”.

La formazione dell’Italia per la partita contro la Scozia è aggiornata come segue:

15 Andrea MASI (Aironi Rugby, 68 caps)

14 Giovambattista VENDITTI (Aironi Rugby, 3 caps)*

13 Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 16 caps)*

12 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 76 caps)

11 Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 85 caps)

10 Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 13 caps)

9 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 12 caps)§

8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 87 caps) – capitano

7 Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 20 caps)

6 Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 62 caps)

5 Marco BORTOLAMI (Aironi Rugby, 92 caps)

4 Quintin GELDENHUYS (Aironi Rugby, 29 caps)

3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 84 caps)

2 Fabio ONGARO (Aironi Rugby, 80 caps)

1 Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 94 caps)

a disposizione

16 Tommaso D’APICE (Aironi Rugby, 7 caps)*

17 Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 12 caps)

18 Joshua FURNO (Aironi Rugby, 1 cap)*

19 Simone FAVARO (Aironi Rugby, 9 caps)*

20 Manoa VOSAWAI (Benetton Treviso, 8 caps)

21 Tobias BOTES (Benetton Treviso, 4 caps)

22 Giulio TONIOLATTI (Aironi Rugby, 8 caps)

23° e 24° convocati: Michele RIZZO (Benetton Treviso, 3 caps), Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 15 caps)

Treviso in agitazione in attesa del Consiglio Federale

Elvis Lucchese per Il Corriere Veneto

Cancellazione delle liste dei cosiddetti «giocatori di interesse nazionale» e maggior controllo della Fir sulla gestione degli atleti delle rose delle due franchigie di Pro12: sarebbero questi i principali contenuti della delibera che oggi il presidente Giancarlo
Dondi sottoporrà al consiglio federale a Roma.
Tra Federugby e Benetton si è giunti alla resa dei conti di un conflitto politico incubato almeno dal luglio 2009, quando venne votata la clamorosa esclusione di Treviso dalla Celtic League. Segnali di distensione erano emersi a cavallo di gennaio e febbraio, quando il presidente biancoverde Zatta aveva incontrato Dondi e il suo vice
Saccà. Il Benetton aveva anche ritirato il ricorso contro la Fir sul numero degli stranieri, alla vigilia di un’udienza del giudice sportivo in cui il club biancoverde avrebbe forse incassato una sentenza a proprio favore. Da allora, tuttavia, il
dialogo si è nuovamente interrotto.
«Nell’ultimo mese non ho più sentito nessuno della Fir — spiega Zatta—aspettiamo con grande interesse di conoscere le decisioni federali, indispensabili per programmare
le prossime stagioni». (…)
Ma il Benetton, che sul Pro12 investe oltre 7 milioni di euro a stagione, sembra ormai deciso a intraprendere più energiche azioni se le condizioni imposte dalla Federugby
non saranno considerate soddisfacenti. (…)

Super Rugby: i Chiefs stoppano i Brumbies 29 a 22

The full time score is Chiefs 29 (9) Brumbies 22 (9)
Scorers
Chiefs
Tries – A. Taumalolo, J. Willison
Pen – A. Cruden 5
Con – A.. Cruden 2
Drop –
Cards –
Brumbies
Tries – S. Carter
Pen – C. Lealiifano 5
Con – C. Lealiifano
Drop –
Cards –

Match Officials
Referee: Ian Smith
Assistant Ref 1: Vinny Munro
Assistant Ref 2: Nick Briant
TMO : Shane McDermott

Teams

Chiefs

1. Arizona Taumalolo, 2. Mahonri Schwalger, 3. Ben Tameifuna, 4. Craig Clarke, 5. Brodie Retallick, 6. Tanerau Latimer, 7. Sam Cane, 8. Liam Messam, 9. Tawera Kerr-Barlow, 10. Aaron Cruden, 11. Tim Nanai-Williams, 12. Sonny Bill Williams, 13. Jackson Willison, 14. Richard Kahui, 15. Robbie Robinson.

Replacements : 16. Marcel Cummings-Toone, 17. Josh Hohneck, 18. Kane Thompson, 19. Scott Waldrom, 20. Augustine Pulu, 21. Andrew Horrell, 22. Maritino Nemani.

Brumbies

1. Ben Alexander, 2. Stephen Moore, 3. Dan Palmer, 4. Leon Power, 5. Peter Kimlin, 6. Scott Fardy, 7. Michael Hooper, 8. Ben Mowen, 9. Ian Prior, 10. Christian Lealiifano, 11. Henry Speight, 12. Joe Tomane, 13. Andrew Smith, 14. Pat McCabe, 15. Jesse Mogg.

Replacements: 16. Anthony Hegarty, 17. Ruaidhri Murphy, 18. Sam Carter, 19. Ita Vaea, 20. Nic White, 21. Zack Holmes, 22. Cam Crawford.

 

Abidal e Lomu, due storie simili. Purtroppo.

Il difensore del Barcellona calcio Eric Abidal sarà sottoposto al trapianto di fegato. A dare la notizia il club catalano con una nota: “Era un’opzione già indicata un anno fa all’inizio del suo trattamento”. Il giocatore, infatti, era già stato operato per un tumore al fegato un anno fa. Il 17 marzo 2011 si era sottoposto all’intervento. Si era ripreso in poche settimane, fino al punto di riuscire a disputare da titolare la finale della Champions League contro il Manchester United.

Una storia dannatamente simile a quella di Jonah Lomu, il gigante neozelandese, in attesa di un secondo trapianto di un rene dopo che quello ricevuto alcuni anni fa ha letteralmente smesso di funzionare.

Kia ora Eric, Kia ora Jonah!

FIR, franchigie, liste e Consiglio Federale: una vicenda di metodo, forma e sostanza

Il nostro movimento rugbistico è una piramide: il vertice è la nazionale, poi vengono le due celtiche, quindi l’Eccellenza e via via tutto il resto. Una struttura piuttosto diffusa a livello internazionale ma non l’unica (Francia e Inghilterra, per dire, hanno pure loro al “primo posto” la nazionale, ma il controbilanciamento di peso e poteri da parte dei club è decisamente più forte). Ad ogni modo – per quello che può valere – penso che l’organizzazione che si è data l’Italia sia la più adatta alla nostra realtà.
Però una piramide può funzionare in molti modi: tutti vorremmo che le cose filassero lisce, senza grossi intoppi, ma la realtà è spesso diversa dai desideri di tutti.
Ieri il Comitato Esecutivo della FIR ha affrontato i temi che oggi attendono il Consiglio Federale (volendo fare dei paragoni magari non proprio precisi ma che rendono l’idea, il Comitato Esecutivo è un po’ come il Consiglio dei Ministri, il Consiglio Federale è il “parlamento” del rugby italiano). La notizia è che la “delibera in merito alle due formazioni italiane partecipanti al Rabodirect PRO12″, uno dei punti dell’ordine del giorno dell’incontro di oggi, prevede che dalla prossima stagione le due franchigie celtiche riceveano dalla federazione un contributo fisso: 2 milioni di euro ognuna e non più il pagamento del 60% degli stipendi dei soli giocatori compresi nella lista degli atleti di interesse nazionale.
Come ho scritto ieri, una decisione che cambia radicalmente gli scenari del rugby italiano e della vita e dell’organizzazione di Aironi e Benetton Treviso: perché se è vero che da un lato in questo modo le due franchigie sanno esattamente su quanti soldi possono contare fin dall’inizio della stagione (il pagamento del 60% dei giocatori di cui sopra era infatti legato ai minuti effettivamente giocati) dall’altro l’abolizione di fatto della lista dei giocatori di interesse nazionale “parifica” tutti gli italiani delle due rose e li fa passare di fatto sotto il diretto controllo FIR che ne potrà decidere la destinazione o porre il veto su qualunque trasferimento, a prescindere dal fatto che un giocatore sia o meno nel giro azzurro.

I dubbi – personalissimi – sulla questione sono molti. Intanto nel merito: sono curioso infatti di vedere se la FIR ha intenzione di fare anche il passo che legittimerebbe una simile decisione, e cioè quella di diventare parte “attiva” nel contratto dei giocatori. Oggi non compare, i contratti sono firmati tra atleta e club e la federazione non c’è. E però in virtu di quel famoso 60% (fino a oggi, da domani i 2 milioni annui per franchigia) pretende di poter disporre dei giocatori come meglio crede. Cosa che può stare in piedi, ma con una presenza attiva e non rimanendo nell’ombra. E se era vero – ma magari discutibile – con il sistema delle liste di interesse nazionale (a proposito: vogliamo fare un bilancio? Ha funzionato? Non ha funzionato? Più facile la seconda visto che viene messo in cantina: colpa del sistema stesso delle liste o di chi l’ha gestito?), ora con l’abolizione di quest’ultime diventa necessario. Anzi, diventerebbe, che non scommetterei sul fatto che la federazione voglia fare questo passo.
Il nuovo sistema produrrebbe poi un mercato completamente bloccato per le due franchigie: in una situazione di frizione con una delle realtà (oggi Treviso, domani?) pensare a trasferimenti tra i due club è praticamente impensabile. Poco chiara anche la gestione dei giovanissimi già nel giro azzurro e che oggi militano in Eccellenza: come verranno affrontate le situazioni dei vari Morisi, Esposito, Campagnaro tanto per fare i nomi più conosciuti?
E ancora: che peso potrebbe avere la volontà del singolo giocatore?

C’è poi una serie di questioni di metodo. Il comitato esecutivo FIR ha tutto il diritto di fare e presentare proposte, e ci mancherebbe, ma una questione così delicata e importante avrebbe meritato altro iter. Avrebbe meritato almeno qualche settimana di riflessione collettiva, di discussione con le parti interessate. Andare da Viadana e Treviso e dire “noi vorremmo fare questa cosa, voi che ne pensate? Che punti di forza e difficoltà vedete? Esiste un modo per trovare un compromesso?”. Lo stesso dicasi con il Consiglio Federale: a quanto mi risulta i consiglieri non sono stati informati della novità. Certo, forse il regolamento non lo prevede, mi si potrebbe obiettare, ma questo sistema a compartimenti stagni dove ci può portare? Chiamatelo metodo o forma, ma è pure sostanza. Perché pretendere che un Consiglio Federale ratifichi in poche ore e quasi senza discussione una decisione così importante assomiglia a un colpo di mano. A una sorta di blitz.
Poi oggi verrò smentito, e il Consiglio rigetterà o rimanderà la questione. Ma scommettiamo (un’altra volta…) che non succederà? Metodo, forma, sostanza.

Ci sono poi una serie di questioni importantissime che fanno da corollario a questa decisione, ma avremo tempo di parlarne. Il periodo elettorale (tra settembre e l’inizio del 2013 ci sarà il rinnovo di Presidenza e Consiglio Federale) in questo caso farà da megafono a questa vicenda e a tutta una serie di problemi che interessano il rugby italiano. E parlare, dibattere e discutere è sempre importante.

PS: a proposito di metodo, forma e sostanza. Sarò pedante e noioso, ma a Auckland alle ore 6 e 30 di questa mattina ancora non avevano ricevuto nessuna risposta ufficiale e definitiva dalla FIR sulla vicenda Auckland Blues...