Video: gli highlights di Leinster-Benetton Treviso

E in Inghilterra se la prendono con Castro “l’illegale”

“It would be churlish and inaccurate to claim there were no positives from the Italian game. Alex Corbisiero is one of the few looseheads props to successfully counter the illegal arm-binding of Italian tighthead Martin Castrogiovanni. His tactic of shifting outside Castrogiovanni’s right shoulder and driving it back square, out and then up effectively nullified the Italian scrum-destroyer”.

Allora, il senso è che non è vero che per l’Inghilterra da un punto di vista prettamente tecnico (e risultato a parte, va da sé) non è venuto nulla di positivo dal match con l’Italia. Alex Corbisiero, ad esempio, è uno dei pochi che è riuscito a contrastare il continuo lavoro illegale di Castrogiovanni nel legare le braccia dell’avversario. La sua tattica di scivolare continuamente verso l’esterno della spalla destra del pilone azzurro è riuscita nell’intento di annullare l’azzurro “distruttore di mischie”.

Queste parole le ha scritte Brian Moore, commentatore del telepgraph, e assomigliano moltissimo alle critiche mosse da Graham Henry allo stesso Castro dopo Italia-Nuova Zelanda del 2009, quando il nostro numero 3 aveva annullato e umiliato il suo dirimpettaio Crockett. Ora, che in prima linea le cose non vadano sempre come vorrebbero i manuali mi pare una ovvietà, ma da qui ad accusare Castro di giocare illegalmente in maniera scientifica, beh, ce ne passa.
Poi, magari, quel “distruttore di mischie” finale è un complimento. Magari. Io almeno lo leggo così.

To Botes o non to Botes? Questo è il problema (di Brunel)

La rubrica “Mischia aperta” di Antonio Liviero per Il Gazzettino

Quello di Botes è il primo equivoco tattico che Brunel si trova a dover risolvere. Questione preliminare: non è il calciatore del Benetton. Nella scorsa stagione ha realizzato 127 punti in Celtic. Ma in quella attuale, tranne un paio di trasformazioni estemporanee, ha piazzato solo con il Leinster. I cecchini sono Burton e, le rare volte che può essere schierato, De Waal.
Il nodo più importante riguarda però l’attacco. Brunel ha cominciato già a Parigi a lavorare sulla distribuzione dei giocatori, specie degli avanti, per blocchi e zone di campo. Materia nella quale è un indiscutibile esperto. Ma perchè le costruzioni offensive possano prendere corpo è fondamentale al più presto una mediana affiatata che goda di fiducia incondizionata.
Botes è un giocatore di indubbia qualità. E’ svelto di gambe e di idee, ha un buon calcio
tattico, un passaggio preciso. Legge le difese, varia gli angoli di corsa, cerca e trova il break, nell’uno contro uno può battere chiunque, visto come si è bevuto Bowe a Monigo. Uno come lui fa tanto comodo a questa Italia. Il problema sembra essere come schierarlo.
Il citi è portato a pensare che Botes sia talmente bravo da poter diventare il mediano di apertura da qui ai Mondiali. E in questo ruolo lo sta sperimentando, utilizzandolo a partita
in corso al posto di Burton. Penso che Brunel abbia un ottimo fiuto. E che non sia impossibile che il sudafricano di Treviso possa un giorno indossare con autorevolezza
anche la maglia numero dieci. (…)
Ma per ora quel ruolo non è il suo. Vi ha giocato solo qualche spezzone con il Treviso. E quello di mediano di apertura è il più complesso e delicato dei posti: richiede tempo, fiducia, affinamento come con i grandi vini rossi. Mentre per ora sulle spalle del creativo ed elettrico Tobias, ci sono solo pressione, responsabilità e una comprensibile confusione tattica dovuta a un progetto tecnico appena imbastito. (…)

Soldi e mercato, torna a risalire la temperatura tra FIR e Treviso

da La Tribuna di Treviso, di Andrea Passerini

Altro che tregua armata. Torna il nervosismo fra la Federazione e il Benetton, come se non bastasse il «nodo» Aironi. Il fronte Celtic è ancora inquieto, andiamo con ordine. E partiamo dagli Aironi. Prima della fine del torneo del Sei Nazioni un esecutivo e un consiglio federale dovranno discutere del futuro della selezione mantovana. E’ certo che la Fir non starà a guardare, tant’è vero che Dondi, in’un’intervista alla Gazzetta di Mantova, ha già anticipato possibili supporti di natura tecnica o anche più consistenti aiuti. Leggi risorse finanziarie. Certo che a quel punto dovrebbero essere parificate le condizioni fra Viadana e Treviso.
Nel quadro di incertezza, continuano però le voci che vogliono lo spostamento (parziale o totale) della franchigia a Parma, dove sarebbero pronte a scendere in campo (o meglio, sulla maglia) i importanti aziende. Non a caso, l’onorevole leghista Gianni Fava, ex presidente del club, ha voluto subito fermare la ridda di indiscrezioni. «Gli Aironi resteranno a Viadana, serve però presentare un piano a breve e medio termine alla Fir».

E veniamo a Treviso. Sono passati pochi giorni dall’incontro distensivo fra Dondi e Zatta,
che le nuove tornano ad offuscare il cielo.
Cos’ è accaduto? Dicono che Roma abbia saputo dell’interessamento di Treviso per il pilone
sandonatese Alberto De Marchi, in forza agli Aironi. Il Benetton probabilmente lascerà partire a fine stagione uomini di prima linea (Allori?) e si sta guardando attorno. A Roma è rimbalzata anche la voce di un’opzione firmata dal giocatore, ma non è confermata.
Tanto è bastato in ogni caso a far saltare la mosca ai vertici federali, che non vedono di i buon occhio un Treviso acchiappatutto, e che soprattutto vogliono ribadire il ruolo di supervisor sulle destinazioni dei giocatori di interesse nazionale, e in particolare su una distribuzione il più possibile equa del gruppo. A cominciare da prima, terza linea e
mediana.
D’altro canto non è un mistero che la situazione incerta degli Aironi sta portando molti giocatori di Viadana a riconsiderare il loro futuro in riva al Po. Ma pochi hanno offerte dall’estero, e l’alternativa di alto livello si chiama Treviso. Qualcuno avrebbe anche sondato il terreno. Poche settimane, pò il mercato esploderà. La Fir manda già un avvertimento. Club avvisato…

Boicottaggio al Super Rugby 2013? La SARU smentisce, ma…

Nella battaglia tutta politica e diplomatica tra SARU, franchigie sudafricane e SANZAR sulla questione Super Rugby 2013 (chiamiamola così, per comodità) si segna un nuovo punto: la federazione di Johannesburg ha infatti annunciato che insiste per l’ingresso di una sesta franchigia della nazione arcobaleno (i Southern Kings, già annunciati ufficialmente per il torneo dell’anno prossimo) senza perciò escludere una delle 5 già partecipanti e smentisce categoricamente che queste ultime abbiano minacciato il boicottaggio della competizione 2013 in caso di esclusione di una tra Bulls, Cheetahs, Lions, Stormers e Sharks.
La palla quindi torna a centrocampo. A marzo la sessione plenaria della SARU annuncerà le partecipanti al prossimo Super Rugby. C’è circa un mese di tempo per trovare un accordo con la SANZAR, la federazione che gestisce la manifestazione e che ha già detto no all’allargamento a 6 franchigie per il Sudafrica.
La sensazione è che la cosa sia stata gestita malissimo a Johannesburg, dove l’ingresso dei Kings è stato votato all’unanimità dai consiglieri e dove probabilmente si pensava di far inghiottire il boccone alla SANZAR senza grosse difficoltà. Probabilmente ai consiglieri “in quota” alle franchigie era stato promesso che nessuno sarebbe rimasto escluso. E invece…